Il pride di Budapest sbugiarda gli attacchi Ue a Orbán «dittatore»
Nessuna repressione: Bruxelles critica l’Ungheria solo perché politicamente scomoda.
Nessuna repressione: Bruxelles critica l’Ungheria solo perché politicamente scomoda.
Nella capitale ungherese il corteo è stato deviato due volte. Balletto sulle cifre, gli organizzatori: «Siamo 200.000».
L’opposizione si trova unita solo in Ungheria: Schlein, Calenda, + Europa e sinistre varie sfilano a casa di Orbán con slogan risibili («No pasaran», «Bella ciao», «Non si vieta l’amore») sperando nell’incidente politico. Ma non succede nulla: una pagliacciata.
Nutrita pattuglia della sinistra italiana ed europea nella capitale ungherese. Il Pd: «Faremo da cordone di sicurezza al corteo». Orbán non si fa fregare: «La polizia non sarà violenta, ma rispettate le leggi».
Fa discutere il possibile utilizzo della tecnologia per identificare chi sfilerà oggi al gay pride di Budapest.
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