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«Rep» costretta a ringraziare: «Il governo si è impegnato...»

«Rep» costretta a ringraziare: «Il governo si è impegnato...»
La sede di Gedi a Torino (Ansa)
Il Cdr: «Pensiero critico a rischio se ci vendono». Matteo Renzi: «Non sono io il mediatore».

Le reazioni isteriche della sinistra lasciano il campo alle mosse istituzionali: ieri la notizia della probabile vendita da parte degli Elkann all’armatore ed editore greco Theodore Kyriakou di tutte le attività del gruppo Gedi, ovvero i quotidiani La Repubblica (ieri in sciopero) e La Stampa, il sito HuffPost.it e le radio, Deejay e Capital, è stata oggetto di incontri tra governo, editori e rappresentanze dei lavoratori. Lo sciopero di Repubblica è stato accompagnato da un comunicato apocalittico del Cdr, in cui si chiamava alla «difesa delle garanzie democratiche fondamentali per l’intero Paese», dato che «in ballo non c’è un semplice marchio, ma la sopravvivenza stessa di un pensiero critico».

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A rischio il modello di business di molti istituti, che si interrogano sulla tenuta dei margini nel lungo periodo. La crisi a Teheran si riflette su petrolio e gas: con l’inflazione che galoppa, la discesa dei tassi si fa più lenta.

Dopo il rally del 2025, il settore bancario ha aperto il 2026 con una brusca frenata. La correzione dell’ultimo mese riflette due timori: l’irruzione dell’Intelligenza artificiale nei servizi finanziari e il riaccendersi del rischio geopolitico in Medio Oriente. I bilanci reggono, ma il mercato teme che tra nuova concorrenza, energia più cara e tassi meno prevedibili la fase d’oro dei margini possa esaurirsi più in fretta del previsto. «Il timore che l’Intelligenza artificiale possa fare concorrenza sempre più serrata al modello di business di molte banche è un rischio latente per un mercato come quello italiano, ma non va trascurato», spiega Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf, «perché mette in discussione la stabilità delle commissioni e la tenuta dei margini nel lungo periodo. E il passaggio generazionale rimetterà in moto buono parte della ricchezza italiana oggi custodita in banche tradizionali».

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Cento anni di storia, tradizione e innovazione per Valdo, celebrati a Milano tra racconti, immagini e degustazioni. Pierluigi Bolla sottolinea la visione futura dell’azienda: «Innovazione e tradizione sono i binari su cui Valdo continuerà a muoversi», mentre il Prosecco conferma il suo ruolo di icona culturale e simbolo di italianità.

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La guerra frena il boom del mattone
Getty Images
Gli esperti: nel 2026 il Medio Oriente rischia un buco da oltre 30 miliardi per il calo delle visite. Affitti a picco a Dubai, fuga dalle case vacanza. I casi Qatar e Arabia.

La guerra verso l’Iran sta mettendo a ferro e fuoco anche l’economia dei Paesi del Golfo. In particolare, i primi due settori a pagare il prezzo del conflitto sono proprio turismo e immobiliare.

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Dimmi La Verità | Stefano Graziosi: «Ecco cosa pensano gli americani della guerra in Iran»

Ecco #DimmiLaVerità del 12 marzo 2026. Il nostro Stefano Graziosi ci spiega come sta reagendo il popolo americano alla guerra in Iran.

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