Quarantena light, attesa la circolare
Il Consiglio superiore di sanità chiede di ridurre l’isolamento a 5 giorni e, nelle lunghe positività, da 21 a 15. Ma l’ordinanza langue. E altri Paesi hanno già liberato i contagiati.

C’è grande attesa per la circolare del ministero della Salute sulle nuove disposizioni Covid. Si potrebbe ribattezzare la circolare Godot, citando il dramma dell’assurdo firmato da Samuel Beckett. Da mesi, infatti, si chiede di rivedere le norme di isolamento, accorciando i giorni o eliminandoli almeno per chi non ha sintomi, da settimane si attendono le nuove misure, ma sembrano non arrivare mai.

Lunedì si è riunito il Consiglio superiore di sanità per emettere un parere circa la nuova quarantena. Solo a quel punto il ministro della Salute, Roberto Speranza, dovrebbe firmare, con calma e per piacere, una nuova circolare. Secondo alcune indiscrezioni la quarantena dovrebbe passare da 7 giorni a 5 giorni se si risulta senza sintomi da almeno 48 ore e con test negativo. Queste misure, ammesso che arrivino, si introdurranno con una stagione di ritardo rispetto agli altri Paesi, dove già ad inizio estate si allentava tutto. All’estero, infatti, quasi ovunque le restrizioni sono quasi completamente sparite. In Spagna e Inghilterra per i positivi non è più previsto l’isolamento. In Svezia e Austria la quarantena si è ridotta a cinque giorni, come negli Stati Uniti e in Germania dove però è ancora richiesto il tampone con esito negativo finale.

Questa variazione potrebbe infatti risultare quanto meno inattuale, c’è già infatti chi spinge almeno a levare il test di uscita come accade già in altri Paesi con l’idea di poter uscire con mascherina Ffp2 in assenza di sintomi. La quarantena della positività lunga che oggi obbliga a un isolamento di 21 giorni (dal quale si può uscire anche senza test negativo) dovrebbe scendere a 15 giorni, forse 10. È assurdo pensare che ancora oggi per i vaccinati con terza dose booster o che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni e per guariti da meno di 120 giorni l’isolamento duri 7 giorni, con un test antigenico o molecolare negativo alla fine del periodo. Mentre, per i non vaccinati o i vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per i guariti da più di 120 giorni, l’isolamento dura 10 giorni con un test antigenico o molecolare negativo alla fine del periodo.

In sostanza cambierebbe molto poco, continueremo ad avere persone perfettamente sane costrette a casa due settimane inutilmente nei casi di lunga positività e continuerà l’odiosa routine del tampone, che di fatto è un certificato di libera circolazione. Insomma, Speranza non molla e forse questo è un modo di lasciare una traccia al governo che verrà, un’ultima circolare per segnare il territorio e ribadire ancora una volta che sotto la sua direzione, il ministero della Salute, non ha fatto altro che emanare disposizioni liberticide. Misure di cui ancora adesso, nonostante la bassa letalità del virus, non riusciamo a liberarci.

Da metà luglio tutti i giornali riportavano l’intenzione del ministero di ridurre la durata della quarantena, in linea con la gran parte dei Paesi europei, ma si scriveva: «Speranza vuole aspettare ancora qualche giorno per far raffreddare la curva epidemiologica». Qualche giorno che è diventato qualche settimana. Quindi c’è attesa, ma neanche troppa perché in effetti già sappiamo come finirà. Con Speranza, liberi mai.

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