True
2020-03-12
Scuole chiuse, il governo si sveglia. Voucher baby sitter da 600 euro
Ansa
Oltre ai problemi di salute che gravano sui cittadini, il coronavirus sta mettendo a dura prova anche tutte le famiglie con bambini che devono stare a casa perché le scuole sono chiuse.
Finalmente, se n'è ricordato pure il governo, che dopo aver approvato ieri lo stanziamento di 25 miliardi, si appresta a varare nuove norme per dare un supporto ai nuclei familiari italiani.
«Il congedo parentale sarà previsto per tutti i lavoratori sia dipendenti che autonomi e in alternativa si potrà utilizzare il cosiddetto voucher baby sitter», ha spiegato ieri il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo a Rainews 24. «Per congedo», ha detto, «si prevede una forma speciale che potrà durare fino a 15 giorni, per bambini fino ai 14 anni di età. Per le famiglie con disabilità non sarà previsto alcun limite di età per il figlio e con una indennità che verrà parametrata alla retribuzione». Sarebbero insomma questi i contenuti del nuovo dl del governo che potrebbe arrivare già questo venerdì. Il ministro Catalfo ha evidenziato l'intenzione, inoltre, di incrementare il bonus baby sitter per il personale infermieristico e annuncia che con il ministro per la Famiglia, Elena Bonetti, si sta studiando la possibilità di «inserire un bonus per le famiglie che assistono anziani non autosufficienti».
Il decreto Io resto a casa prevede un congedo di 15 giorni lavorativi perché questo periodo copre un periodo di tre settimane, fino al 3 aprile quando, si spera, tutto dovrebbe ripartire. Questi giorni dovranno essere suddivisi tra padre e madre in modo proporzionale, per non sbilanciare il peso esclusivamente sulle donne, che devono occuparsi dei figli, dopo la chiusura di tutte le scuole.
Per le famiglie con un solo genitore dovrebbe essere riconosciuto il massimo all'unico membro adulto presente in famiglia e lo stesso dovrebbe valere per il coniuge di chi lavora in ospedale, coprendo senza sosta turni diurni e notturni.
Chi non può sfruttare il congedo parentale ha però un'altra possibilità a disposizione. Come ha detto in conferenza stampa il ministro Catalfo, il governo sta valutando l'utilizzo di un voucher per pagare persone che assistano i bambini che non vanno a scuola. Si tratta, spiega Catalfo, di «almeno 600 euro, che salirebbero a 1.000 nel caso di operatori sanitari e di ricercatori, per coprire le spese di baby sitter e aiuti familiari» per chi si prende cura di una persona disabile o di anziani bisognosi di assistenza».
Il tema dei voucher riguarda però anche il mondo dell'agricoltura, altrettanto messo a dura prova dal virus. Ieri, l'assessore sardo all'Agricoltura, Gabriella Murgia, insieme con i colleghi delle altre Regioni, ha rivolto al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, diverse richieste per venire incontro alla difficoltà degli agricoltori.
Murgia ha richiesto politiche di supporto per la cassa integrazione, voucher per chi lavora in agricoltura, una forte campagna di informazione per promuovere i prodotti italiani e locali, la proroga di tutti i pagamenti, delle procedure contributive e fiscali e degli adempimenti per la formazione e soprattutto misure di liquidità per le imprese.
«C'è assoluta necessità», ha detto l'assessore Murgia, «di una proroga nella scadenza prevista per il prossimo 30 giugno dei pagamenti delle misure del Programma di sviluppo rurale a capo e a superficie per non rischiare di incorrere nelle sanzioni comunitarie. Ribadendo l'impegno ad accelerare quanto più possibile questi pagamenti, conoscendo bene le urgenti necessità del comparto, ho quindi chiesto al ministro Bellanova una forte azione politica presso il governo e la Commissione europea», ha concluso.
I rialzi bancari puntellano la Borsa
L'azionario europeo ieri ha fallito di nuovo il rimbalzo, con Milano che però è riuscita a chiudere poco sopra la parità, a +0,33%, grazie al forte recupero delle banche. A Piazza Affari si è mostrato in rally il titolo Tim (+3,95%) dopo la pubblicazione di conti e piano che hanno trovato l'apprezzamento degli analisti. Da segnalare inoltre che il trend di riduzione dell'indebitamento di Tim, considerato da anni il «peccato originale» che affligge l'azienda e che ne ha limito a lungo le scelte strategiche, è destinato a proseguire anche nel corso del 2020. A spiegarlo è stato l'ad, Luigi Gubitosi, nel corso del Capital market day. Bene, tra le altre blue chip, Ferrari (+2,91%), promossa a buy da Hsbc, Fca (+2,08%) e Finecobank (+4,51%).
In rosso invece Atlantia (-1,66%), Amplifon (-2,41%), Juventus (-2,84%) e Moncler (-2,59%). In salita i bancari: Intesa Sanpaolo (+4,12%), Unicredit (+2,72%), Ubi Banca (+6,08%), Mediobanca (+2,84%), Banco Bpm (+7,65%) e Bper (+0,24%). In luce pure Terna (+2,21%) dopo il piano: Banca Akros e Banca Imi hanno alzato i rispettivi giudizi.
Sull'Aim Italia è continuata anche ieri la performance positiva di Kolinpharma (+6,82%), già salita del 5,39% con la notizia della concessione di nuovi brevetti negli Stati Uniti. La buona notizia è che lo spread tra Btp e Bund ieri è sceso sotto la soglia psicologica dei 200 punti. Ieri il differenziale tra il prestito italiano e quello tedesco è sceso a 192,8 rispetto ai 217 di due giorni fa.
In pratica ieri l'obbligazionario italiano ha voluto scommettere sull'intervento della Banca centrale europea dopo che la Bank of England ha tagliato a sorpresa i tassi di interesse.
Il presidente della Bce, Christine Lagarde, ieri avrebbe dichiarato ai leader dell'Unione europea che l'Istituto di Francoforte esaminerà tutti gli strumenti di politica monetaria nella riunione di oggi, in particolare quelli per fornire finanziamenti «super economici», riferisce Bloomberg citando una fonte a conoscenza dei fatti. Lagarde avrebbe anche avvertito i leader Ue che, senza un'azione coordinata sull'epidemia di coronavirus, l'Europa rischierebbe una crisi finanziaria come nel 2008. Lagarde avrebbe infine affermato che le misure di politica monetaria possono funzionare solo se anche i governi faranno la loro parte.
Natixis si aspetta che la Bce annunci una serie di misure nel tentativo di mitigare l'impatto del coronavirus sull'economia. Il pacchetto, secondo gli esperti, dovrebbe includerebbe un taglio di 10 punti base del tasso sui depositi al -0,6%, un aumento degli acquisti di asset da 20 a 40 miliardi di euro a partire da aprile e un aumento da 6 a 6 del moltiplicatore utilizzato per calcolare i depositi su più livelli. Natixis si aspetta poi criteri più generosi per le Tltro se ci sarà un aumento dei prestiti alle piccole e medie imprese.
Uscendo dai confini italiani si capisce come anche le principali piazze mondiali siano indebolite dal virus.
Parigi ieri ha ceduto lo 0,57%, Francoforte lo 0,35% mentre Londra è crollata dell'1,4%. Al momento in cui scriviamo anche Wall Street si conferma in difficoltà, preoccupata dalla mancanza di un preciso piano di reazione economica al virus dalla Casa Bianca.
In Asia i mercati non fanno certo meglio. Le Borse asiatiche hanno chiuso in calo per la terza volta in quattro giorni. Tokyo ha chiuso la seduta in calo del 2,27%, ai minimi in 15 mesi, con lo yen stabile sul dollaro. Ad Hong Kong l'indice Hang Seng ha ceduto lo 0,63%. In Cina, a Shanghai, la Borsa ha terminato la sua corsa con un calo dello 0,94%. Shenzhen ha perso l'1,48%, mentre Sydney è crollata del 3,6%.
Continua a leggereRiduci
Previsto pure un congedo parentale fino al 3 aprile. Grido dall'allarme dagli agricoltori.L'azionariato europeo fallisce il rimbalzo, però Piazza Affari chiude a +0,33%. Spread Btp-Bund sotto i 200 punti. I mercati scommettono sull'intervento della Bce.Lo speciale contiene due articoli.Oltre ai problemi di salute che gravano sui cittadini, il coronavirus sta mettendo a dura prova anche tutte le famiglie con bambini che devono stare a casa perché le scuole sono chiuse. Finalmente, se n'è ricordato pure il governo, che dopo aver approvato ieri lo stanziamento di 25 miliardi, si appresta a varare nuove norme per dare un supporto ai nuclei familiari italiani. «Il congedo parentale sarà previsto per tutti i lavoratori sia dipendenti che autonomi e in alternativa si potrà utilizzare il cosiddetto voucher baby sitter», ha spiegato ieri il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo a Rainews 24. «Per congedo», ha detto, «si prevede una forma speciale che potrà durare fino a 15 giorni, per bambini fino ai 14 anni di età. Per le famiglie con disabilità non sarà previsto alcun limite di età per il figlio e con una indennità che verrà parametrata alla retribuzione». Sarebbero insomma questi i contenuti del nuovo dl del governo che potrebbe arrivare già questo venerdì. Il ministro Catalfo ha evidenziato l'intenzione, inoltre, di incrementare il bonus baby sitter per il personale infermieristico e annuncia che con il ministro per la Famiglia, Elena Bonetti, si sta studiando la possibilità di «inserire un bonus per le famiglie che assistono anziani non autosufficienti».Il decreto Io resto a casa prevede un congedo di 15 giorni lavorativi perché questo periodo copre un periodo di tre settimane, fino al 3 aprile quando, si spera, tutto dovrebbe ripartire. Questi giorni dovranno essere suddivisi tra padre e madre in modo proporzionale, per non sbilanciare il peso esclusivamente sulle donne, che devono occuparsi dei figli, dopo la chiusura di tutte le scuole. Per le famiglie con un solo genitore dovrebbe essere riconosciuto il massimo all'unico membro adulto presente in famiglia e lo stesso dovrebbe valere per il coniuge di chi lavora in ospedale, coprendo senza sosta turni diurni e notturni.Chi non può sfruttare il congedo parentale ha però un'altra possibilità a disposizione. Come ha detto in conferenza stampa il ministro Catalfo, il governo sta valutando l'utilizzo di un voucher per pagare persone che assistano i bambini che non vanno a scuola. Si tratta, spiega Catalfo, di «almeno 600 euro, che salirebbero a 1.000 nel caso di operatori sanitari e di ricercatori, per coprire le spese di baby sitter e aiuti familiari» per chi si prende cura di una persona disabile o di anziani bisognosi di assistenza».Il tema dei voucher riguarda però anche il mondo dell'agricoltura, altrettanto messo a dura prova dal virus. Ieri, l'assessore sardo all'Agricoltura, Gabriella Murgia, insieme con i colleghi delle altre Regioni, ha rivolto al ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, diverse richieste per venire incontro alla difficoltà degli agricoltori. Murgia ha richiesto politiche di supporto per la cassa integrazione, voucher per chi lavora in agricoltura, una forte campagna di informazione per promuovere i prodotti italiani e locali, la proroga di tutti i pagamenti, delle procedure contributive e fiscali e degli adempimenti per la formazione e soprattutto misure di liquidità per le imprese.«C'è assoluta necessità», ha detto l'assessore Murgia, «di una proroga nella scadenza prevista per il prossimo 30 giugno dei pagamenti delle misure del Programma di sviluppo rurale a capo e a superficie per non rischiare di incorrere nelle sanzioni comunitarie. Ribadendo l'impegno ad accelerare quanto più possibile questi pagamenti, conoscendo bene le urgenti necessità del comparto, ho quindi chiesto al ministro Bellanova una forte azione politica presso il governo e la Commissione europea», ha concluso.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/scuole-chiuse-il-governo-si-sveglia-voucher-baby-sitter-da-600-euro-2645464511.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="i-rialzi-bancari-puntellano-la-borsa" data-post-id="2645464511" data-published-at="1781758151" data-use-pagination="False"> I rialzi bancari puntellano la Borsa L'azionario europeo ieri ha fallito di nuovo il rimbalzo, con Milano che però è riuscita a chiudere poco sopra la parità, a +0,33%, grazie al forte recupero delle banche. A Piazza Affari si è mostrato in rally il titolo Tim (+3,95%) dopo la pubblicazione di conti e piano che hanno trovato l'apprezzamento degli analisti. Da segnalare inoltre che il trend di riduzione dell'indebitamento di Tim, considerato da anni il «peccato originale» che affligge l'azienda e che ne ha limito a lungo le scelte strategiche, è destinato a proseguire anche nel corso del 2020. A spiegarlo è stato l'ad, Luigi Gubitosi, nel corso del Capital market day. Bene, tra le altre blue chip, Ferrari (+2,91%), promossa a buy da Hsbc, Fca (+2,08%) e Finecobank (+4,51%). In rosso invece Atlantia (-1,66%), Amplifon (-2,41%), Juventus (-2,84%) e Moncler (-2,59%). In salita i bancari: Intesa Sanpaolo (+4,12%), Unicredit (+2,72%), Ubi Banca (+6,08%), Mediobanca (+2,84%), Banco Bpm (+7,65%) e Bper (+0,24%). In luce pure Terna (+2,21%) dopo il piano: Banca Akros e Banca Imi hanno alzato i rispettivi giudizi. Sull'Aim Italia è continuata anche ieri la performance positiva di Kolinpharma (+6,82%), già salita del 5,39% con la notizia della concessione di nuovi brevetti negli Stati Uniti. La buona notizia è che lo spread tra Btp e Bund ieri è sceso sotto la soglia psicologica dei 200 punti. Ieri il differenziale tra il prestito italiano e quello tedesco è sceso a 192,8 rispetto ai 217 di due giorni fa. In pratica ieri l'obbligazionario italiano ha voluto scommettere sull'intervento della Banca centrale europea dopo che la Bank of England ha tagliato a sorpresa i tassi di interesse. Il presidente della Bce, Christine Lagarde, ieri avrebbe dichiarato ai leader dell'Unione europea che l'Istituto di Francoforte esaminerà tutti gli strumenti di politica monetaria nella riunione di oggi, in particolare quelli per fornire finanziamenti «super economici», riferisce Bloomberg citando una fonte a conoscenza dei fatti. Lagarde avrebbe anche avvertito i leader Ue che, senza un'azione coordinata sull'epidemia di coronavirus, l'Europa rischierebbe una crisi finanziaria come nel 2008. Lagarde avrebbe infine affermato che le misure di politica monetaria possono funzionare solo se anche i governi faranno la loro parte. Natixis si aspetta che la Bce annunci una serie di misure nel tentativo di mitigare l'impatto del coronavirus sull'economia. Il pacchetto, secondo gli esperti, dovrebbe includerebbe un taglio di 10 punti base del tasso sui depositi al -0,6%, un aumento degli acquisti di asset da 20 a 40 miliardi di euro a partire da aprile e un aumento da 6 a 6 del moltiplicatore utilizzato per calcolare i depositi su più livelli. Natixis si aspetta poi criteri più generosi per le Tltro se ci sarà un aumento dei prestiti alle piccole e medie imprese. Uscendo dai confini italiani si capisce come anche le principali piazze mondiali siano indebolite dal virus. Parigi ieri ha ceduto lo 0,57%, Francoforte lo 0,35% mentre Londra è crollata dell'1,4%. Al momento in cui scriviamo anche Wall Street si conferma in difficoltà, preoccupata dalla mancanza di un preciso piano di reazione economica al virus dalla Casa Bianca. In Asia i mercati non fanno certo meglio. Le Borse asiatiche hanno chiuso in calo per la terza volta in quattro giorni. Tokyo ha chiuso la seduta in calo del 2,27%, ai minimi in 15 mesi, con lo yen stabile sul dollaro. Ad Hong Kong l'indice Hang Seng ha ceduto lo 0,63%. In Cina, a Shanghai, la Borsa ha terminato la sua corsa con un calo dello 0,94%. Shenzhen ha perso l'1,48%, mentre Sydney è crollata del 3,6%.
Silvia Capozza @Ecco
La manifestazione offre un’importante vetrina internazionale e rappresenta un’occasione preziosa per incontrare buyer, partner e operatori del settore provenienti da tutto il mondo. Per un marchio come Ecco è un momento fondamentale di confronto, visibilità e sviluppo delle relazioni commerciali», racconta alla Verità Silvia Capozza, general manager South Europe di Ecco, marchio globale specializzato in scarpe e accessori in pelle di alta gamma.
Ecco nasce in Danimarca nel 1963 e oggi è presente in tutto il mondo. Quali sono i valori del brand che ritiene più importanti?
«Comfort, qualità e innovazione. Sono i tre pilastri che ci accompagnano fin dalla nascita e ai quali non abbiamo mai rinunciato. L’innovazione, in particolare, è legata alla continua ricerca e sviluppo di tecnologie proprietarie, resa possibile anche dal controllo diretto della filiera produttiva».
Come lei ha sottolineato il comfort è uno degli elementi più associati al marchio. Quanto conta oggi per i consumatori rispetto all’estetica?
«Oggi i consumatori non scelgono più tra comfort e stile: vogliono entrambi. Questo si collega a un tema molto attuale, quello del quiet luxury, che noi preferiamo interpretare come quiet beauty. Le persone cercano prodotti che offrano comodità, design e innovazione allo stesso tempo. Il comfort non è più soltanto una caratteristica funzionale, ma una sensazione di benessere e libertà che permette di esprimere sé stessi senza compromessi».
Il concept della collezione è Walk Your Walk. Che significato assume oggi questo messaggio?
«È un invito a seguire il proprio percorso con autenticità. Ognuno deve poter vivere la propria individualità senza rinunciare né allo stile né al comfort. Per noi Walk Your Walk rappresenta un nuovo modo di interpretare la quotidianità: sentirsi bene in ciò che si indossa significa anche acquisire maggiore sicurezza e libertà di espressione».
Si parla anche di Return to What Matters. Quali sono oggi i valori davvero essenziali per Ecco in un mercato in continua evoluzione?
«Crediamo sia importante tornare a concentrarsi su ciò che conta davvero. In un contesto caratterizzato da cambiamenti rapidi e continui, Ecco ha sempre mantenuto una direzione coerente. Non abbiamo mai accettato compromessi sulla qualità, neppure nei momenti più complessi. Oggi il consumatore è più consapevole: acquista meno, ma sceglie meglio».
Avete recentemente reinterpretato uno dei vostri modelli iconici, la Joker. Come avete affrontato questo lavoro?
«La Joker è uno dei modelli simbolo della nostra storia. Ci piace recuperare elementi dal nostro archivio e reinterpretarli in chiave contemporanea. Negli ultimi anni abbiamo riproposto questo modello in diverse varianti, valorizzando materiali, colori e finiture differenti. È una scarpa che rappresenta perfettamente il Dna di Ecco perché combina comfort, qualità e design contemporaneo, e il riscontro del pubblico è stato molto positivo».
Le tecnologie sviluppate da Ecco rappresentano un elemento distintivo del marchio. In che modo migliorano l’esperienza di chi indossa le vostre scarpe?
«Le nostre tecnologie sono progettate per accompagnare uno stile di vita dinamico, garantendo leggerezza, traspirabilità, ammortizzazione e un migliore assorbimento degli impatti».
Designer come Natasha Ramsay-Levi, Craig Green e Natacha Aizawa hanno collaborato con il brand attraverso il progetto Ecco Kollektive. Qual è stato il loro contributo?
«Queste collaborazioni ci hanno permesso di dialogare con un pubblico particolarmente sensibile al design e alla sperimentazione creativa. Ogni designer parte dalla collezione principale Ecco e la reinterpreta attraverso il proprio linguaggio».
Le radici del marchio affondano nella lavorazione della pelle. Quanto pesa ancora questa eredità nella vostra identità?
«Moltissimo. Ecco nasce come azienda specializzata nella lavorazione della pelle e continua a possedere e gestire concerie proprie. Questa competenza rappresenta ancora oggi uno degli elementi distintivi del marchio e contribuisce a garantire elevati standard qualitativi lungo tutta la filiera».
Continua a leggereRiduci
Pagamento? Azioni. Naturalmente. Perché il contante, nell’era della finanza quantistica, è archeologia. La preda si chiama Cursor, società che sviluppa intelligenza artificiale capace di scrivere il codice in autonomia. In sostanza un programmatore software che non chiede ferie, non sciopera e non vuole aumenti di stipendio. L’operazione, già di per sé sufficiente a scaldare i grafici, diventa però quasi secondaria rispetto allo spettacolo principale: la capitalizzazione. SpaceX è volata in zona 2,5–2,7 trilioni di dollari, con picchi che sfiorano i 3.000 miliardi. L’azienda di Musk adesso vale quanto il Pil dell’Italia. Per dare un’idea: a un certo punto ha superato Amazon e Microsoft. Il tutto con una struttura da manuale del paradosso: 19 miliardi di ricavi e quasi 5 di perdite, contro i 717 miliardi di fatturato e 78 di utili di Amazon. Ma Wall Street ormai è una narrazione collettiva con pricing dinamico. Elon Musk consolida la sua narrazione di primo trilionario al mondo. Non perché abbia trovato oro su Marte o monetizzato l’aria rarefatta dello spazio, ma perché il mercato ha deciso che la sua equazione personale vale più della somma di molti sistemi economici terrestri. Nel frattempo, un dettaglio tecnico passa quasi inosservato, come sempre accade con le cose che poi diventano fondamentali: sul mercato circola appena il 4% delle azioni. Il resto è vincolato, trattenuto, congelato in accordi e regolamenti. Vuol dire che il prezzo lo fanno pochissimi scambi, ma su quei pochi scambi si costruiscono montagne di trilioni. Una leva perfetta. O pericolosa. Dipende dal punto di osservazione. E così accade l’altra magia: più il titolo sale, meno azioni servono per pagare Cursor. Più il titolo sale, più l’acquisizione da 60 miliardi diventa “economica”. Il mercato si abitua a tutto con la velocità con cui un social network dimentica una notizia: SpaceX diventa valuta. Non solo società, ma moneta. Una moneta che non stampa la banca centrale, ma la fiducia. E mentre qualcuno ancora si chiede se sia sostenibile, Wall Street decide che la domanda è mal posta. Al terzo giorno di contrattazioni, SpaceX continua a correre, passando da 135 a 214 dollari. Per un attimo diventa la quarta società al mondo per capitalizzazione, dietro solo a Nvidia, Alphabet e Apple. Poi ritraccia, perché anche le vertigini hanno bisogno di pause. Come se non bastasse, si apre anche il fronte dei derivati: partono le contrattazioni delle opzioni al Cboe Global Markets e al Nasdaq. Insomma si inizia a scommettere non solo sul futuro dell’azienda, ma sul futuro delle scommesse sul futuro dell’azienda. Una specie di matrioska finanziaria dove l’ultimo strato non è mai l’ultimo.
Nel mezzo di questo spettacolo orbitale, il pezzo industriale viene quasi schiacciato dalla narrativa. Cursor entra come tassello strategico: servirebbe ad ampliare le capacità di Grok nello sviluppo software. L’intelligenza artificiale che scrive codice per un’altra intelligenza artificiale che già scrive codice. Un dialogo tra automi che, per ora, non chiede ancora la pensione. Almeno per ora. E poi ci sono loro, gli altri due poli del nuovo triangolo tecnologico.
OpenAI chiude il 2025 con 13 miliardi di ricavi e una perdita da 38,5 miliardi. Un rosso che, in qualunque altro settore, verrebbe definito emergenza industriale; nell’intelligenza artificiale viene archiviato come «fase di investimento strategico». L’emorragia è impressionante: due miliardi di dollari al mese, ChatGPT come motore principale, progetti secondari come Sora ridimensionati per concentrare fuoco e capitale. Valutazione: 730 miliardi. Obiettivo dichiarato: mille miliardi. Perché ormai anche i numeri hanno un piano industriale. E dietro, come ombra competitiva ma speculare, Anthropic si muove nello stesso perimetro: collocamento riservato, capitali in arrivo, corsa alla scala globale dell’intelligenza artificiale. Non è più una gara tra aziende, ma tra ecosistemi cognitivi.
Alla fine resta una sensazione semplice, quasi banale: la Borsa non sta più prezzando aziende. Sta prezzando un futuro per il momento solo frutto di immaginazione e speranza. E mentre qualcuno ancora cerca il confine tra economia reale e finanza narrativa, il mercato ha già deciso che quel confine non serve più.
Continua a leggereRiduci
iStock
Le risorse per affrontare l’emergenza casa potranno arrivare a circa 10 miliardi entro il 2034, considerando sia i fondi nazionali - per un apporto pari a 7,3 miliardi - sia i fondi europei della politica di coesione, per 3,3 miliardi. È questo uno dei temi toccati dall’Ance (l’organizzazione dei costruttori associata a Confindustria) in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla fondazione. All’evento, guidato dalla presidente Federica Brancaccio nella splendida cornice di Villa Giulia a Roma, sede del Museo Etrusco, hanno preso parte con un videomessaggio il premier Giorgia Meloni e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, mentre erano presenti i ministri dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratini e della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.
Il Piano Casa, ha detto Brancaccio, «era un’emergenza di cui parlavamo da anni. Ma», ha ammonito la presidente Ance, «sono centrali le tempistiche che devono essere veloci». Nelle interlocuzioni con la politica, l’Ance ha sempre chiesto di fissare tempi anche sulla governance. «Sappiamo che c’è un commissario ma ci vogliono i decreti attuativi e non si dice entro quando queste nomine ci saranno», ha sottolineato la presidente. Ieri, il ministro Salvini ha detto che «il nuovo commissario nazionale aiuterà nell’arco di un anno a recuperare 61.000 appartamenti di edilizia residenziale pubblica ad oggi non assegnati perché vanno risistemati, con una spesa media valutata tra 20 e 25.000 euro ciascuno». La nomina, fa sapere il vicepremier, avverrà nelle prossime ore.
Brancaccio ha sottolineato che «quasi il 90% degli appalti in qualche modo è sottratto alla gara classica, alla trasparenza totale». Inoltre, «sappiamo che c’è uno sforzo da parte del governo per anticipare la cassa e usare questi 10 miliardi, facendo ricorso a un mutuo da un’istituzione finanziaria. Se questo avesse esiti positivi, le risorse attivabili nel 2027 sarebbero più di un miliardo».
La presidente ha poi evidenziato che «c’è la bolla del mercato libero che ha delle enormi variabili a seconda di dove si realizzano le abitazioni. Quindi, le percentuali previste dall’attuale Piano Casa per gli investimenti dei privati (70% da destinare all’edilizia convenzionata e il restante 30% da vendere o affittare a prezzo di mercato libero) dovrebbero essere riviste». Una soluzione potrebbe essere quella di «dare un ruolo a chi amministra gli enti territoriali, che hanno ben presente le esigenze locali». E ha chiosato: «Sappiamo che questo piano partirà così com’è ma anche che ci saranno in corso d’opera degli aggiustamenti. Ora c’è il testo unico dell’edilizia in revisione, ma si deve andare per deroghe e commissari».
L’Ance ha tracciato un quadro positivo per le costruzioni, uno dei settori industriali che meglio ha sfruttato il Pnrr. Ad aprile, il 76% dei cantieri risultava concluso o in stato avanzato e, secondo la Banca d’Italia, i tempi di avvio delle opere si sono ridotti del 19%, mentre la probabilità di aggiudicazione è maggiore del 20% rispetto alle opere non Pnrr.
Intanto, Dl Piano Casa entra nel vivo alla Camera con il voto sui 275 emendamenti in commissione Ambiente. Il testo definitivo è atteso in Aula questo venerdì, giornata in cui il governo dovrebbe porre la questione di fiducia. Subito dopo passerà all’esame del Senato: la conversione definitiva in legge dovrà avvenire entro la scadenza del 6 luglio.
Continua a leggereRiduci