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Figli tolti alla madre, uno ha un tumore. Lei non può visitarlo

Figli tolti alla madre, uno ha un tumore. Lei non può visitarlo
Bimbo in ospedale (iStock)
Mentre Marco era in comunità la donna ha chiesto più volte che fosse visto da un medico, ma le dicevano che stava bene.

Un bimbo di 9 anni sta combattendo contro un tumore maligno senza poter avere la mamma al suo fianco. I sintomi del piccolo sarebbero stati trascurati per mesi, mentre sulla vita sua e del fratello di 10 anni si esercitava una violenza fatta di allontanamenti dalla madre ritenuta troppo ostativa nei confronti dell’ex compagno, chiusure in comunità, affidamenti al padre di cui si sospettano abusi sessuali. Intanto il medulloblastoma, tumore primario del sistema nervoso centrale a crescita rapida, si diffondeva e diventava maligno. «Chiedevo che mio figlio venisse visitato, ma il tribunale respingeva tutti i miei ricorsi dicendo che i bambini stavano bene perché il servizio sociale così relazionava, quando invece non era conforme alla verità», spiega la signora Giovanna (nome di fantasia). La storia di Marco e Luca, altri nomi di fantasia, sottratti due volte alla madre nel corso di un complesso iter giudiziario (...) di separazione, è la drammatica conferma di come il bene dei minori non sia affatto la priorità, la regola costante alla quale si attengono servizi sociali e magistratura.

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Ossessione Mussolini, ode a Re Sergio. Il Primo maggio è un rito spompato
Piero Pelù (Ansa)
Il Concertone ormai è una parodia di sé stesso: antifascismo un tanto al chilo, Che Guevara e baci omosex. Nessuno ha colto l’occasione per una domandina a Mattarella sulla grazia alla «terza M»: Nicole Minetti.

«Questa è una festa, dobbiamo ballare». Filippo Uttinacci detto Fulminacci avrebbe pure ragione ma con quella desinenza sospetta da Farinacci non se lo fila nessuno. Per due motivi: al rave da Rsa del 1º maggio la musica è un optional (sennò un vecchio arnese come Piero Pelù verrebbe utilizzato per accordare le chitarre), in più il cantautore romano non ha colto il tema dominante del Concertone, un originale e sfavillante Benito Mussolini. Ottantuno anni dopo il duce rimane l’unico collante, eterna ossessione della sinistra gruppettara riunita a san Giovanni in Laterano per contare le rughe e sentirsi ripetere vecchi slogan di un mondo fake tutto suo.

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Inviata una lettera a Buttafuoco coi nomi degli artisti russi in galera
Il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco (Ansa)
L’iniziativa di un gruppo di intellettuali dopo il caos sulla Biennale riaccende lo scontro.

Due giorni alla preapertura della Biennale di Venezia e proseguono le polemiche sollevate intorno al caso della presenza di artisti russi. Dopo che l’Ue ha persino revocato i suoi finanziamenti, e la Giuria internazionale ha annunciato le sue dimissioni, la gestione della Biennale continua a far discutere.

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Rosy Bindi più comica che lucida su Trump
Rosy Bindi (Ansa)

Come si fa a farsi notare se come cantante non sei destinato a passare alla storia o la storia purtroppo si è dimenticata di te? Semplice, non è necessario eseguire un brano che lasci il segno, per la musica o per le parole: basta farsi precedere da un gesto o una dichiarazione che segua l’onda e faccia apparire l’Artista (mi raccomando, con la «A» maiuscola) come un interprete contro il potere. E così ecco Piero Pelù, il quale con «lucida ironia», come segnala il Corriere della Sera, al concertone del primo maggio ha definito Benito Mussolini un «morto sul lavoro».

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Il Quirinale piange miseria: ci danno solo 235 milioni
Piazza del Quirinale a Roma (iStock)
Nel bilancio preventivo dell’istituzione spunta un aumento di 5 milioni del budget annuale. Cifra, dicono, che equilibra solo «parzialmente la riduzione del valore reale della dotazione» a causa dell’inflazione...

Duecentotrentacinque milioni possono bastare per far funzionare la macchina del Quirinale? A leggere il bilancio preventivo del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, si fa fatica. Si soffre. Per questo il budget del Colle è stato incrementato di 5 milioni «rispetto all’anno precedente, con importo complessivo che passerà» appunto «da 230 a 235 milioni di euro (+2,17%)», quando invece l’inflazione del 2025 e quella prevista per il 2026 - ovviamente prima che scoppiasse la guerra nel Golfo - era inferiore al 2%.

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