Se Vannacci spezzerà il centrodestra farà il gioco di sinistra e Quirinale

«Perché questa giravolta? Mercoledì ho acquistato come sempre La Verità e appena ho letto il titolo ho capito che anche il mio giornale ha deciso di rinnegare tutti gli articoli scritti sino ad ora. Adesso il nemico del centrodestra è diventato Vannacci... È la stessa musica che suonava la Dc contro il Msi: voti sprecati e che favorivano la vittoria delle sinistre. Ma i lettori non abboccheranno agli inviti interessati a fare votare Fdi o Fi. Se avete qualcosa da dire contro Vannacci contestate ciò che dice».
di Franco Picerni
Caro Picerni, da parte nostra non c’è stata alcuna giravolta, né abbiamo rinnegato gli articoli scritti fino a oggi. Per quanto ci riguarda, Vannacci ha tutto il diritto di fare il partito che vuole e se ha intenzione di proporre un programma più rigoroso in materia di sicurezza, di immigrazione e anche di deriva woke ben venga. Se in questi anni abbiamo dato spazio alle sue parole, cominciando da quelle contenute ne Il mondo al contrario, lo abbiamo fatto perché evidentemente la sua voce fuori dal coro ci interessava. Dunque, quando ha annunciato l’addio alla Lega non gli abbiamo dato del disertore né lo abbiamo accusato di alto tradimento. Tuttavia, non posso nascondere la preoccupazione che la frammentazione all’interno del centrodestra rischi di favorire la sinistra. Un partito che si richiama ai valori di destra guidato da un generale ci può stare, ma ha senso solo se tutto ciò avviene all’interno di uno schieramento comune. Se i voti di Vannacci si sommano a quelli degli altri leader che compongono l’attuale maggioranza può esserci un arricchimento. Ma se invece quei consensi vanno sottratti, in quanto Futuro nazionale si colloca all’esterno del perimetro della coalizione attualmente al governo, allora il problema esiste ed è grande come una casa.
Vede, caro Picerni, lei può anche ritenere insufficienti o addirittura deludenti le misure del governo Meloni. Può lamentarsi perché in materia di migranti e sicurezza non sono stati raggiunti i risultati promessi. Tuttavia, io sono arciconvinto che se a Palazzo Chigi ci fossero stati Elly Schlein o Giuseppe Conte, Matteo Renzi oppure un governo tecnico, sarebbe stato peggio. Del resto, se abbiamo centri cittadini in cui criminali e clandestini spadroneggiano lo dobbiamo principalmente all’asse fra sinistra e magistratura, che non solo non ha chiuso le porte all’invasione migratoria, ma ha impedito che si potesse mettere in galera chi delinque e rispedire a casa propria chi non ha titolo per rimanere in Italia.
A me interessa poco se il centrodestra è composto da quattro o cinque pilastri. Né mi agito se la nuova formazione tenuta a battesimo dal generale Vannacci ruberà voti a questo o a quello dentro il perimetro della coalizione. A me preme il risultato finale, ovvero evitare che al prossimo giro la guida del Paese vada alla sinistra. Se oggi abbiamo regole stupide che ci impongono di rinunciare alla produzione (e dunque alla vendita) di macchine con motore a combustione per favorire vetture elettriche che costano di più lo dobbiamo ai compagni. Così come è grazie ai progressisti se si rischia di dover cambiare la caldaia a gas per metterne una a emissioni ridotte. Se oggi alcune di queste follie sono rinviate, domani con un governo giallorosso potrebbe vederle anticipate.
Nella storia della Repubblica degli ultimi trent’anni a ogni elezione c’è stato un cambio di schieramento. Forse con le elezioni del 2027 il centrodestra potrebbe per la prima volta tornare a vincere, assicurando un lungo periodo di stabilità al Paese, ma soprattutto consentendo a un’eventuale maggioranza moderata di eleggere un presidente della Repubblica che non sia di sinistra. Lo sa che cosa significherebbe? Tanto per restare ai nostri giorni, che un eventuale decreto sicurezza che contenga uno scudo per gli agenti o un fermo preventivo per i violenti non verrebbe fermato o annacquato dal Quirinale. Con un capo dello Stato che non provenga dalla Dc di sinistra o direttamente dal Pci non sentiremmo le quasi quotidiane prediche a favore dei migranti. Sarebbe un cambio epocale, e infatti lassù sul Colle sognano una «provvidenziale scossa» che impedisca tutto ciò, per consentire la prosecuzione della monarchia instaurata da Sergio Mattarella con un erede che somigli all’attuale inquilino del Quirinale. Le pare una scena horror? Anche a me. Per questo auspico che le mosse del generale si muovano comunque all’interno del perimetro di centrodestra: per impedire che nella prossima legislatura a farla da padrone siano Renzi e compagni. I quali nelle trame sono bravissimi, così come a fare il loro interesse. Mentre noi vorremmo che si facesse l’interesse degli italiani.





