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Rider sfruttati: Glovo accusata di caporalato

Rider sfruttati: Glovo accusata di caporalato
Ansa
La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario per Foodinho, società che gestisce la piattaforma. I 40.000 fattorini in Italia sarebbero costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno per 2,50 euro a consegna: retribuzioni da fame in contrasto con la Costituzione.

Un tempo il controllo sul lavoro aveva un volto: il caporale nei campi, il capo officina davanti alle macchine, il sorvegliante che misurava la produttività. Oggi quel controllo è affidato a un algoritmo, che assegna le mansioni, registra i movimenti, misura i tempi e incide direttamente sul salario senza presentarsi come un superiore gerarchico. È su questo mutamento della forma del comando che si innesta l’inchiesta della Procura di Milano, che ha disposto il controllo giudiziario d’urgenza di Foodinho srl, la società che gestisce in Italia la piattaforma Glovo, ipotizzando il reato di caporalato aggravato nei confronti di circa 2.000 rider a Milano e 40.000 in tutta Italia. Il provvedimento, firmato dal pubblico ministero Paolo Storari, dovrà essere vagliato da un giudice per le indagini preliminari entro dieci giorni ed è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Milano.

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La riforma della giustizia è solo rinviata
iStock
Lo scandalo degli innocenti in galera e dei magistrati impuniti è troppo grande per non porvi rimedio. Un primo passo è riportare lo spirito critico nelle scuole e nelle università, per impedire che siano usate per la propaganda come è accaduto col referendum.

Prima o poi riusciremo a fare la indispensabile riforma della giustizia, per ripulirla dagli arcaismi che risalgono al periodo fascista, e che permettono drammatiche disfunzionalità. La sconfitta al voto referendario potrebbe essere il primo passo di una vittoria epocale, nel senso letterale del termine, cambiare un’epoca, una vittoria che cambierà non solo la giustizia, ma tutto l’impianto culturale della nostra società.

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  • Le organizzazioni fuorilegge si muovono ormai con logiche simili a quelle delle multinazionali, capaci di integrare diverse attività illegali in un sistema unico. Grazie alla loro visione d’insieme, sono sempre un passo avanti agli investigatori. La lotta al terrorismo passa anche da qui.
  • L’esperto di compliance bancaria, Roberto Andreoli: «È una corsa tecnologica, per ora le istituzioni stanno perdendo. Le criptovalute consentono trasferimenti rapidi, ma in compenso più tracciabili. In un anno attacchi alle banche cresciuti del 48,7%».
  • Le frodi ai più anziani valgono decine di miliardi, ma aumentano le vittime giovani.

Lo speciale contiene tre articoli.

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«Ecco perché è la Turchia ad aver vinto questa guerra»
Recep Tayyip Erdogan (Ansa). Nel riquadro l'analista geopolitico di Limes, Daniele Santoro
L’analista geopolitico di Limes Daniele Santoro: «Oggi Erdogan ha un ascendente maggiore sulle masse arabe. All’Italia può far comodo. Trump doveva dichiarare vittoria dopo la morte di Khamenei, ora è nei guai».
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Cesare d’Amico: «Il ritorno alla normalità sarà lento»
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Il ceo di d’Amico Società di Navigazione: «Oggi assicurare una petroliera costa 10 milioni in più. Il Covid insegna: i costi di trasporto restano alti a lungo anche dopo l’emergenza. Il governo valuti la scorta militare ai convogli».
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