auto elettriche

Siluro Ue alla Cina (e pure a Berlino): dazi sulle auto elettriche alle stelle
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L’aumento delle tariffe sui veicoli cinesi strizza l’occhio agli Usa e bastona l’industria tedesca, dipendente dal mercato asiatico. Sberla anche a Stellantis, fresca di accordo con Leapmotor. Pechino: «Ci difenderemo».
Il picco viene spostato al 2034, ma la domanda resterà elevata almeno fino al 2040. Un’altra conferma che i target fissati dalla Commissione Ue non sono raggiungibili.
Pubblicato in Gazzetta ufficiale il dpcm sugli incentivi per rinnovare il parco vetture. Il 29,7% dei bonus per termiche e ibride, fetta più piccola per chi le vuole «alla spina».
Con l’auto elettrica raddoppiano i pedoni investiti
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Un lettore, dopo aver addolcito la pillola dicendomi che mi stima moltissimo, l’altro ieri mi ha rifilato una stilettata invitandomi a non pubblicare «cose prive di verità». Si riferiva al mio editoriale di sabato scorso, in cui davo conto dei risultati di una ricerca dell’Agenzia lombarda per la protezione dell’ambiente sull’inquinamento a Milano. Riassumo in breve, per chi si fosse perso l’articolo, il nocciolo della questione. Secondo l’Arpa, più dei motori endotermici, a rendere irrespirabile l’aria del capoluogo sono le particelle rilasciate dai freni e dagli pneumatici. Il che, per chi ha presente il peso di un’auto elettrica rispetto a quelle a benzina o diesel, significa una sola cosa e cioè che le vetture con batteria non rilasciano emissioni perché prive del tubo di scappamento, ma rischiano di inquinare come e forse più dei veicoli tradizionali perché, appunto, si portano appresso qualche quintale in più.

La Cina «riaccende» le batterie elettriche. Così vuole dominare il mercato del riciclo
Ansa
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