
Altro che cambiamento. Si può cambiare il catering di Palazzo Chigi, la carta igienica nei cessi di via XX settembre, magari, a voler esagerare, qualche consigliere d'amministrazione della Rai. Ma quando il gioco si fa euro-duro, scendono i campo i duri dell'euro: su De Rica non si può, diceva il vecchio Carosello. Sull'Ue neppure. Nessun cambiamento. Nessuna autonomia. Meglio che quei due ragazzacci, Salvini e Di Maio, lo capiscano bene, ancor prima di salire al Colle con la proposta dei ministri: comunque (si badi bene: comunque) l'Europa non si discute, l'Europa è «un grande disegno», che non si critica, tutt'al più la si può riscoprire. Ecco il massimo consentito è proprio questo: la «riscoperta dell'Europa», ovviamente «sottraendoci ai particolarismi senza futuro». È quasi superfluo osservare che, per il presidente della Repubblica italiana, il «particolarismo senza futuro» sarebbe per l'appunto l'Italia.
Ma questo, è ovvio, è un ragionamento da «sovranista». E come ha spiegato euro Mattarellum, il «sovranismo è inattuabile», e predicarlo significa «ingannare l'opinione pubblica». Non esiste vita fuori dall'Ue, come fate a non capirlo? Oggi per sopravvivere bisogna essere giganti, come dimostrano i noti giganti Svizzera, Giappone o Corea del Sud. Oppure bisogna aderire all'Unione europea, come dimostra la Grecia che da quando è nell'Unione europea ha evidentemente risolto tutti i suoi problemi. Tra un po' smontano e portano a Berlino anche il Partenone, ma tant'è: i greci sono felicissimi, lo rifarebbero mille volte di farsi comandare da Bruxelles, sono lì che lo urlano soddisfatti a ogni manifestazione. E anche gli italiani, per altro, sono entusiasti delle politiche filo-europee, che da Mario Monti in poi, come è noto a tutti, hanno fatto la loro fortuna.
Quindi siate eurofelici e diffidate di Salvini-Di Maio, sovranisti che propongono (parole di Mattarella) «soluzioni seducenti». Per esempio: provare a sopravvivere. Non è una soluzione esageratamente «seducente»? Oppure: evitare il suicidio degli artigiani. Oppure: evitare di aiutare prima gli stranieri lasciando morire gli italiani. Oppure: evitare che i fornitori dello Stato falliscano perché lo Stato non paga i suoi debiti. Oppure: evitare che le famiglie soffochino per le troppe tasse. Tutte cose esageratamente e inutilmente seducenti, come si può capire. E del tutto ingannevoli. Non come le proposte dell'Unione europea che, al contrario, fin dal primo giorno sono state notoriamente limpide, trasparenti, perfettamente attuabili e perfettamente attuate. L'inganno è nei sovranisti, parola del presidente Sergio Mattarella. Non in questa Europa antidemocratica, che ha tradito ogni proposito dei suoi fondatori.
Tanto che non si capisce perché gli italiani si siano ostinati a votare partiti che propongono di cambiare. Se il cambiamento, per quanto «seducente» non è «attuabile», se il presidente della Repubblica ci tiene a precisare che il governo «comunque» non dovrà deviare dalla rotta di Bruxelles, se sono obbligatori gli inchini ad Angela Merkel per interposto Jean Claude Juncker, se per poter formare un governo bisogna per forza dire che l'Europa è un grande disegno, che le istituzioni europee sono un «interlocutore vantaggioso» (giuro: Mattarella lo ha detto davvero. E senza scoppiare a ridere) e che i fenomeni globali (tipo l'immigrazione) non possono essere affrontati dai singoli Stati ma solo dall'Unione (giuro: ha detto anche questo, e rimanendo sempre serio), allora mi chiedo: ma perché fare un governo del cambiamento? Non voleva la pena richiamare in carica Monti? O Calenda? O magari direttamente un commesso di Bruxelles?












