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Le pulsioni belliche uccidono la politica

Le pulsioni belliche uccidono la politica
Ansa

Sulla Verità di ieri mi sono ritrovato due tesi che solo in giornali indipendenti e liberi si possono leggere. La tesi di Belpietro sul dialogo con Putin per riaprire i gasdotti e la tesi più ardita di Veneziani su quali spazi politici vogliamo agire oltre l’atteggiamento di Usa e Israele.

Provo pertanto a non far cadere gli spunti in oggetto aggiungendo, assolutamente a titolo personale, un mio carico. Il direttore è convinto di due passaggi: 1) che per l’Europa sia il tempo di confrontarsi con Putin su gas e petrolio; 2) che la strategia congiunta di Trump e Netanyahu sia quella di azzerare il regime degli ayatollah o costringerli alla resa per esaurimento delle scorte militari, per lo più di quei missili con cui stanno allargando lo scenario di guerra. Sulle ragioni dell’intesa sul gas riprendo qualche riga sotto; quanto all’attacco in Iran, speriamo che abbia ragione lui, ma poiché la storia è maestra temo che anche stavolta la Casa Bianca resterà intrappolata da ciò che uscirà dal vaso di Pandora mediorientale.

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FoodTalk | Così si tutela il grande olio italiano

Entrano in vigore le nuove norme per la tutela della nostra eccellenza troppo spesso minacciata da prodotti stranieri

Ankara convoca l’ambasciatore di Teheran per il missile abbattuto dagli Usa. Il Qatar arresta cellule dei Pasdaran. Sotto attacco pure Arabia Saudita, Emirati e Kuwait.

Nel pieno dell’escalation che sta attraversando il Medio Oriente, la massima autorità religiosa sciita dell’Iraq, il Grande Ayatollah Ali Al-Sistani, ha condannato quella che ha definito una «guerra ingiusta» contro l’Iran e ha invitato la comunità internazionale, «in particolare i Paesi islamici», ad adoperarsi per un cessate il fuoco immediato.

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Liberato imputato di omicidio: in carcere potrebbe star male
Getty images
I giudici della Corte d’appello di Firenze hanno negato l’estradizione di un uomo che ad Atene è accusato anche di favoreggiamento dell’immigrazione: «Rischia un trattamento incompatibile con i diritti Cedu»

Può un pakistano presunto omicida non essere estradato in Grecia e restare in Italia, a piede libero?

Sì, almeno secondo i giudici della Corte d’appello di Firenze, che hanno disposto la scarcerazione di K.Y., nato nel 1999, domiciliato a Siena, ma che utilizza anche un alias che lo «invecchia» di tre anni e che gli attribuisce un domicilio diverso, in un paesino sul versante senese del Monte Amiata.

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Le ideologie devono rimanere fuori dalle corsie
Ansa

Dopo i magistrati, i giuristi, gli insegnanti e i persino i giornalisti democratici, ci toccano pure i medici democratici. Che senso abbia definirsi democratici, che cosa voglia dire in pratica e in che cosa questi professionisti si differenzino da chi fa onestamente il proprio lavoro, rispettando la legge, non si sa. O meglio: si intuisce che dietro il paravento dell’aggettivo democratico si nasconde una visione politica di parte, che ovviamente fa apparire l’appropriazione indebita del termine un po’ meno democratica. Ne è prova la vicenda dei cosiddetti medici democratici di Ravenna, posti sotto inchiesta dalla locale Procura.

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