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Il caso Dell’Utri è la Waterloo dei magistrati
Marcello Dell'Utri (Imagoeconomica)
La sesta archiviazione in 30 anni, nel procedimento che doveva appurare eventuali rapporti tra la mafia e Silvio Berlusconi, certifica il fallimento del sistema giudiziario. Tenere aperti filoni d’indagine di questo tipo, in assenza di «elementi concreti», è inaccettabile.

Il 4 giugno scorso sono stati resi noti alcuni stralci del provvedimento di archiviazione firmato il 15 gennaio 2026 dal giudice per le indagini preliminari di Firenze, Patrizia Martucci, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti mandanti esterni delle stragi mafiose del 1993.

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Spesi 25 milioni per archiviare il Cav. Ma i pm avrebbero delle nuove piste
Silvio Berlusconi (Ansa)
Prima stima dei costi delle indagini. E dalle carte su Marcello Dell’Utri spunta un carabiniere...

L’archiviazione di Marcello Dell’Utri nell’ultima inchiesta fiorentina in cui era accusato di essere il mandante delle stragi mafiose del 1993-1994 ha riacceso l’interesse mediatico sulla datata vicenda.

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Sentenza di gennaio ma hanno aspettato il dopo referendum
Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)
Ennesimo buco nell’acqua della crociata dei pm contro il fondatore di Forza Italia, anche se c’è da scommettere che ci riproveranno Resta da capire perché i tribunali, sempre pronti a far trapelare spifferi, stavolta abbiano tenuto il segreto. Che c’entri il referendum?

E due. Dopo il castello di balle su Nicole Minetti, crolla anche quello su Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, indagati a Firenze per la strage mafiosa del 1993. Il giudice per le indagini preliminari del capoluogo toscano ha infatti deciso l’archiviazione delle accuse contro l’ex capo di Publitalia (il Cavaliere era già uscito dall’inchiesta due anni fa, dopo la morte), con la motivazione che «mancano elementi concreti che provino contatti o rapporti diretti con Cosa nostra».

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Mafia, sesta archiviazione in trent’anni però i pm non si arrendono su Berlusconi
Silvio Berlusconi in tribunale (Getty Images)
Berlusconi e l’ex senatore non organizzarono le stragi del 1993-94. Il gip: «Non ci sono elementi concreti di contatti con Cosa nostra». Il fascicolo, tuttavia, è pieno di omissis: segno che qualcosa bolle in pentola.

Marcello Dell’Utri è stato archiviato per l’ennesima volta dall’accusa di avere ordinato le stragi di mafia del biennio 1993-1994 (compiute a Roma, Firenze e Milano). Il decreto è stato firmato dal gip fiorentino Patrizia Martucci lo scorso 15 gennaio 2026, ma la notizia è emersa, in modo quasi casuale, solo ieri. In realtà gli avvocati dell’ex senatore e di Silvio Berlusconi lo hanno scoperto circa tre settimane fa.

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Donazioni per 42 milioni dal Cav. Dell’Utri e moglie rinviati a giudizio
Marcello Dell'Utri (Imagoeconomica)
Il cofondatore di Forza Italia, già condannato in via definitiva per reati di mafia, ha ricevuto da Berlusconi diversi bonifici tra il 2012 e il 2021. Contestate la mancata denuncia ai pm delle somme e l’intestazione fittizia.
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