{{ subpage.title }}

True

Per il fondo sanità servono 2 miliardi. Colpa del pasticcio Gentiloni sui contratti

Per il fondo sanità servono 2 miliardi. Colpa del pasticcio Gentiloni sui contratti

C'è un capitolo della manovra finora rimasto in sordina. Adesso è pronto a esplodere e riguarda il comparto sanità. Ieri, come ha riportato il Messaggero, le Regioni hanno chiesto 1 miliardo di euro aggiuntivo da destinare al servizio sanitario nazionale.

Il governo Gentiloni, pochi giorni prima della tornata elettorale, ha chiuso una lunga e complessa trattativa riguardante il comparto sanità. Concedendo aumenti di stipendio dopo oltre nove anni di attesa. Il personale sanitario è stato l'ultimo a completare la trattativa. Solo che i fondi complessivi non erano sufficienti a coprire l'intera spesa. Nel silenzio complessivo le Regioni sono state costrette a sfilare circa 800 milioni di euro dal fondo nazionale e destinarli alle buste paga. Di conseguenza i soldi per le cure si sono assottigliati. Nel medesimo contesto, il governo Gentiloni ha pensato bene di mettere a bilancio un aumento di un miliardo per coprire quanto stabilito in sede di aumento salariale. Ovviamente questi soldi non ci sono e adesso la grana è nelle mani del ministro Giovanni Tria e della collega Giulia Grillo.

La titolare della Sanità tal proposito ieri ha ribadito: «Vogliamo riportare la meritocrazia nella sanità e mettere in cantiere riforme strutturali che riportino il servizio sanitario nazionale ad un livello superiore. Dopo 30 anni di immobilismo e cattive riforme, non è facile, ma ci stiamo mettendo tutto l'impegno possibile e presto si vedranno i primi risultati. Alla sanità non bisogna tagliare fondi, ma i dirigenti nominati dalla politica, è nel contratto e lo faremo». L'obiettivo è racimolare risorse. Ma immaginare che avvenga in breve tempo è impossibile. Gli aumenti di stipendio sono (giustamente) irreversibili. Ne va dunque della ricerca o peggio delle cure già risicate.

Continua a leggereRiduci
Trump avvisa l’Iran: «Vi colpiremo duro». Poi il colpo di scena: «L’accordo è vicino»
Donald Trump (Ansa)
Dopo aver messo nel mirino l’isola di Kharg, il tycoon annuncia: «Non attaccheremo, a breve si saprà luogo e data della firma».

La crisi tra Stati Uniti e Iran sembrava aver compiuto un nuovo e pericoloso salto di qualità. Poi, l’ennesimo colpo di teatro di Donald Trump, che ha annullato gli attacchi minacciati per la serata di ieri, giurando che l’accordo diplomatico era a un passo.

Continua a leggereRiduci
Proteste, gaffe al Var e record di rossi. L'Azteca alza il sipario sul Mondiale
Andrea Bocelli e EJAE si esibiscono alla cerimonia di apertura dei Mondiali 2026 allo Stadio Azteca di Città del Messico (Getty Images)
Il Messico apre il Mondiale 2026 superando 2-0 il Sudafrica nello stadio che ha ospitato la «partita del secolo» e le magie di Maradona. Dalla cerimonia con Shakira e Bocelli alle proteste per i desaparecidos, fino al primo annuncio Var della storia del torneo e alle tre espulsioni. Nella notte la Corea del Sud rimonta e batte 2-1 la Repubblica Ceca. Stasera Canada-Bosnia e Usa-Paraguay.
Continua a leggereRiduci
Salis scaricabarile: «A Genova il governo non fa le espulsioni». Roma: «Cpr subito»
Silvia Slis (Ansa)
Nella contestata conferenza stampa la sindaca riversa tutto sull’esecutivo. Dal Viminale replicano: «Faremo lì un centro».

«Non funziona il sistema dei rimpatri, a livello nazionale. Su 21.000 provvedimenti ne sono stati eseguiti appena 4.000. La Svezia ha numeri maggiori e l’Italia è un Paese di approdo».

Continua a leggereRiduci
Edicola Verità | la rassegna stampa del 12 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 12 giugno con Carlo Cambi

Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy