giampaolo pansa

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«Repubblica» cancella Pansa dalla sua storia
Giampaolo Pansa (Imagoeconomica)
La testata celebra i 50 anni dalla fondazione ma, con metodi sovietici, elimina dagli archivi il giornalista che le ha dato lustro. La colpa? Aver tradito i compagni svelando il lato oscuro della Resistenza. Persino alla sua morte fu trattato da lontano parente.

C’è stato un tempo in cui Eugenio Scalfari era un sincero ammiratore dell’Unione Sovietica, al punto da convincersi che Mosca avrebbe vinto la sfida con l’Occidente. Prima di pentirsi, come in precedenza si era pentito di aver scritto su una rivista che si chiamava Roma fascista, coltivò infatti una sincera infatuazione per il sistema russo e di questo innamoramento, a quanto pare, è rimasta traccia nel Dna di Repubblica, il giornale da lui fondato. Il quotidiano, che, come racconta in queste pagine Marcello Veneziani, è stato croce e delizia della sinistra italiana, negli anni ha acquisito i peggiori vizi sovietici, come quella puntigliosa abitudine di sbianchettare dall’album di famiglia chi è caduto in disgrazia. Ai tempi di Stalin era la regola, al punto che i comunisti accusati di essere nemici del popolo non soltanto venivano mandati nei gulag o fucilati, ma la loro immagine era rimossa dalle foto ufficiali.

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«Il sangue dei vinti» torna in libreria. Ai rossi spiacerà più di vent’anni fa
Giampaolo Pansa (Imagoeconomica). Nel riquadro l'ultima edizione del suo libro «Il sangue dei vinti»
Esce una nuova edizione del libro con cui Giampaolo Pansa raccontava le ombre della Resistenza. I «gendarmi della memoria» non glielo perdonarono e gli diedero del «fascista». Una prassi che negli anni si è consolidata.
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Il martire di Stato che aprì gli Anni di piombo
Antonio Annarumma
Il 19 novembre 1969 il poliziotto Antonio Annarumma venne colpito a morte da un tubo di metallo durante una rivolta a Milano. Salito al Nord dall’Irpinia, pochi giorni prima della tragedia scrisse al padre: «La vita è impossibile per gli scioperi, ci odiano».
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L’antifascismo ci spaccia un fascismo che non esiste solo per giustificarsi
(Getty Images)
I partigiani da talk show riscrivono la storia del Ventennio così da usarla come arma: se non sei allineato, sei un nostalgico.
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Borghese confessò a Pansa: «Il fascismo non c’entra, con la X Mas vale l’onore»
Junio Valerio Borghese con l'uniforme della Decima Flottiglia Mas (Getty Images)
Il libro, recentemente ripubblicato, con l’intervista al principe nero, racconta un passato di tensione morale e di scelte non prive di coraggio. E di gravi errori.
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