2025-11-30
Rotondi incassa, però rilancia: «È una banalità, lo sanno tutti»
Gianfranco Rotondi (Ansa)
L’ex ministro: «In Transatlantico se ne parla, il momento della riforma è questo».Chi frequenta il cosiddetto Transatlantico, ovvero il lungo corridoio che dà accesso all’aula di Montecitorio, sa bene che in quell’area off limits, dal cortile alla buvette, passando dai divanetti della galleria dei presidenti, se ne dicono di cotte e di crude. Quel posto assomiglia a un mercato di quartiere dove, seduti sulle poltrone color rosso fegato, davanti a un caffè o fumando una sigaretta, parlamentari e giornalisti adorano scambiarsi battute, indiscrezioni e pettegolezzi. Alcuni veri, altri verosimili.Un retroscenista esperto come Augusto Minzolini, editorialista del Giornale ed ex senatore di Forza Italia, sa quello che dice. Per questo le parole dell’onorevole di Verde è Popolare, Gianfranco Rotondi, non possono essere state fraintese. Durante un incontro con l’associazione ex parlamentari, racconta Rotondi, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si sarebbe lasciato sfuggire un commento del tipo «non permetterò che si faccia una legge elettorale a ridosso del voto. Abbiamo avuto l’esperienza del Mattarellum, che fu approvato poco prima delle elezioni, e diversi partiti arrivarono alle urne impreparati. Bisogna dare il tempo alle forze politiche di organizzarsi». Secondo Rotondi, invitato a chiarire, si tratta di «una banalità», che tutti sanno, ma a rifletterci bene nessuna parola detta da un capo dello Stato può considerarsi banale o sparata a caso.Rotondi conferma tutto e ammette candidamente di aver riportato solo «una voce da Transatlantico»: «Mattarella difficilmente potrebbe gradire un’iniziativa di riforma elettorale a ridosso del voto», spiega Rotondi. «Se nuova legge elettorale deve essere, il tempo è ora, e non ci vuole Mattarella per arrivare a questa conclusione. Tirarlo per la giacca è un esercizio inutile per tutti, indossa giacche molto elastiche».Nessuno può negare il fatto che il Quirinale stia ragionando sul successore di Mattarella, preparando il terreno più fertile possibile. I recenti fatti del consigliere di fiducia del presidente, Francesco Saverio Garofani, che auspicava un «provvidenziale scossone» e la nascita di una lista civica nazionale delle forze di sinistra, in funzione anti Meloni, ne sono la prova. Dopo quella figuraccia, che non pochi grattacapi ha provocato all’inquilino del Colle più alto di Roma, appena 13 giorni dopo salta fuori quest’altra confidenza. E, naturalmente, il Quirinale si affretta a smentire anche questa notizia, esattamente come aveva fatto con quella di Garofani definendola «ridicola», poi però dimostratasi vera.Anche la rivelazione spiattellata da Rotondi è credibile per molteplici aspetti. Non rappresenta un segreto il fatto che il premier, Giorgia Meloni, voglia al più presto cambiare l’attuale legge elettorale. L’idea è anzi quella di accelerare e presentare un testo già a inizio anno. Questo perché se le opposizioni si ricompattassero davvero, l’esito delle Politiche sarebbe un sostanziale pareggio, con conseguente rischio di ingovernabilità. Ma come era già prevedibile la Meloni non avrà nel Colle un alleato. Anzi, scopriamo adesso che potrebbe essere addirittura un intralcio. Mattarella non vuole che si ripeta l’errore del Mattarellum, ovvero la sua creatura, quando, approvata nel 1993, entrò in vigore sei mesi prima del voto, consentendo a Silvio Berlusconi di vincere. Ma non è l’unica legge a essere stata varata a ridosso delle urne. Il Porcellum di Roberto Calderoli venne votato a Natale 2005 e adottato ad aprile 2006. Il Rosatellum dell’ex renziano Ettore Rosato, votato ad ottobre 2017 e usato a marzo 2018. In quel caso fu proprio Mattarella a promulgare la legge, a quattro mesi dal voto, lo stesso presidente che oggi si opporrebbe, pur mancando alle elezioni un anno e mezzo. Sarà mica perché la nuova legge elettorale voluta dalla Meloni formerebbe la nuova maggioranza che nel 2029 eleggerebbe il nuovo presidente della Repubblica?
Diego Fusaro (Imagoeconomica)