Scuola, linee guida su genere. Pro Vita e Famiglia: «Chi ha sbagliato paghi. Regione Lazio ne sa qualcosa?»

Scuola, linee guida su genere. Pro Vita e Famiglia: «Chi ha sbagliato paghi. Regione Lazio ne sa qualcosa?»
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«Chi ha sbagliato paghi. Nessuna linea guida è stata diffusa dal San Camillo Forlanini riguardo al documento Strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere come ha appena scritto in una nota la stessa Azienda Ospedaliera. Vogliamo sapere cosa è successo. Qualcuno è responsabile di questa vergogna, ci dicano chi» ha dichiarato in una nota il presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, Toni Brandi.

«Senza alcuna autorizzazione è stato diffuso il logo dell'Azienda abusando di un rapporto di convenzione in corso con il San Camillo Forlanini, finalizzato al supporto psicologico di adeguamento tra identità fisica e psichica. La Regione Lazio ne sa qualcosa? Chi si è nascosto dietro al San Camillo per far apparire un rapporto anti-scientifico e privo di un confronto con le associazioni dei genitori nel Fonags e del Forags Lazio? Un rapporto con un approccio che in Uk e Nord Europa ha provocato numerosi danni psichici e fisici ai ragazzi? Chi in nome di un'ideologia fa sperimentazioni già fallite all'estero? Forse gli stessi che hanno messo nelle direttive tra la normativa di riferimento il ddl Zan spacciandolo già per approvato? Fa paura pensare che si sia trattato di un provvedimento puramente ideologico, che richiama una legge che ancora non è stata approvata come il Ddl Zan, e che su questa base professionisti di non si sa quale specie sarebbero entrati nelle scuole dei nostri bambini» ha dichiarato il membro del Direttivo di PV&FMaria Rachele Ruiu. «L'ufficio scolastico regionale rimuova immediatamente dal portale web le linee guida così squalificate dal San Camillo e invii immediatamente una comunicazione a tutte le scuole smentendo che queste godano del sostegno scientifico dell'Azienda ospedaliera! Basta giocare al derby sulla pelle dei nostri figli!» ha concluso Ruiu.

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