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La corsa di gas e petrolio non è ancora finita
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Il ministro della Transizione ecologica dice che «l’Italia teme meno di altri» la chiusura dei rubinetti russi. Sarà, ma le tariffe restano alte. E il calo della domanda industriale è un brutto segno. Mentre il prezzo della benzina non è destinato a scendere.
Crescita dei prezzi all’8%, come nel 1986, trainata dal +64% del comparto energetico rispetto a un anno fa. Sarebbe urgente riattivare le sette centrali a carbone, invertire la rotta sulle trivelle e affrontare il tema Libia.
  • Mentre si parla di tetto ai prezzi, continua la corsa di elettricità e metano. A questi ritmi, un crollo della domanda diventa quasi inevitabile. O sarà disposto per legge, o sarà la recessione a «provvedere».
  • Libia: la compagnia petrolifera di bandiera ha dichiarato lo stato di forza maggiore per gli scali di Sidra e Ras Lanouf. Le esportazioni adesso sono congelate del tutto.

Lo speciale contiene due articoli.

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