Sotto la direzione artistica di Alex Majoli, fotografo di profilo internazionale membro della prestigiosa agenzia Magnum Photos, sino al 2 ottobre Savignano sul Rubicone ospita la storica manifestazione di fotografia «sul territorio» e con varie sedi espositive, giunta quest’anno al prestigioso traguardo delle trenta edizioni. Tante le mostre in programma, con una particolare attenzione per la scuola e i giovani.
Sotto la direzione artistica di Alex Majoli, fotografo di profilo internazionale membro della prestigiosa agenzia Magnum Photos, sino al 2 ottobre Savignano sul Rubicone ospita la storica manifestazione di fotografia «sul territorio» e con varie sedi espositive, giunta quest’anno al prestigioso traguardo delle trenta edizioni. Tante le mostre in programma, con una particolare attenzione per la scuola e i giovani.Piccolo comune della provincia di Forlì-Cesena, a metà strada tra la costa e le colline dell'entroterra romagnolo, Savignano sul Rubicone ospita da ben 31 anni il SI FEST, il più longevo dei festival italiani di fotografia ed evento culturale di rilevanza internazionale. L’edizione 2022, artisticamento diretta da Alex Majoli ed intitolata Asinelli Solitari - citazione scelta dalla rubrica giornalistica Il caos di Pier Paolo Pasolini per omaggiare il grande regista e scrittore nel centenario della sua nascita - punta tutto sull’educazione all’immagine delle nuove generazioni, facendo della scuola e dei giovani il punto focale dell’intera manifestazione: non a caso, al centro del percorso espositivo ci sono proprio gli ambienti scolastici, con una serie di mostre allestite fra le scuole elementari e le medie di Savignano, pensando in primo luogo agli studenti e ai loro insegnanti. In quest’ottica, ogni esposizione è associata a una materia diversa (dalla geografia alle scienze, passando per lettere e matematica) e i visitatori – per buona parte del percorso - piacevolmente e volutamente «costretti» ad aggirarsi fra i banchi e lavagne delle varie aule, eccezionalmente usate come piccoli e moderni musei. Grandi fotografi e didatticaTra gli «abbinamenti» più interessanti fra fotografia e didattica, assolutamente da segnalare la mostra di scienze, dedicata a Morire di classe (1969), storico fotolibro di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin sull'agghiacciante e crudele realtà dei manicomi. Di grande interesse anche la storia, rappresentata da una collettiva che ripercorre gli avvenimenti degli ultimi vent’anni, dall’attacco alle Twin Towers in poi, attraverso immagini di diverse agenzie, fra cui Associated Press, Magnum Photos, Reuters.Impossibile poi non menzionare la personale di Elizabeth «Lee Miller »(1907-1977), la grande fotografa e fotoreporter (ma anche modella) statunitense capace di realizzare - con grande maestria e coerenza professionale - servizi di moda, di arte e reportage di guerra e il lavoro di Chiara Fossati (nota fotografa contemporanea milanese) sul movimento rave degli anni novanta-duemila.Abbandonata la «scansione per scuole e materie», il percorso del SI FEST si sposta in uno degli spazi storici della manifestazione, l’ex Consorzio di Bonifica, dove autori internazionali esplorano culture scolastiche e universi giovanili distantissimi, non solo geograficamente: particolare, drammatica, a tratti ironica, la mostra Taliban, del fotografo tedesco Thomas Dworzak, che raccoglie alcuni ritratti privati degli studenti-guerrieri afgani, sostenitori di un regime che appena salito al potere ha vietato la fotografia, ma immortalati in pose vezzose e coloratissimi scatti ritoccati a mano.Accanto all’innovativo e originale percorso espositivo voluto da Alex Majoli, il festival propone - come da tradizione - anche mostre selezionate tramite concorso e mostre d’archivio. Tra queste, dislocata fra la Biblioteca comunale e le vie del centro storico, da non perdere Le città dei bambini, esposizione che racconta la straordinaria storia di Learning Through Art, esperimento realizzato nel 1998 fra New York, Savignano sul Rubicone e Fermo sotto l’egida del Solomon Guggenheim Museum: una metropoli e due cittadine incredibilmente associate per educare all’immagine i bambini delle elementari, chiamandoli a realizzare campagne fotografiche nei loro quartieri, dal Queens alla Romagna, da Chinatown alle Marche. Per rimanere in tema di bambini e infanzia, il Festival prevede anche un SI FEST Kids, ricco di tanti eventi e appuntamenti riservati ai più piccoli: anche il catalogo della manifestazione, affidato alla progettazione artistica di S.C. Artroom, è concepito come una sorta di album/diario scolastico.Una manifestazione importante, che dal 9 all’11 settembre e nei weekend del 17-18 settembre e 1-2 ottobre, rafforza l'identità di Savignano come «città della fotografia».Il programma completo del SI FEST è consultabile sul sito della manifestazione.Alex Majoli e il Si FESTRavennate di origine e newyorkese di adozione, da oltre trent'anni autore di straordinarie fotografie e dal 2001 membro della prestigiosa agenzia Magnum Photos, il legame di Majoli con il SI FEST è di lunga data. Accanto a numerosi riconoscimenti internazionali - dall'Infinity Award for Photojournalism alla Guggenheim Fellowship - il suo palmarès comprende anche il successo, esattamente vent'anni fa, alla prima edizione del Premio Marco Pesaresi, il concorso con cui il SI FEST ha da sempre aiutato (e aiuta tuttora) i giovani fotografi a realizzare reportage di particolare valore: in quella circostanza fu premiato Hotel Marinum, progetto in cui Majoli esplorava le città portuali di diverse parti del mondo. Nel 2002, in un piccolo villaggio tra i colli piacentini, con l'intento di creare una forza indipendente e autonoma nel panorama della fotografia internazionale, Majoli fonda lo studio Cesuralab e il collettivo Cesura , con all'interno un laboratorio di stampa e una casa editrice. « Con Majoli inizia un nuovo corso, il ruolo della fotografia e dell'immagine riparte dai luoghi della formazione per crescere e «dilagare» a Savignano, città della fotografia. Sono orgoglioso che la prima direzione artistica di un fuoriclasse come Alex sia quella del SI FEST. Una nuova scommessa che facciamo insieme per rendere la fotografia ancora più protagonista nella nostra Città», ha dichiarato il sindaco Filippo Giovannini.
Emanuele Fiano (Ansa)
L’ex deputato pd chiede di boicottare un editore ospite alla fiera patrocinata da Gualtieri e «reo» di avere un catalogo di destra.
Per architettare una censura coi fiocchi bisogna avere un prodotto «nero» ed etichettarlo con la dicitura «neofascista» o «neonazista». Se poi scegli un ebreo (si può dire in questo contesto oppure è peccato?) che è stato pure censurato come testimonial, hai fatto bingo. La questione è questa: l’ex parlamentare Pd, Emanuele Fiano, che già era passato alla cronaca come bersaglio dei pro Pal colpevoli di non averlo fatto parlare all’Università Ca’ Foscari di Venezia e contro il quale qualche idiota aveva mimato la P38, sta premendo per censurare una casa editrice colpevole di pubblicare dei libri pericolosi perché di destra. Anzi, di estrema destra.
Un frame del video dell'aggressione a Costanza Tosi (nel riquadro) nella macelleria islamica di Roubaix
Giornalista di «Fuori dal coro», sequestrata in Francia nel ghetto musulmano di Roubaix.
Sequestrata in una macelleria da un gruppo di musulmani. Minacciata, irrisa, costretta a chiedere scusa senza una colpa. È durato più di un’ora l’incubo di Costanza Tosi, giornalista e inviata per la trasmissione Fuori dal coro, a Roubaix, in Francia, una città dove il credo islamico ha ormai sostituito la cultura occidentale.
Scontri fra pro-Pal e Polizia a Torino. Nel riquadro, Walter Mazzetti (Ansa)
La tenuità del reato vale anche se la vittima è un uomo in divisa. La Corte sconfessa il principio della sua ex presidente Cartabia.
Ennesima umiliazione per le forze dell’ordine. Sarà contenta l’eurodeputata Ilaria Salis, la quale non perde mai occasione per difendere i violenti e condannare gli agenti. La mano dello Stato contro chi aggredisce poliziotti o carabinieri non è mai stata pesante, ma da oggi potrebbe diventare una piuma. A dare il colpo di grazia ai servitori dello Stato che ogni giorno vengono aggrediti da delinquenti o facinorosi è una sentenza fresca di stampa, destinata a far discutere.
Mohamed Shahin (Ansa). Nel riquadro, il vescovo di Pinerolo Derio Olivero (Imagoeconomica)
Per il Viminale, Mohamed Shahin è una persona radicalizzata che rappresenta una minaccia per lo Stato. Sulle stragi di Hamas disse: «Non è violenza». Monsignor Olivero lo difende: «Ha solo espresso un’opinione».
Per il Viminale è un pericoloso estremista. Per la sinistra e la Chiesa un simbolo da difendere. Dalla Cgil al Pd, da Avs al Movimento 5 stelle, dal vescovo di Pinerolo ai rappresentanti della Chiesa valdese, un’alleanza trasversale e influente è scesa in campo a sostegno di un imam che è in attesa di essere espulso per «ragioni di sicurezza dello Stato e prevenzione del terrorismo». Un personaggio a cui, già l’8 novembre 2023, le autorità negarono la cittadinanza italiana per «ragioni di sicurezza dello Stato». Addirittura un nutrito gruppo di antagonisti, anche in suo nome, ha dato l’assalto alla redazione della Stampa. Una saldatura tra mondi diversi che non promette niente di buono.







