2025-11-29
«Il cemento è la mia tela: ne ricavo gioielli»
Maria Chiara Monacelli, fondatrice dell’azienda umbra Sensorial è riuscita a convertire un materiale tecnico in un veicolo emozionale per il design: «Il progetto intreccia neuroscienze, artigianato e luce. Vogliamo essere una nuova piattaforma creativa anche nell’arredamento».In Umbria, terra di saperi antichi e materie autentiche, Maria Chiara Monacelli ha dato vita a una realtà capace di trasformare uno dei materiali più umili e tecnici - il cemento - in un linguaggio sensoriale e poetico. Con il suo progetto Sensorial, Monacelli ridefinisce i confini del design artigianale italiano, esplorando il cemento come materia viva, capace di catturare la luce, restituire emozioni tattili e raccontare nuove forme di bellezza. La sua azienda, nata da una visione che unisce ricerca materica, manualità e innovazione, eleva l’artigianato a esperienza, portando il cemento oltre la funzione strutturale e trasformandolo in superficie, texture e gioiello. Un percorso che testimonia quanto la creatività, quando radicata nel territorio e nel saper fare italiano, possa dare nuova vita anche alle materie più inattese.Come nasce l’idea di Sensorial?«Sensorial nasce dall’incontro tra materia, neuroscienze, arte e un’eredità familiare radicata nel mondo del cemento. La mia storia personale si intreccia con un percorso di studi dedicato all’architettura, alla percezione, alla neuroestetica e al benessere psicofisico. L’intuizione è arrivata quando ho compreso che il cemento, da materiale tecnico e asettico, poteva trasformarsi in una materia viva, vibrante, capace di emozionare e custodire memoria. Da questo incontro nasce Concrial: un cemento sensoriale, emozionale, un ponte tra corpo e spazio».Qual è stato l’episodio o l’intuizione che le ha fatto vedere il cemento come una materia «viva» e capace di raccontare luce?«L’intuizione è stata considerare il cemento non solo come materiale costruttivo ma come tela artistica, veicolo emotivo, custode del gesto creativo. Attraverso la connessione emotiva che ho avuto toccando questa materia, ho capito che avrei potuto applicare i miei studi in ambito neuroscientifico alla materia stessa e non soltanto allo spazio architettonico. Passare per la materia era la via per creare esperienze sensoriali significative».Il primo esperimento che ti ha fatto capire che il cemento poteva diventare design?«Dall’incontro con i maestri artigiani e da una serie di eventi significativi, è nato il desiderio e l’esigenza di creare qualcosa di assolutamente unico e innovativo dove la luce incontrava la materia. Questo primo esperimento, assolutamente sorprendente e folgorante, ha dato vita a quella che poi è diventata la collezione Moon: una trama artistica e materica che assorbe la luce del giorno per rilasciarla in condizioni di oscurità. Questo è stato il momento in cui ho capito che il cemento poteva diventare un medium artistico e sensoriale. Moon è stato poi selezionato per realizzare lo scorso anno il Teatro dell’Infinito nell’isola di Sindalah, a Neom, in Arabia Saudita».Che ruolo ha l’artigianato italiano in questo processo?«L’artigianato è l’anima di Sensorial. La gestualità, il tempo, la ritualità e la cura del dettaglio rendono ogni creazione unica, irripetibile e profondamente umana. Le radici umbre incontrano neuroscienze e ricerca, dando vita a oggetti unici e identitari».Qual è la sfida più grande nel lavorare il cemento come materiale di design?«È cambiare la percezione e l’immaginario del cemento: trasformarlo da materiale freddo e rigido a materia emotiva, luminosa, tattile. La sfida più grande è oggi quella di consegnare ai creativi dei settori design, architettura e arte un terreno progettuale nuovo e sorprendente, sia in termini applicativi che funzionali. Questo significa integrare luce, frequenze sonore, texture, colori e tecniche artistiche all’interno di una sostanza antica, rendendola viva senza perderne la forza originaria».Sensorial comprende anche gioielli in Concrial.«I gioielli nascono dal desiderio di portare la materia sensoriale sul corpo. Per farlo, abbiamo alleggerito e trasformato il cemento, rendendolo luminoso, tattile, identitario. Il gioiello diventa un frammento di emozione, un simbolo intimo, un oggetto che racconta la persona che lo indossa».Quali tecniche utilizza per rendere il cemento adatto al corpo?«Microimpasti alleggeriti, fibre minerali elastiche, inserti metallici fluidi, trattamenti setosi a poro chiuso. E ovviamente alcune tecniche che sono di dominio dei nostri artigiani. Ogni gioiello è rifinito a mano e unico. Il risultato è un oggetto leggero, confortevole e sorprendente».Quando e come è arrivata l’idea di trasformare un materiale «grezzo» come il cemento in qualcosa da indossare?«La collezione Wearable Concrete nasce dalla conoscenza della illustre designer milanese Giuliana Cella, definita dal Financial Times “la regina dell’etno-chic”. Attraverso questa capsule collection abbiamo creato preziosi del tutto non convenzionali, a metà tra micro-architettura, monili talismanici e luminescenti, preziosi che toccano in ciascuno di noi un sentire esotico e ancestrale».
Diego Fusaro (Imagoeconomica)
Maria Rita Parsi (Imagoeconomica)