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2024-02-23
«Regina Rossa», la trilogia di Juan Gómez-Jurado diventa una serie tv
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«Regina Rossa» (Amazon Prime Video)
I suoi libri sono piccoli fenomeni pop, senza limiti di lingua né cultura. Ogni suo nuovo romanzo monta in caso e ogni caso alimenta il successivo. Juan Gómez-Jurado, di ritorno in libreria con Tutto brucia (Fazi Editore, pp. 504, euro 20), è il più letto, il più venduto fra i romanzieri spagnoli. Di norma, quel che pubblica sono thriller, il più delle volte legati tra loro a formare trilo-o più-gie. Capita, però, che il suo nome si sovrapponga ad altro: a una serie televisiva, nella fattispecie. Regina Rossa, adattamento del romanzo omonimo, ed omonimo primo capitolo di una fortunatissima trilogia, verrà rilasciato su Amazon Prime Video giovedì 29 febbraio. Gli episodi saranno sette, nessuna attesa fra gli uni e gli altri. Amazon ha deciso che la Regina Rossa potrà stare, tutta, nella cosiddetta «modalità cofanetto», preda ambitissima del binge-watching e cornice di una storia complessa, tortuosa.
Antonia Scott, nel racconto di Juan Gómez-Jurado, non è una donna qualunque, ma «la» donna: la prima, la più intelligente del Pianeta Terra. Il suo quoziente intellettivo, il punteggio straordinario di 242, l’ha resa speciale e indispensabile, soprattutto per le forze di polizie. Antonia non ha mai sparato, non ha mai studiato per essere criminologa né ha mai ambito a possedere un distintivo. Il suo genio l’ha costretta a farlo. L’ha costretta anche quando lei, Antonia, avrebbe voluto farsi da parte: farsi piccola e sparire nella sua soffitta di Lavapiés, lasciarsi andare ad un malessere esistenziale che nessun farmaco avrebbe mai potuto lenire. Ma non le è stato concesso. In una Madrid fuori dal tempo e dallo spazio, figlia di una distopia, Antonia è stata chiamata all’azione. E, come lei, Jon Gutiérrez.
Gutiérrez, ispettore di polizia a Bilbao, ha visto la propria carriera arenarsi su un errore commesso in buonafede. Avrebbe voluto aiutare una prostituta, strapparla dal giogo del suo protettore. Così, nella macchina di questi, ha infilato una dose di eroina sufficiente a garantirgli il carcere. Ma il suo gesto di pancia è stato scoperto. Gutiérrez avrebbe potuto perdere il lavoro. Invece, la polizia gli ha messo al fianco Antonia Scott e, con lei, lo ha spedito ad indagare su un caso delicato, complicato. Roba di ricchi e potenti, di segreti così vitali da vincere anche la morte di un figlio. Carla Ortiz e Álvaro Trueba, eredi - rispettivamente - del più ricco imprenditore del mondo e della dinastia a capo della maggior banca europea, sono al centro dell’indagine. Carla è scomparsa, Álvaro è stato ritrovato morto in una villa immacolata, in mano un calice colmo di sangue. Le famiglie hanno ricevuto, entrambe, una telefonata sibillina. Un tale di nome Ezequiel ne ha fatto squillare i telefoni, ma cosa abbia detto loro è un mistero. Nessuno vuole rivelare nulla di quella conversazione. Troppe informazioni da proteggere, troppi sotterfugi da custodire gelosamente. Sono Antonia e Jon a dover capire da sé cosa sia successo, perché, all’interno di un thriller che - se ben congeniato come il libro da cui è tratto - ha i numeri per diventare uno fra i «casi» di stagione.
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L'adattamento del romanzo omonimo, ed omonimo primo capitolo di una fortunatissima trilogia, verrà rilasciato su Amazon Prime Video giovedì 29 febbraio. Gli episodi saranno sette, nessuna attesa fra gli uni e gli altri. Amazon ha deciso che la Regina Rossa potrà stare, tutta, nella cosiddetta «modalità cofanetto», preda ambitissima del binge-watching e cornice di una storia complessa, tortuosa.I suoi libri sono piccoli fenomeni pop, senza limiti di lingua né cultura. Ogni suo nuovo romanzo monta in caso e ogni caso alimenta il successivo. Juan Gómez-Jurado, di ritorno in libreria con Tutto brucia (Fazi Editore, pp. 504, euro 20), è il più letto, il più venduto fra i romanzieri spagnoli. Di norma, quel che pubblica sono thriller, il più delle volte legati tra loro a formare trilo-o più-gie. Capita, però, che il suo nome si sovrapponga ad altro: a una serie televisiva, nella fattispecie. Regina Rossa, adattamento del romanzo omonimo, ed omonimo primo capitolo di una fortunatissima trilogia, verrà rilasciato su Amazon Prime Video giovedì 29 febbraio. Gli episodi saranno sette, nessuna attesa fra gli uni e gli altri. Amazon ha deciso che la Regina Rossa potrà stare, tutta, nella cosiddetta «modalità cofanetto», preda ambitissima del binge-watching e cornice di una storia complessa, tortuosa.Antonia Scott, nel racconto di Juan Gómez-Jurado, non è una donna qualunque, ma «la» donna: la prima, la più intelligente del Pianeta Terra. Il suo quoziente intellettivo, il punteggio straordinario di 242, l’ha resa speciale e indispensabile, soprattutto per le forze di polizie. Antonia non ha mai sparato, non ha mai studiato per essere criminologa né ha mai ambito a possedere un distintivo. Il suo genio l’ha costretta a farlo. L’ha costretta anche quando lei, Antonia, avrebbe voluto farsi da parte: farsi piccola e sparire nella sua soffitta di Lavapiés, lasciarsi andare ad un malessere esistenziale che nessun farmaco avrebbe mai potuto lenire. Ma non le è stato concesso. In una Madrid fuori dal tempo e dallo spazio, figlia di una distopia, Antonia è stata chiamata all’azione. E, come lei, Jon Gutiérrez.Gutiérrez, ispettore di polizia a Bilbao, ha visto la propria carriera arenarsi su un errore commesso in buonafede. Avrebbe voluto aiutare una prostituta, strapparla dal giogo del suo protettore. Così, nella macchina di questi, ha infilato una dose di eroina sufficiente a garantirgli il carcere. Ma il suo gesto di pancia è stato scoperto. Gutiérrez avrebbe potuto perdere il lavoro. Invece, la polizia gli ha messo al fianco Antonia Scott e, con lei, lo ha spedito ad indagare su un caso delicato, complicato. Roba di ricchi e potenti, di segreti così vitali da vincere anche la morte di un figlio. Carla Ortiz e Álvaro Trueba, eredi - rispettivamente - del più ricco imprenditore del mondo e della dinastia a capo della maggior banca europea, sono al centro dell’indagine. Carla è scomparsa, Álvaro è stato ritrovato morto in una villa immacolata, in mano un calice colmo di sangue. Le famiglie hanno ricevuto, entrambe, una telefonata sibillina. Un tale di nome Ezequiel ne ha fatto squillare i telefoni, ma cosa abbia detto loro è un mistero. Nessuno vuole rivelare nulla di quella conversazione. Troppe informazioni da proteggere, troppi sotterfugi da custodire gelosamente. Sono Antonia e Jon a dover capire da sé cosa sia successo, perché, all’interno di un thriller che - se ben congeniato come il libro da cui è tratto - ha i numeri per diventare uno fra i «casi» di stagione.
Ecco #DimmiLaVerità del 26 giugno 2026. Il deputato di Azione Fabrizio Benzoni e i dati clamorosi delle carceri italiane.
Dalle Pmi ai grandi marchi storici e ai Cavalieri del Lavoro, il made in Italy coniuga tradizione, innovazione e responsabilità sociale per uno sviluppo duraturo.
L'Italia affronta le grandi sfide della doppia transizione, della sostenibilità e della competitività globale facendo leva sulla qualità delle produzioni, sulla propria eccellenza manifatturiera e sul made in Italy. Le pagine dell'ultima edizione di Osservatorio sul Merito restituiscono l'immagine di un Paese che, pur tra le complessità, guarda al futuro con fiducia e determinazione, attraverso le testimonianze di rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e imprenditrici che ogni giorno contribuiscono alla crescita del sistema Italia.
Capisaldi del made in Italy Tra i protagonisti di questo numero figurano alcuni dei nuovi Cavalieri del Lavoro nominati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: imprenditori e imprenditrici che rappresentano al meglio i valori del merito, della responsabilità sociale e della visione strategica. Le loro storie raccontano come il successo non sia mai il frutto di un percorso individuale, ma il risultato di un ecosistema che valorizza il lavoro, le competenze, la capacità di innovare e di interpretare in anticipo i cambiamenti. Accanto a loro emergono i grandi marchi storici e le imprese familiari che hanno contribuito a costruire l'identità produttiva del Paese. Aziende che, nel corso di decenni e spesso di generazioni, hanno attraversato crisi economiche, rivoluzioni tecnologiche e mutamenti dei mercati senza smarrire i propri valori fondanti. Al contrario, hanno saputo trasformare le proprie radici in un vantaggio competitivo, alternando continuità e capacità di rinnovamento. Le sfide che attendono il sistema produttivo italiano sono numerose: dall'intelligenza artificiale all'Industria 5.0, dai criteri ESG alla ridefinizione degli equilibri economici globali. In questo scenario, la priorità è preservare e rafforzare un patrimonio fatto di competenze, cultura d'impresa, identità e capacità di adattamento, che continua a generare valore non solo per l'economia nazionale, ma anche per i territori e le comunità in cui queste realtà affondano le proprie radici. È qui che si riconosce uno dei tratti distintivi del capitalismo italiano: un modello d'impresa che mantiene saldo il legame con il territorio e le persone, investe nel capitale umano e scommette sul domani attraverso innovazione, sostenibilità e formazione.
Le traiettorie dello sviluppo A delineare le priorità della politica è il sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto, che illustra le strategie del Governo per rafforzare il tessuto delle piccole e medie imprese, accelerare la trasformazione digitale, affrontare la sfida energetica e sostenere la competitività del made in Italy sui mercati internazionali. Ad arricchire il dibattito contribuiscono le riflessioni del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, del vicepresidente di Confindustria Marco Nocivelli, del presidente della Fondazione Nord Est Alberto Baban e del presidente di Confindustria Veneto Raffaele Boscaini, che indicano la necessità di costruire una crescita più solida, strutturale e duratura. Tra i temi centrali emerge quello della semplificazione amministrativa. «La burocrazia è oggi uno dei principali fattori di svantaggio competitivo per le nostre imprese», osserva Boscaini, richiamando l'urgenza di rendere il sistema più efficiente e favorevole agli investimenti. Un obiettivo che si intreccia con il percorso di riforma fiscale illustrato dal viceministro dell'Economia e delle Finanze Maurizio Leo. «La nostra strategia poggia su quattro pilastri: certezza del diritto, semplificazione degli adempimenti, lotta all'evasione e riduzione della pressione fiscale», spiega, delineando una visione orientata a sostenere crescita, legalità e competitività.
Il futuro del Paese Ma il futuro dell'Italia non si costruisce soltanto nelle fabbriche e nei distretti produttivi. Cultura e turismo rappresentano infatti due leve strategiche per lo sviluppo economico e sociale del Paese. La cultura, sottolinea il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, non è soltanto tutela del patrimonio, ma uno strumento di benessere, inclusione e crescita. Dalle "prescrizioni culturali", che integrano arte e salute nei percorsi di prevenzione e cura, fino alla regolamentazione dell'intelligenza artificiale nell'industria audiovisiva e alla necessità di avvicinare i giovani al patrimonio culturale, il messaggio è chiaro: investire nella cultura significa investire nella coesione sociale e nel dialogo con il mondo contemporaneo. Lo stesso vale per il turismo, sempre più protagonista della crescita nazionale e della promozione dell'immagine del Paese nel mondo. Come evidenzia Elena Nembrini, direttore generale ENIT, la valorizzazione dei territori, dei grandi eventi e delle eccellenze artistiche, paesaggistiche e culturali contribuisce a rafforzare l'attrattività dell'Italia e a generare opportunità diffuse per imprese, comunità locali e nuove generazioni. È in questo intreccio virtuoso tra impresa, cultura, innovazione e territorio che prende forma un'Italia capace di trasformare il merito, il talento e la visione in strumenti concreti di crescita e sviluppo.
Per scaricare il numero di «Osservatorio sul Merito» basta cliccare sul link qui sotto.
Osservatorio sul Merito giugno 2026.pdf
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