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Ultima ideona di Sánchez: i congedi per portare le persone a suicidarsi

Ultima ideona di Sánchez: i congedi per portare le persone a suicidarsi
Il governo spagnolo vuole introdurre un giorno di permesso retribuito per chi accompagna il malato a praticare l’eutanasia. Ira della destra e delle aziende, su cui graverebbero i costi dell’assenza dal lavoro.

L’ultima trovata del governo Sánchez per distogliere l’attenzione dai disastri ferroviari e dall’immobilismo dell’esecutivo è quella di estendere il congedo per lutto dagli attuali due (massimo quattro) giorni, a dieci giorni. In Italia, il lavoratore ne ha diritto a tre per la morte del coniuge, del convivente o di un parente entro il secondo grado. La proposta spagnola include un giorno di permesso retribuito alla persona designata come accompagnatore durante l’eutanasia, senza che sia necessario un legame di parentela. L’aiuto a una morte medicalmente assistita è entrato in vigore in Spagna il 21 giugno 2021, dopo il suo riconoscimento come nuovo diritto individuale. Secondo uno studio dello scorso anno finanziato dal ministero della Scienza e dell’Innovazione e dall’Agenzia statale di investigazione del governo spagnolo, dal 25 giugno 2021 al 31 dicembre 2023 su 1.515 richieste di suicidio assistito le persone che sono riuscite a morire sono state 697 (46%).

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L’attivista Martin Sellner spiega cos’è la remigrazione, descrivendola come un progetto politico che non punta solo a espellere gli immigrati regolari, ma un insieme di misure legali, economiche e culturali per invertire l’immigrazione di massa, così da mantenere la continuità culturale delle nazioni europee. Sellner racconta di come, proprio per le sue idee, continui a subire pressioni e tentativi di censura, nonostante alcuni governi europei inizino a riconoscere i problemi legati all’immigrazione.

Cuba sull’orlo del collasso, la rivolta cresce tra fame e blackout
Persone attendono a una fermata dell'autobus durante un'interruzione di corrente all'Avana (Ansa)

Le proteste a Cuba si moltiplicano mentre mancano cibo, acqua e carburante. Il governo di Diaz-Canel tenta concessioni e liberazioni di prigionieri, ma la popolazione esasperata continua a scendere in piazza, mentre l’arrivo della petroliera russa Anatoly Kolodkin resta incerto.

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Il premier in un videomessaggio sui social dopo la vittoria del «No» nel referendum sulla giustizia: «Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia».

Referendum giustizia, vince il No con il 53,8%
Ansa

Al referendum confermativo sulla riforma della giustizia ha prevalso il No. Affluenza record vicina al 59%. Giorgia Meloni invita a rispettare il risultato e assicura: «Rammarico per occasione persa. Ma andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia».

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