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Sui risarcimenti agli stranieri nei Cpr la Cassazione prende una cantonata
Ansa
Illogica la decisione degli ermellini a favore di un ex trattenuto. Si può arrivare all’indennizzo solo se c’è stata l’impugnazione.

Come segnalato sulla Verità dell’11 giugno, la Corte di Cassazione, a sezioni unite civili, ha stabilito il principio secondo cui lo straniero extracomunitario può chiedere allo Stato il risarcimento del danno non patrimoniale asseritamente patito per il suo trattenimento in un Cpr (Centro per il rimpatrio) disposto o mantenuto in forza di un provvedimento giudiziale affetto da nullità e, pertanto, da considerarsi invalido, anche nel caso in cui avverso tale provvedimento non sia stato a suo tempo esperito il mezzo d’impugnazione previsto dalla legge.

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Sul caso Ramy la Procura ignora la Cassazione: deve pagare chi fugge all’alt
(Ansa)
Il carabiniere che guidava è accusato di omicidio stradale con «eccesso colposo nell’adempimento del dovere». Ma una sentenza del Palazzaccio ribalta la tesi dei pm.

Non è dato sapere se i magistrati della Procura della Repubblica di Milano, prima di chiedere il rinvio a giudizio del carabiniere Antonio Lenoci per rispondere di omicidio colposo stradale in persona di Ramy Elgaml, abbiano avuto modo di confrontarsi con una precedente sentenza della Cassazione che avrebbe dovuto indurli, se non altro, a qualche dubbio.

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Ora lo ammette pure la Cassazione: «Il feto è come un bimbo già nato»
(IStock)
La sentenza della Suprema Corte riporta al centro il diritto naturale e ci ricorda che la vita è sacra dal concepimento fino alla morte. Tutto il contrario rispetto a ciò che afferma la vulgata dominante.
«La morte del feto è una perdita parentale». Significa che anche per la giustizia il rapporto fra genitori e figli esiste fin dal concepimento. Una rivoluzione con otto parole. È quella realizzata dalla Corte di Cassazione con una sentenza destinata a far discutere e a rimettere in gioco l’architettura turbo-abortista, poiché equipara giuridicamente il bimbo «non nato» al neonato nel rapporto emotivo con il resto della famiglia. Scrivono i giudici, in relazione a un errore sanitario: «Il decesso del feto determina la risarcibilità del danno da perdita del rapporto parentale, che si manifesta prevalentemente in termini di intensa sofferenza interiore tanto del padre quanto (e soprattutto) della madre».
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L’epopea Open Arms è chiusa per sempre. Salvini: «Difendere i confini non è reato»
Matteo Salvini (Ansa)
La Cassazione rigetta il ricorso della Procura di Palermo e assolve definitivamente il ministro per i fatti dell’agosto 2019.

Con il rigetto del ricorso della Procura di Palermo «per saltum», ovvero dribblando l’appello, la Corte di Cassazione, dopo circa quattro ore di camera di consiglio, ha messo una pietra tombale sul caso Open Arms. Ieri i giudici della Quinta sezione penale hanno confermato l’assoluzione di Matteo Salvini. Sentenza definitiva. Le accuse erano quelle che hanno attraversato anni di dibattito politico e giudiziario: sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Alla fine resta una formula che già in primo grado pesava come un macigno: assolto «perché il fatto non sussiste».

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Le toghe sbroccano sulla riforma: «Peccato voti chi ha studiato poco»
Ernesto Lupo, presidente emerito della Cassazione (Ansa)
Ernesto Lupo, presidente emerito della Cassazione, disprezza i futuri elettori del referendum.
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