aggressione

{{ subpage.title }}

Difende la figlia dai maranza molesti e viene massacrato a calci e pugni
Un frame dal video dell'aggressione dei maranza avvenuta a Porto San Giorgio, sullo sfondo (iStock)
Il padre quarantenne è stato picchiato a Porto San Giorgio da dei magrebini. Intanto, a Cagliari, un algerino si masturba più volte in pubblico e minaccia carabinieri e medici: «Figli di p... infedeli, vi ammazzo tutti».
Continua a leggereRiduci
Gli antifa riducono in fin di vita un giovane
Una manifestazione contro il collettivo «Némésis». A destra, due immagini dell'aggressione di Lione (Ansa)
A Lione un ragazzo di 23 anni, che faceva parte del servizio di sicurezza del collettivo femminista di destra «Nemesis», è stato aggredito da un gruppo di antagonisti. Tra loro, forse, anche il collaboratore di un deputato di estrema sinistra.

Alla fine potrebbe scapparci il morto. Si chiama Quentin il giovane attivista identitario francese pestato a morte da un branco di militanti antifascisti. Quentin ha 23 anni, è uno studente di matematica e la sua unica «colpa» è stata quella di aver voluto proteggere sei ragazze di Némésis, il collettivo femminile delle giovani identitarie francesi che difendono i diritti delle donne contro i soprusi degli immigrati (e il silenzio dei media). Negli ultimi tempi, peraltro, Némésis ha iniziato a spopolare sui social, con azioni e video che sono diventati virali.

Continua a leggereRiduci
Un marocchino ben integrato massacra a morte un pensionato
Nel riquadro, la vittima Mauro Sbetta (IStock)

Un 68enne in provincia di Trento fa entrare in casa un immigrato residente da 30 anni in zona, dove lavora come operaio. Bevono qualcosa, poi scatta la furia omicida quando non ottiene i soldi che aveva chiesto.

Gli ha aperto la porta della villetta su due piani con giardino che aveva ereditato dal padre e in cui viveva da solo in via Marconi, nella piccolissima frazione di Strigno, a Castel Ivano, località trentina che era meta ottocentesca della borghesia austriaca. Una casa defilata, l’ultima del paese, affacciata sulla provinciale. Lo ha fatto accomodare e insieme hanno bevuto qualche birra.

Continua a leggereRiduci
Il saluto romano indigna, la spranga rossa no
Un frame del video che mostra l'assalto ai ragazzi di Gioventù nazionale
Quattro ragazzi di Gioventù nazionale sono stati assaliti da un gruppo di Antifa, ma la sinistra politica per lo più tace. O punta il dito contro le braccia tese di Acca Larentia. Chiedono sempre alla Meloni di rispondere della «matrice»: adesso riconoscano la loro.

Stavolta non si può nemmeno dire che bisogna attendere chissà quale indagine o inchiesta giornalistica: il video diffuso dai militanti di Gioventù nazionale è piuttosto chiaro. Si vedono i cosiddetti Antifa avanzare in gruppo, una decina, verso quattro ragazzi di destra, e poi via con le legnate. Hanno le spranghe, mollano calci e pugni, casomai le armi non bastassero. Tutto si è svolto a Roma, nel parcheggio di un supermercato. I militanti meloniani stavano attaccando manifesti nel giorno della commemorazione di Acca Larentia, e sono stati assaltati da un commando nella migliore tradizione della violenza politica da anni di piombo. Vedremo poi se la Digos fermerà qualcuno per l’aggressione.

Continua a leggereRiduci
«Un’ora da incubo nella macelleria islamica»
Un frame del video dell'aggressione a Costanza Tosi (nel riquadro) nella macelleria islamica di Roubaix
Giornalista di «Fuori dal coro», sequestrata in Francia nel ghetto musulmano di Roubaix.

Sequestrata in una macelleria da un gruppo di musulmani. Minacciata, irrisa, costretta a chiedere scusa senza una colpa. È durato più di un’ora l’incubo di Costanza Tosi, giornalista e inviata per la trasmissione Fuori dal coro, a Roubaix, in Francia, una città dove il credo islamico ha ormai sostituito la cultura occidentale.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy