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George Pell: «In Vaticano non c’è più corruzione. Ma si rischia un crac finanziario»
George Pell (Ansa)
Il cardinale che fu incarcerato per una falsa accusa di abusi: «Io bersaglio dei secolaristi, ora ho perdonato i miei persecutori. Però Becciu non ha chiarito perché, durante il processo, Roma inviò denaro in Australia».
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Il cardinale George Pell (Ansa)
Il prelato è a conoscenza dei segreti finanziari del Vaticano. «La segreteria di Stato impedì i controlli sulle spese pazze».
Il cardinale Pell aveva previsto le derive liberticide del bavaglio Lgbt
(Davide Pischettola/NurPhoto via Getty Images)
Nel suo diario, scritto durante i 13 mesi in carcere da innocente, il porporato analizza anche i rischi della censura progressista.
Il Papa accoglie Pell dopo il calvario. «Grazie per la sua testimonianza»
George Pell (Ansa)
Il cardinale australiano, che ha passato 400 giorni in galera per false accuse di pedofilia, viene finalmente ricevuto da Bergoglio. Resta da chiarire chi inviò i soldi ai suoi accusatori e il ruolo di Angelo Becciu nella vicenda.
Dall’Australia (a Roma) con furore. Ora Pell non ha più rivali
George Pell (Ansa)
Dopo 400 giorni di carcere vissuti da cristiano, nonostante le false accuse di pedofilia, il porporato scelto dal Papa per ripulire le finanze è stato assolto. E i suoi vecchi nemici masticano amaro.
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