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2020-03-13
In diretta fino alle 24 la maratona per intrattenere gli italiani in quarantena
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Un giorno intero dedicato all'Italia con la compagnia di alcune delle voci più note del nostro Paese. Si chiama «L'Italia chiamò», come una delle frasi più celebri del nostro inno, la lunga staffetta tra conduttori radio e tv di tutte le emittenti che prende vita oggi venerdì 13 marzo in live streaming dalle 6.00 alle 24.00 su litaliachiamo2020.it, sul canale YouTube del MiBACT - Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e anche sul nostro portale.
A raccontare il nostro Paese e le reazioni all'emergenza coronavirus, oltre 100 protagonisti del mondo dello spettacolo, della cultura, della scienza, dell'economia, dell'informazione e dell'innovazione che oltre a intrattenere sono pronti a ribadire, più e più volte, come sia necessario, oggi più che mai, ascoltare le indicazioni che ci vengono fornite per contenere il contagio: perché «rimanere in casa» non è tempo perduto ma l'occasione per fare qualcosa di straordinario.
Nella lunga diretta web, si passeranno il testimone voci note del mondo del giornalismo ma anche alcuni dei protagonisti di trasmissioni radio ascoltatissime, come Anna Pettinelli, Nicola Savino e Linus che informeranno i cittadini, per oltre 18 ore, delle misure adottate dal Governo per fronteggiarel'emergenza. Non mancheranno interventi di esponenti della politica: dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, a quello dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, fino al Ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, il Ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e il Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano in collegamento via Skype.
Tra le tante voci che si passeranno il testimone durante la lunga staffetta: Manuel Agnelli, Alfa, Claudio Amendola, Alberto Angela, Renzo Arbore, Luca Barbarossa, Costanza Calabrese, Giorgio Barberio Corsetti, Franco Bechis, Manuel Bertoluzzo, Lorenzo Biagiarelli, Andrea Bocelli, Massimo Bonelli, Massimo Bottura, Alex Britti, Massimiliano Bruno, Brunori Sas, Antonio Cabrini, Calcutta, Marco Camisani Calzolari, Cristiana Capotondi, Ilaria Capua, Federica Carta, Casa Surace, Daniela Collu, Carlo Conti, Luigi Contu, Eugenia Costantini, Ilaria D'Amico,Cristina D'Avena, Lisa Dalla Via, Gigi D'Alessio, Federica De Denaro, Eugenio in Via di Gioia, Oscar Farinetti, Matteo Faustini, Pierfrancesco Favino, Edoardo Ferrario, Fiorello, Matteo Flora, Giovanni Floris, Anna Foglietta, Luciano Fontana, Fulminacci, Francesco Gabbani, Paolo Genovese, Claudia Gerini, Roberto Giacobbo, Giosada, Michela Giraud, Irene Grandi, Leo Gullotta, Caterina Guzzanti, Sabrina Impacciatore, J-Ax, Joan Thiele, Jaqueline, I Rovere, La Municipal, Gianmichele Laino, Le Vibrazioni, Lo Stato Sociale, Carlo Lucarelli, Emma Marrone, Claudio Michelizza, Mirkoeilcane, Laura Morante, Motta con Carolina Crescentini, Negramaro, Tommaso Paradiso, Orchestra di Piazza Vittorio, Andrea Petroni, Eva Pevarello, Andrea Pezzi, Pinguini Tattici Nucleari, Piotta, Nicola Piovani, Giorgio Poi, Massimo Popolizio, Alessandro Quarta, Saverio Raimondo, Rancore, Marina Rei, Rockin'1000, Ron, Matteo Rovere, Enrico Ruggeri, Dario Sansone, Lunetta Savino, Young Signorino, Daniele Silvestri, Ema Stokholma, Anna Tatangelo, The André, The Jackal, The Pills, Le Coliche, Paola Turci, Carlo Verdone, Alessandro Vespignani, Carlo Verdone, Paolo Virzì, Yuman, Fabio Zaffagnini.
In diretta la messa in scena di frammenti di festival culturali, produzioni teatrali, concerti e mostre sospese o cancellate: performance, interviste, canzoni, poesie, tutte in streaming dalle case degli artisti. Le storie di chi sta tenendo aperte le scuole attraverso la tecnologia, assicurando a migliaia di ragazzi la continuità didattica. Gli imprenditori e i manager che con lo smart working stanno reinventando le proprie aziende per continuare ad essere le protagoniste del tessuto produttivo del nostro Paese. I tanti artigeni e wwworkers distribuiti in ogni angolo d'Italia che continuano ad animare le loro piccole imprese artigiane sfruttando le leve del digitale. E la Notte Bianca Digitale, organizzata da Marianna Marcucci con invasioni Digitali e Gianluigi Tiddia (Insopportabile).
Protagonisti di «L'Italia Chiamò» le voci di chi non vuole arrendersi nel rispetto di quanto chiesto dalle autorità. Insieme in una maratona di solidarietà per promuovere un'imponente raccolta fondi per sostenere il grande sforzo dei medici, degli infermieri e di tutti gli addetti del sistema sanitario nazionale e per la creazione di nuove postazioni presso i reparti di terapia intensiva su tutto il territorio nazionale.
È possibile donare effettuando un versamento con causale L'Italia Chiamò sul conto corrente messo a disposizione dalla Protezione Civile: conto corrente di tesoreria 22330 intestato a Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della protezione civile - CF 97018720587- IBAN: IT49J0100003245350200022330 - BIC: BITA IT RR ENT - CIN: J. Il ricavato verrà destinato ai reparti di terapia intensiva maggiormente "stressati" dall'emergenza in corso.
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Sono molteplici gli appelli di personaggi dello spettacolo, della scienza, della cultura e dell'informazione che invitano gli italiani «stare a casa». Per reagire all'emergenza coronavirus e fare compagnia ai cittadini costretti a rimanere nella propria abitazione ecco «L'Italia Chiamò», una maratona web che fino alle 24 sarà in diretta su Youtube.Guarda l'appuntamento liveUn giorno intero dedicato all'Italia con la compagnia di alcune delle voci più note del nostro Paese. Si chiama «L'Italia chiamò», come una delle frasi più celebri del nostro inno, la lunga staffetta tra conduttori radio e tv di tutte le emittenti che prende vita oggi venerdì 13 marzo in live streaming dalle 6.00 alle 24.00 su litaliachiamo2020.it, sul canale YouTube del MiBACT - Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e anche sul nostro portale. A raccontare il nostro Paese e le reazioni all'emergenza coronavirus, oltre 100 protagonisti del mondo dello spettacolo, della cultura, della scienza, dell'economia, dell'informazione e dell'innovazione che oltre a intrattenere sono pronti a ribadire, più e più volte, come sia necessario, oggi più che mai, ascoltare le indicazioni che ci vengono fornite per contenere il contagio: perché «rimanere in casa» non è tempo perduto ma l'occasione per fare qualcosa di straordinario.Nella lunga diretta web, si passeranno il testimone voci note del mondo del giornalismo ma anche alcuni dei protagonisti di trasmissioni radio ascoltatissime, come Anna Pettinelli, Nicola Savino e Linus che informeranno i cittadini, per oltre 18 ore, delle misure adottate dal Governo per fronteggiarel'emergenza. Non mancheranno interventi di esponenti della politica: dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, a quello dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, fino al Ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, il Ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e il Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano in collegamento via Skype.Tra le tante voci che si passeranno il testimone durante la lunga staffetta: Manuel Agnelli, Alfa, Claudio Amendola, Alberto Angela, Renzo Arbore, Luca Barbarossa, Costanza Calabrese, Giorgio Barberio Corsetti, Franco Bechis, Manuel Bertoluzzo, Lorenzo Biagiarelli, Andrea Bocelli, Massimo Bonelli, Massimo Bottura, Alex Britti, Massimiliano Bruno, Brunori Sas, Antonio Cabrini, Calcutta, Marco Camisani Calzolari, Cristiana Capotondi, Ilaria Capua, Federica Carta, Casa Surace, Daniela Collu, Carlo Conti, Luigi Contu, Eugenia Costantini, Ilaria D'Amico,Cristina D'Avena, Lisa Dalla Via, Gigi D'Alessio, Federica De Denaro, Eugenio in Via di Gioia, Oscar Farinetti, Matteo Faustini, Pierfrancesco Favino, Edoardo Ferrario, Fiorello, Matteo Flora, Giovanni Floris, Anna Foglietta, Luciano Fontana, Fulminacci, Francesco Gabbani, Paolo Genovese, Claudia Gerini, Roberto Giacobbo, Giosada, Michela Giraud, Irene Grandi, Leo Gullotta, Caterina Guzzanti, Sabrina Impacciatore, J-Ax, Joan Thiele, Jaqueline, I Rovere, La Municipal, Gianmichele Laino, Le Vibrazioni, Lo Stato Sociale, Carlo Lucarelli, Emma Marrone, Claudio Michelizza, Mirkoeilcane, Laura Morante, Motta con Carolina Crescentini, Negramaro, Tommaso Paradiso, Orchestra di Piazza Vittorio, Andrea Petroni, Eva Pevarello, Andrea Pezzi, Pinguini Tattici Nucleari, Piotta, Nicola Piovani, Giorgio Poi, Massimo Popolizio, Alessandro Quarta, Saverio Raimondo, Rancore, Marina Rei, Rockin'1000, Ron, Matteo Rovere, Enrico Ruggeri, Dario Sansone, Lunetta Savino, Young Signorino, Daniele Silvestri, Ema Stokholma, Anna Tatangelo, The André, The Jackal, The Pills, Le Coliche, Paola Turci, Carlo Verdone, Alessandro Vespignani, Carlo Verdone, Paolo Virzì, Yuman, Fabio Zaffagnini.In diretta la messa in scena di frammenti di festival culturali, produzioni teatrali, concerti e mostre sospese o cancellate: performance, interviste, canzoni, poesie, tutte in streaming dalle case degli artisti. Le storie di chi sta tenendo aperte le scuole attraverso la tecnologia, assicurando a migliaia di ragazzi la continuità didattica. Gli imprenditori e i manager che con lo smart working stanno reinventando le proprie aziende per continuare ad essere le protagoniste del tessuto produttivo del nostro Paese. I tanti artigeni e wwworkers distribuiti in ogni angolo d'Italia che continuano ad animare le loro piccole imprese artigiane sfruttando le leve del digitale. E la Notte Bianca Digitale, organizzata da Marianna Marcucci con invasioni Digitali e Gianluigi Tiddia (Insopportabile).Protagonisti di «L'Italia Chiamò» le voci di chi non vuole arrendersi nel rispetto di quanto chiesto dalle autorità. Insieme in una maratona di solidarietà per promuovere un'imponente raccolta fondi per sostenere il grande sforzo dei medici, degli infermieri e di tutti gli addetti del sistema sanitario nazionale e per la creazione di nuove postazioni presso i reparti di terapia intensiva su tutto il territorio nazionale. È possibile donare effettuando un versamento con causale L'Italia Chiamò sul conto corrente messo a disposizione dalla Protezione Civile: conto corrente di tesoreria 22330 intestato a Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della protezione civile - CF 97018720587- IBAN: IT49J0100003245350200022330 - BIC: BITA IT RR ENT - CIN: J. Il ricavato verrà destinato ai reparti di terapia intensiva maggiormente "stressati" dall'emergenza in corso.
Christine Lagarde (Ansa)
Questo contrasto è apparso evidente nel confronto tra diversi report con le preoccupazioni sulla crescita economica dell’Eurozona, da una parte, e dall’altra, un intervento di Piero Cipollone, membro del consiglio esecutivo della Bce, la Banca centrale europea che tiene sotto controllo la dinamica inflazionistica.
È il dilemma con cui si stanno confrontando i diversi decisori nel tentativo di evitare una crisi pesante dell’economia reale - che richiede interventi a favore delle attività produttive e di aiuto alle famiglie - ma anche di non correre il rischio di una spirale inflazionistica che metterebbe in difficoltà non solo famiglie e consumatori ma anche i grandi numeri della finanza pubblica.
Cipollone ha parlato a Milano al Festival dello sviluppo sostenibile e, pur con la cautela propria dei banchieri centrali, non ha escluso l’eventualità di un aumento dei tassi e quindi del costo del denaro. «La situazione attuale sembra discostarsi dalle nostre proiezioni di base di marzo» - ha detto l’esponente Bce - e per questo «aumenta la probabilità che potremmo dover adeguare i nostri tassi di interesse». L’obiettivo è di contenere gli effetti a catena del caro-carburanti per evitare che l’inflazione si discosti eccessivamente dal 2% da sempre indicato come il livello auspicabile a livello europeo. Ma è altrettanto evidente che l’effetto collaterale rischia di essere un impatto pesante sulla crescita. Nulla di deciso, anche perché le implicazioni del conflitto sull’inflazione e sull’attività economica a medio termine «dipenderanno dall’intensità, dalla durata e dalla propagazione dello shock dei prezzi dell’energia».
Ma secondo Piero Cipollone, la divisione dei compiti è chiara: di fronte a uno shock come quello che si sta registrando, «la politica monetaria può ancorare le aspettative e garantire il ritorno dell’inflazione all’obiettivo nel medio termine», mentre è la politica fiscale che «può attenuare l’impatto sull’attività economica». Quindi la palla per la crescita passa ai governi e alla Ue. La preoccupazione per la scarsa crescita e i rischi di recessione sono in aumento. L’indice S&P Global Pmi della produzione composita dell’Eurozona è sceso ad aprile al 48,8 (contro il 50,7 di marzo) toccando il minimo degli ultimi 17 mesi. Anche l’indice che riguarda il terziario ha toccato il minimo degli ultimi 5 anni: al 47,6 contro il 50,2 di marzo. Poiché la soglia 50 separa la crescita dalla contrazione, siamo passati a una fase negativa. Se aggiungiamo un aumento, sempre secondo S&P, dei prezzi di vendita come non si vedeva da almeno tre anni, l’incubo è quello, temutissimo della stagflazione: prezzi in rialzo in una economia depressa. Ora, l’indagine evidenzia un andamento migliore della produzione in Italia e Irlanda (ancora positivo) mentre è negativo per Germania, Francia e Spagna, ma certo il quadro appare preoccupante, con un indice di fiducia dell’Eurozona fortemente peggiorato per i prossimi 12 mesi. Così le proposte italiane di interventi e politiche europee adeguati alla situazione appaiono non solo di buon senso ma obbligati e indispensabili.
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Alessandro Giuli (Imagoeconomica)
Il pensiero ha fatto breccia persino nelle stesse stanze del Mic, da anni cornucopia di prebende e assegni pesantissimi alle opere intellettuali degli amici intellò. Solo che, dalle parti di via del Collegio Romano, devono aver trovato difficile, se non proprio impossibile, estirpare questa prassi, ormai evidentemente ben radicata, dei finanziamenti a pioggia a opere discutibili o firmati dai soliti membri del circoletto rosso. E così il dicastero guidato da Alessandro Giuli e dalla sottosegretaria con delega al Cinema, Lucia Borgonzoni, sì è visto costretto a chiedere l’intervento della Guardia di finanza dopo i risultati (leggasi: contributi e tax credit) delle commissioni preposte alla valutazione delle opere prima del sì o no definitivo al sostegno economico.
La telefonata dagli uffici del ministero in direzione delle Fiamme gialle è partita il 9 aprile scorso. I finanziari si sono presentati nella sede del Mic il successivo lunedì 13 aprile. Hanno ascoltato quello che i loro interlocutori avevano da dire e hanno acquisito la documentazione sui contributi concessi a numerosi film. La Verità è in grado di anticipare qualche nome di pellicola finita nel mirino della Finanza.
Il primo è Tradita, un «thriller sentimentale» (così è definito) diretto da Gabriele Altobelli, girato per tre settimane nelle Marche (anche se è stato bocciato dalla Film commissione regionale) e che segna il ritorno al cinema di Manuela Arcuri come protagonista. Distribuito nei cinema a marzo, è scritto e sceneggiato da Steve Della Casa, ex militante di Lotta continua e coinvolto nell’indagine sull’attentato al bar Angelo azzurro di via Po, a Torino, dove mori bruciato un giovane studente, nel 1977, dopo il lancio di una bomba Molotov. Tradita, finora, ha racimolato 26.074 euro al botteghino, «tenendo incollati» alla poltrona ben 3.631 spettatori. Per questo film che non sta proprio sbancando il box office, lo Stato ha garantito ben 1,2 milioni e rotti di euro di Tax credit, a fronte di un costo complessivo di produzione di 2,9 milioni. Il lungometraggio è stato prodotto dalla Mattia’s film, oscura srl romana di proprietà di Giovanni Di Gianfrancesco e Alfonsina Libroja, amministratrice unica della società che «vanta» un capitale sociale di 40.000 euro.
Le altre pellicole finite nel mirino della Finanza, su segnalazione del Mic, sono Solo se tu canti - L’irresistibile storia di Gigi D’Alessio, diretto da Luca Miniero, che ha portato a casa 1.050.000 milioni su un costo complessivo di 6,8, Tony Pappalardo Investigation di Pier Francesco Pingitore, che ha ottenuto 800.000 euro di sgravi, Il tempo delle mele cotte di Andrea Muzzi, con altri 400.000 euro di aiuti, e La leggenda sul Grappa, misterioso film prodotto dalla Marte Studios di Guglielmo Brancato che è valso ai produttori ben 572.000 euro di contributi.
La cronaca recente ha visto spesso gli uomini delle Fiamme gialle aggirarsi per gli uffici del ministero della Cultura: l’ultima «visita» era avvenuta a marzo, per acquisire la documentazione relativa alla produzione di alcune pellicole targate The Apartment, controllata dal colosso Fremantle: acquisiti documenti, contratti e rapporti economici legati alla produzione della prima stagione della serie M. Il figlio del secolo, diretta da Joe Wright, tratta dall’omonimo libro di Antonio Scurati e incentrata sul primo Benito Mussolini, del film del 2024 Queer, di Luca Guadagnino, con Daniel Craig, e Finalmente l’alba, pellicola sempre del 2024 scritta e diretta da Saverio Costanzo e prodotta direttamente da Fremantle. In precedenza, a ottobre 2025, i finanziari avevano acquisito altri documenti relativi al Tax credit concesso ad alcune pellicole, nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma sul sistema di aiuti al settore messo in piedi dall’ex ministro del Pd, Dario Franceschini: sotto la lente dei pm, erano finiti film come L’immensità di Emanuele Crialese, Siccità di Paolo Virzì e ancora Finalmente l’alba di Saverio Costanzo.
Intanto, a livello politico, le opposizioni cercano di infilarsi nelle difficoltà di Giuli nel gestire la pratica dei finanziamenti al settore. «Giuli ha rivolto un appello a non sprecare l’occasione di una riforma parlamentare condivisa che dia risposte e stabilità al mondo del cinema e dell’audiovisivo. Giova ricordare che se quell’occasione c’è è per una iniziativa delle opposizioni che, sfruttando gli spazi riservati alle minoranze, calendarizzato le proprie proposte di riforma», hanno affermato in una nota i deputati dei gruppi di Pd, M5s, Avs, talia viva e Azione della commissione Cultura della Camera. Dialogo sì, dunque, ma alle condizioni della sinistra: lo ha ribadito anche il segretario del Pd, Elly Schlein: «La disponibilità al confronto c’è, ma a partire dalle nostre proposte già calendarizzate».
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Marco Rubio (Ansa)
Secondo una nota del governo di Washington, oggi si discuterà «della situazione in Medio Oriente e degli interessi comuni nell’emisfero occidentale». Inoltre, qualche dettaglio in più è stato lo stesso Rubio a fornirlo l’altro ieri sera. «C’è molto di cui parlare con il Vaticano», ha detto il segretario di Stato americano, per poi aggiungere: «Il papa è appena rientrato da un viaggio in Africa, dove la Chiesa sta crescendo in modo molto dinamico, e abbiamo condiviso le preoccupazioni sulla libertà religiosa in diverse parti del mondo. Ci piacerebbe parlarne con loro». «Siamo disposti a fornire ulteriori aiuti umanitari a Cuba, distribuiti tramite la Chiesa, ma il regime cubano deve consentircelo», ha proseguito. «Il Papa è ovviamente il Vicario di Cristo, ma è anche il capo di uno Stato nazionale, un’organizzazione presente in oltre cento Paesi in tutto il mondo, e noi collaboriamo spesso con il Vaticano proprio perché è presente in molti luoghi diversi», ha anche detto.
Insomma, Rubio ha cercato di smorzare la tensione, mentre Parolin, pur bollando ieri come «strane» le critiche di Donald Trump al pontefice, ha definito gli Usa un «interlocutore» e non ha escluso in futuro un colloquio diretto tra i due leader. Da entrambe le parti si sta quindi tentando di rasserenare il clima, dopo i recenti attriti tra il presidente americano e Leone, scoppiati soprattutto a causa della guerra in Iran: guerra rispetto a cui, ieri, Parolin ha invocato il ricorso al «negoziato». Non è del resto un mistero che la Casa Bianca sia ai ferri corti con l’episcopato cattolico statunitense su vari dossier: dalla stessa crisi iraniana all’immigrazione clandestina. Dall’altra parte, il quadro generale ha una sua complessità. Al netto degli attriti con i vescovi, Trump, nel 2024, ha conquistato la maggioranza del voto cattolico, facendo leva sull’irritazione che quel mondo nutriva verso l’ala woke del Partito democratico statunitense. La missione odierna del cattolico Rubio è quindi innanzitutto quella di ricucire i recenti strappi con la Santa Sede.
Tuttavia, è al contempo possibile che sul tavolo ci sarà anche dell’altro. E un’indicazione è arrivata dallo stesso Rubio quando ha affermato che, tra le altre cose, si parlerà di libertà religiosa. E qui torna in mente un precedente. Tra settembre e ottobre 2020, il segretario di Stato americano della prima amministrazione Trump, Mike Pompeo, si recò a Roma. Nell’occasione, tenne un discorso sulla libertà religiosa e, al contempo, ebbe delle tensioni con Parolin a causa dell’accordo che, nel 2018, la Santa Sede aveva firmato con la Cina sulla nomina dei vescovi. Pompeo cercò di convincere il cardinale a bloccare il rinnovo dell’intesa, senza riuscirci. Un’intesa che, nello stesso 2018, era stata criticata proprio da Rubio, all’epoca senatore della Florida.
Il Partito repubblicano ha sempre visto quell’accordo come il fumo negli occhi: un accordo che ha suscitato lo scetticismo anche di vari settori della stessa Chiesa statunitense. «Il mio istinto mi dice anche che non si può negoziare con queste persone. Potrebbe essere straordinariamente controproducente», affermò, nel 2021, il cardinale Timothy Dolan, riferendosi ai vertici del Partito comunista cinese. La stessa Conferenza episcopale statunitense, nel 2024, pur non criticandola apertamente, si mostrò guardinga sull’intesa tra Santa Sede e Cina. «Resta da vedere se la speranza del Vaticano di costruire fiducia e amicizia attraverso il dialogo porterà frutti concreti in miglioramenti della libertà religiosa», dichiarò.
L’accordo -rinnovato per altri quattro anni nel 2024- è stato nuovamente difeso, a ottobre scorso, da Parolin, che fu il suo principale artefice, insieme a gruppi favorevoli alla distensione con Pechino, come la Compagnia di Gesù e la Comunità di S. Egidio: tutte realtà filocinesi che erano uscite sconfitte dal conclave dell’anno scorso. E qui arriviamo al nodo. Nonostante Leone abbia parzialmente raffreddato la spinta pro Pechino del predecessore, l’amministrazione Trump si attendeva un cambio di passo più deciso nella politica estera vaticana. La Casa Bianca teme infatti che la Cina possa approfittare dell’accordo con Roma per rafforzare la propria influenza sull’America Latina, che è notoriamente a maggioranza cattolica. Il che è visto con preoccupazione da Trump, che ha rilanciato la Dottrina Monroe col chiaro intento di estromettere Pechino dall’Emisfero occidentale. Leone, dal canto suo, sa di doversi muovere con circospezione per evitare strappi traumatici in seno alla Chiesa. Dall’altra parte, però, a ottobre ha sottolineato l’estrema importanza della libertà religiosa, definendola un diritto «essenziale». È quindi su questo terreno che, forse, il Papa e Rubio cercheranno di trovare oggi una convergenza.
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