«Dal 17 al 21 marzo mi unirò alla colonna europea del convoglio Nuestra América, una nuova flottiglia civile che sfiderà l’embargo illegale imposto dagli Stati Uniti a Cuba. Un assedio infame che sta letteralmente strangolando la popolazione dell’isola», ha scritto sui social. «Dall’Italia porteremo medicine e, insieme a persone e gruppi provenienti da tutto il mondo, proveremo a infrangere collettivamente il bloqueo. Per salvare vite, difendere il diritto del popolo cubano all’autodeterminazione e riaffermare il rispetto del diritto internazionale», è l’annuncio dell’ex detenuta a Budapest.
Candidata da Alleanza verdi-sinistra (Avs) così da sottrarla al processo in Ungheria per lesioni personali aggravate contro militanti neonazisti ed eletta, con relativa immunità confermata dal Parlamento europeo, la Salis è sempre convinta di «essere dalla parte giusta della Storia». Probabilmente anche in questa missione simbolica, che rimane un’operazione illegale contro la politica dura degli Stati Uniti.
«L’ultima di Ilaria Salis: sale a bordo di una flottiglia per Cuba! L’europarlamentare, compagna di campo largo di Schlein, Conte e Renzi, al soccorso della dittatura comunista che dura da 67 anni», è stato il post sferzante di Lucio Malan, presidente del gruppo Fratelli d’Italia al Senato. Un utente di X ha commentato che a Cuba l’europarlamentare troverà «una marea di appartamenti da okkupare», ricordando la difesa della Salis per l’occupazione di immobili abbandonati.
La situazione socioeconomica dell’isola caraibica è sicuramente molto grave, ma non solo per l’embargo risalente agli anni Sessanta e accentuato dalla carenza di carburante. In assenza di un rinnovamento dell’assetto istituzionale socialista, le riforme a Cuba rimangono solo utopia e il gesto di portare medicinali o viveri non cambia le condizioni di vita e le zero prospettive della popolazione.
Salis è animata dal sacro cuore della combattente, protetta dall’immunità, e andare contro le politiche di Trump deve esserle sembrata una ghiotta occasione per spezzare la monotonia della routine tra Bruxelles e Strasburgo. Peccato che proprio ieri il presidente americano abbia detto: «Anche Cuba cadrà», in un’intervista a Politico. «Abbiamo tagliato tutto il petrolio, tutto il denaro, tutto ciò che arrivava dal Venezuela, che era l’unica fonte. E loro vogliono fare un accordo», ha concluso il tycoon.
«¡Vamos!», scrive imperterrita l’europarlamentare, invitando a contribuire alla campagna di raccolta fondi. «Quella con cui partiremo io e Mimmo Lucano, al momento gli unici politici ad aver aderito, è una missione umanitaria che parte dall’Europa e poi si andrà a ricongiungere con il Nuestra América Convoy», ha fatto sapere nel corso del programma Dissocial su Radio Cusano. La Salis ha perfino detto: «Ricordiamoci quando gli ospedali italiani erano nel caos durante il Covid e arrivarono i medici cubani ad aiutarci, portando un esempio di solidarietà internazionale».
L’ex sindaco di Riace si era già fatto sentire con una nota di protesta: «Non possiamo tacere: Donald Trump sta destabilizzando l’America Latina. Ha soffocato il Venezuela, oggi colpisce Cuba, domani potrebbero essere la Groenlandia e il Canada. Se restiamo in silenzio, domani potremmo essere noi». E allora tutti a prenotare un posto sull’aereo in partenza da Roma e da Milano (saranno due o uno solo? Mistero), con destinazione l’Avana. «Ogni passeggero trasporterà due borse di donazioni di medicinali raccolte attraverso la nostra campagna. Il 21 marzo, daremo il benvenuto alla flotta marittima in partenza dai Caraibi per raggiungere il Malecón dell’Avana», si informa sul sito di Let Cuba Breathe, lasciate respirare Cuba, promossa dall’Aicec, l’agenzia per lo scambio culturale ed economico con l’isola caraibica.
Per partecipare alla missione in aereo occorre versare 960 euro, pasti esclusi. Il programma dell’attività di solidarietà a Cuba, dal 21 al 25 marzo, «è in fase di sviluppo», i beni essenziali certo non viaggeranno in aereo quindi arriveranno (forse) sulle imbarcazioni che fanno parte della flotilla in partenza da Cancún e che dovrebbe raggiungere le acque cubane intorno al 21 marzo. Sempre che non sia il flop di viveri destinato a Gaza, ridotto a ben misera cosa rispetto agli annunci.
Ieri, intanto, la Salis si è occupata di attaccare «il cosiddetto», dice, ddl antisemitismo approvato al Senato. Sostiene che «si configura come uno strumento di censura autoritaria contro le legittime critiche alle politiche israeliane. Temo che un provvedimento di questo tipo - ambiguo, ipocrita e strumentale - produrrà l’effetto opposto a quello dichiarato: invece di contrastare l’antisemitismo, finirà per alimentarlo», è la sua visione da antifascista doc.
La «picchiatrice», come l’ha definita il primo ministro ungherese Viktor Orbán, ha così concluso: «D’altronde, la destra italiana - le cui principali componenti si contraddistinguono per un razzismo becero e ricorrente - non è nella posizione di poter immaginare o promuovere autentiche ed efficaci politiche antirazziste».