Salvini e Mattarella suonano la sveglia sui decreti fermi
Paralizzate, tra le altre, le norme su sbancati e Alitalia. Il leader leghista: «Niente più aggiunte». Oggi lo Sblocca cantieri in Cdm.

Sui decreti Sblocca cantieri e Crescita, approvati «salvo intese» ormai da settimane, bisogna fare in fretta. Devono essere pubblicati in Gazzetta ufficiale in tempi brevi così come sono, senza aggiungere altri contenuti. A dirlo, ieri, è stato il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, ai microfoni di Radio Anch’io. «I decreti già approvati in Cdm si stanno arricchendo di altre proposte. Preferisco fare subito perché ci sono provvedimenti che ridurranno del 2% la pressione fiscale sulle imprese, c’è lo Sblocca cantieri e i soldi per i truffati delle banche», ha affermato il leghista aggiungendo che «qualcuno dice mettiamoci altro, però io intanto farei andare avanti queste norme positive già messe nei decreti» altrimenti «tra un mese siamo ancora a discutere», ha sottolineato.

I due provvedimenti sono stati in effetti licenziati con i requisiti della necessità e dell’urgenza, salvo poi bloccarsi per le divisioni di Lega e Movimento 5 stelle. La formula «salvo intese», in pratica, ha lasciato spazio a modifiche, ma nei testi dei provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri stanno confluendo degli articoli estranei rispetto ai contenuti originari.

Lo stesso capo dello Stato, visti i ritardi dei decreti e il loro snaturamento rispetto all’impostazione originaria, ha chiesto due giorni fa al premier Giuseppe Conte che venissero approvati di nuovo in Consiglio dei ministri prima della loro pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Il premier, che ha ricevuto richiesta ufficiale da parte del Quirinale nel corso di un colloquio, ha detto a Mattarella di avere piena consapevolezza che bisogna accelerare e ha promesso che lo Sblocca cantieri sarà esaminato nel Cdm «fuori sede» di oggi a Gioia Tauro, e che sarà pubblicato in Gazzetta prima di Pasqua, mentre il decreto Crescita, che include le norme su Alitalia e quelle per il debito di Roma e i soldi agli sbancati, invece, avrà tempi più lunghi e se ne prevede la pubblicazione in Gazzetta per la fine di aprile.

La tirata d’orecchi di Mattarella ha avuto come obiettivo quello di ricordare a Conte che governare significa anche rispettare le forme. Non solo sarebbe in corso un abuso dello strumento con cui si legifera, ma non è accettabile che norme cruciali – che imprese, cittadini e settori di elettorato sensibile attendono con impazienza – siano ostaggio di divisioni di partito o, peggio, di resistenze all’interno degli uffici tecnici dei ministeri.

Sui tempi di pubblicazione del Dl crescita, ieri mattina, è intervenuta anche Laura Castelli, viceministro all’Economia. Il decreto Crescita «arriva. È una questione di giorni. Sono norme corpose, c’è appena stata l’ultima riunione al Dipartimento affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi», ha ribadito la grillina in un’intervista a Repubblica. Quanto al ministro dell’Interno che ha contestato la norma sul debito di Roma inserita nel decreto, Castelli replica così: «Non credo le sue critiche si riferissero alla norma, che conoscono sia il suo ministero sia i leghisti che l’hanno scritta con me. Immagino», ha continuato, «che contesti l’amministrazione di Roma e che lo faccia perché non vede l’ora che la capitale vada al voto. Stanno facendo di tutto. Spero che gli attacchi siano solo propaganda e che si pensi a lavorare». Sui rimborsi ai risparmiatori truffati «anche quelli sono legati al Dl Crescita, perché per fare i decreti ministeriali servono aggiustamenti che evitino di incorrere in procedure di infrazione europee. Inutile far innervosire Bruxelles senza motivo», ha concluso.

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