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L’Anm fa pressioni sul tribunale. Pensa al referendum, non ai bambini
(Imagoeconomica)
Il presidente della sezione Abruzzo accusa l’esecutivo di strumentalizzare la famiglia nel bosco in vista delle urne, ma è lei a parlare di riforma e a pretendere l’intoccabilità delle toghe. Con il sostegno della sinistra.

Marika Bolognese, curatrice speciale dei bambini della cosiddetta famiglia del bosco, ha rilasciato al Corriere della Sera alcune dichiarazioni che fanno saltare sulla sedia. «I tre figli dei Trevallion sono bambini fantastici, rispettosi. Ma hanno delle difficoltà che non possono essere taciute», dice la signora. «Si tratta di bambini ben più maturi della loro età. Hanno maturato esperienze sul campo. Però quando la più grande di 8 anni ha difficoltà a scrivere correttamente il suo nome e cognome, non si può soprassedere».

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Ma erano davvero in pericolo quei bimbi?
È la sola domanda da porsi sul caso dei Trevallion. La risposta la sanno tutti, anche se non vogliono ammetterlo. E la politica deve intervenire perché i tecnici hanno esondato.

Il tribunale dell’Aquila che ha deciso di allontanare da casa i tre figli di Nathan Trevallion dichiara di aver agito perché i bambini erano in grave pericolo. Rischiavano importanti danni psicologici a causa della mancanza di socializzazione, ha spiegato il giudice. Vivendo isolati, i piccoli potrebbero diventare incapaci di «riconoscere l’altro», cioè di comprendere e accettare le differenze.

L’aspetto curioso della faccenda è che i più incapaci di riconoscere e accettare l’altro, in questi giorni, sembrano essere proprio coloro che sostengono con forza le ragioni del tribunale e insistono a descrivere la famiglia Trevallion come una banda di psicolabili. In molti scrivono ad esempio che Catherine Birmingham, moglie di Nathan e madre dei bambini, è una pazzoide che vende sul suo sito fantomatiche guarigioni spirituali. Altri insistono a dire che padre e madre siano due fanatici, restii a trattare con i servizi sociali e chiusi nelle loro fortezze ideologiche oltranziste.

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Catherine Birmingham e Nathan Trevallion con i tre figli (Ansa)
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