Speriamo che la Bce non imiti la Ue
A parte una certa capacità di intervento finanziario con debito comune, l’Unione europea balbetta. E anche la Christine Lagarde, che vuole alzare i tassi, contribuisce alla catastrofe.
A parte una certa capacità di intervento finanziario con debito comune, l’Unione europea balbetta. E anche la Christine Lagarde, che vuole alzare i tassi, contribuisce alla catastrofe.
Cali fino al 61% dai massimi a Wall Street, rimborsi triplicati nei fondi privati, in bilico 1.400 miliardi di fidi bancari. La crisi del credito trascina con sé il resto del sistema.
Il metallo giallo viaggiava intorno ai 30 euro al grammo contro i 144 attuali. Nei nostri cassetti si nascondono tesori.
Cambia il patto di sindacato: ora il figlio del fondatore della Rossa può cedere metà del suo 10% senza l’ok del primo azionista Exor (Elkann). Colpo all’immagine del Cavallino già in crisi per i risultati sportivi. Titolo giù del 2% (-30% in 12 mesi). Alfa e Fiat via dagli Usa.
Il gruppo di Federico Vecchioni, leader nel settore agroindustriale, raddoppia il valore della produzione grazie all’acquisto per 220 milioni della Fratelli Martini, azienda che realizza mangimi per animali e carne. Rilevato l’intero capitale, closing entro il prossimo maggio.
Il governo laburista britannico, molto ammirato dai progressisti nostrani, fa retromarcia sulla supertassa ai milionari per paura di una fuga di capitali. Sale così il debito che fa innervosire i mercati: Borse ko anche per i dubbi su un taglio di tassi della Fed.
L’osservatorio Ifis: da noi le sofferenze si riducono, ma la massa europea cresce spinta dalle difficoltà di Parigi e Berlino. Positiva anche la situazione spagnola.
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