Alla fine si tornò al voto ma i partiti scioperarono

Alla fine si
 tornò al  voto ma i partiti scioperarono
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Il maggio 2018 si rivelò infernale per la Casta dei partiti politici italiani. Le elezioni del 4 marzo non avevano partorito un risultato utile alla formazione di un nuovo governo. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si era sacrificato a tenere un'infinità di consultazioni. Ma neppure lui, un riservato leader d'acciaio, era riuscito a cavare il ragno dal buco. Anche un secondo giro di incontri non generò una soluzione possibile. Le previsioni erano nere, nerissime. Esisteva un unico vantaggio: l'Italia stava rivelando di poter vivere benissimo anche senza un governo.

Per Pechino si chiama cooperazione. Università e start-up sono a rischio
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Allarme del Copasir da febbraio: «Le mire cinesi sull’innovazione minacciano la sicurezza». La rete del Dragone si appoggia agli istituti Confucio e tocca il Politecnico e la Cattolica passando per Sant’Egidio.
Sulla sanità in crisi planano i capitali privati
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Alla faccia del Pnrr, c’è drammatica carenza di case di riposo e posti letto per anziani. Amnesie dello Stato che spianano la strada all’entrata di fondi esteri. Come nel caso dei francesi di Euryale, che con la sgr italiana Kryalos spenderanno 300 milioni nel settore.
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