«Scelgo la vita precaria. Le sceneggiature sono i miei superpoteri»

Dopo «Lo chiamavano Jeeg Robot», Nicola Guaglianone è la penna più richiesta del cinema italiano: «Sono piovute offerte, ma non ho mai concesso l'esclusiva».
L'ad di Euclidea sim Stefano Rossi,: «Spesso alcune spese sono mascherate: allarme anche della Consob e dell'Esma I soldi dei cittadini vanno protetti, soprattutto adesso che si parla di imporre una patrimoniale»
Gardone Riviera, 8 marzo 1944: da sx l'ambasciatore giapponese presso la Rsi Hidaka, l'addetto militare Shimizu e l'addetto navale contrammiraglio Toyo Mitsunobu (Courtesy Cierre)

I rappresentanti militari del Sol Levante nella Rsi, tra spy story e guerra civile. Una ricostruzione che lega due fatti di sangue avvenuti lo stesso giorno. Nei mesi più concitati del secondo conflitto mondiale in Italia, i seicento giorni di Salò, operarono nel territorio della Repubblica sociale i membri del terzo paese dell'Asse, le rappresentanze diplomatiche e gli addetti militari giapponesi. Poco conosciuta è ancora la loro storia, seppure la ricostruzione di due tragici eventi avvenuti lo stesso giorno e raccontata nel volume Il Mistero della Missione Giapponese di Paolo Savegnago e Luca Valente (Cierre) lasci immaginare che dietro ai fatti si possa celare una vera e propria spy story suggerita dall'attenta analisi degli episodi avvenuti nella tarda primavera del 1944.

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