Ilaria Salis (Ansa)
Dopo l’impresa alla volta di Gaza, l’eurodeputata antifa tenta l’azione dimostrativa per rompere il blocco navale contro L’Avana imposto dagli Usa. Con lei anche Mimmo Lucano. Lucio Malan (Fdi): «Compagna in soccorso della dittatura comunista».
Sfidare i governi è il nuovo imperativo della sinistra, attiva solo nelle iniziative fuori casa. Dopo Flotilla 1 e 2 alla volta di Gaza (la seconda è annunciata per metà aprile, ma i venti di guerra non faranno salpare le imbarcazioni degli attivisti), adesso si guarda a Cuba. Obiettivo, sfidare illegalmente l’embargo statunitense con il contributo determinante di Ilaria Salis, l’europarlamentare che ci tocca pagare per vederla definirsi «antifascista», come principale ragione del suo essere Bruxelles.
«Dal 17 al 21 marzo mi unirò alla colonna europea del convoglio Nuestra América, una nuova flottiglia civile che sfiderà l’embargo illegale imposto dagli Stati Uniti a Cuba. Un assedio infame che sta letteralmente strangolando la popolazione dell’isola», ha scritto sui social. «Dall’Italia porteremo medicine e, insieme a persone e gruppi provenienti da tutto il mondo, proveremo a infrangere collettivamente il bloqueo. Per salvare vite, difendere il diritto del popolo cubano all’autodeterminazione e riaffermare il rispetto del diritto internazionale», è l’annuncio dell’ex detenuta a Budapest.
Candidata da Alleanza verdi-sinistra (Avs) così da sottrarla al processo in Ungheria per lesioni personali aggravate contro militanti neonazisti ed eletta, con relativa immunità confermata dal Parlamento europeo, la Salis è sempre convinta di «essere dalla parte giusta della Storia». Probabilmente anche in questa missione simbolica, che rimane un’operazione illegale contro la politica dura degli Stati Uniti.
«L’ultima di Ilaria Salis: sale a bordo di una flottiglia per Cuba! L’europarlamentare, compagna di campo largo di Schlein, Conte e Renzi, al soccorso della dittatura comunista che dura da 67 anni», è stato il post sferzante di Lucio Malan, presidente del gruppo Fratelli d’Italia al Senato. Un utente di X ha commentato che a Cuba l’europarlamentare troverà «una marea di appartamenti da okkupare», ricordando la difesa della Salis per l’occupazione di immobili abbandonati.
La situazione socioeconomica dell’isola caraibica è sicuramente molto grave, ma non solo per l’embargo risalente agli anni Sessanta e accentuato dalla carenza di carburante. In assenza di un rinnovamento dell’assetto istituzionale socialista, le riforme a Cuba rimangono solo utopia e il gesto di portare medicinali o viveri non cambia le condizioni di vita e le zero prospettive della popolazione.
Salis è animata dal sacro cuore della combattente, protetta dall’immunità, e andare contro le politiche di Trump deve esserle sembrata una ghiotta occasione per spezzare la monotonia della routine tra Bruxelles e Strasburgo. Peccato che proprio ieri il presidente americano abbia detto: «Anche Cuba cadrà», in un’intervista a Politico. «Abbiamo tagliato tutto il petrolio, tutto il denaro, tutto ciò che arrivava dal Venezuela, che era l’unica fonte. E loro vogliono fare un accordo», ha concluso il tycoon.
«¡Vamos!», scrive imperterrita l’europarlamentare, invitando a contribuire alla campagna di raccolta fondi. «Quella con cui partiremo io e Mimmo Lucano, al momento gli unici politici ad aver aderito, è una missione umanitaria che parte dall’Europa e poi si andrà a ricongiungere con il Nuestra América Convoy», ha fatto sapere nel corso del programma Dissocial su Radio Cusano. La Salis ha perfino detto: «Ricordiamoci quando gli ospedali italiani erano nel caos durante il Covid e arrivarono i medici cubani ad aiutarci, portando un esempio di solidarietà internazionale».
L’ex sindaco di Riace si era già fatto sentire con una nota di protesta: «Non possiamo tacere: Donald Trump sta destabilizzando l’America Latina. Ha soffocato il Venezuela, oggi colpisce Cuba, domani potrebbero essere la Groenlandia e il Canada. Se restiamo in silenzio, domani potremmo essere noi». E allora tutti a prenotare un posto sull’aereo in partenza da Roma e da Milano (saranno due o uno solo? Mistero), con destinazione l’Avana. «Ogni passeggero trasporterà due borse di donazioni di medicinali raccolte attraverso la nostra campagna. Il 21 marzo, daremo il benvenuto alla flotta marittima in partenza dai Caraibi per raggiungere il Malecón dell’Avana», si informa sul sito di Let Cuba Breathe, lasciate respirare Cuba, promossa dall’Aicec, l’agenzia per lo scambio culturale ed economico con l’isola caraibica.
Per partecipare alla missione in aereo occorre versare 960 euro, pasti esclusi. Il programma dell’attività di solidarietà a Cuba, dal 21 al 25 marzo, «è in fase di sviluppo», i beni essenziali certo non viaggeranno in aereo quindi arriveranno (forse) sulle imbarcazioni che fanno parte della flotilla in partenza da Cancún e che dovrebbe raggiungere le acque cubane intorno al 21 marzo. Sempre che non sia il flop di viveri destinato a Gaza, ridotto a ben misera cosa rispetto agli annunci.
Ieri, intanto, la Salis si è occupata di attaccare «il cosiddetto», dice, ddl antisemitismo approvato al Senato. Sostiene che «si configura come uno strumento di censura autoritaria contro le legittime critiche alle politiche israeliane. Temo che un provvedimento di questo tipo - ambiguo, ipocrita e strumentale - produrrà l’effetto opposto a quello dichiarato: invece di contrastare l’antisemitismo, finirà per alimentarlo», è la sua visione da antifascista doc.
La «picchiatrice», come l’ha definita il primo ministro ungherese Viktor Orbán, ha così concluso: «D’altronde, la destra italiana - le cui principali componenti si contraddistinguono per un razzismo becero e ricorrente - non è nella posizione di poter immaginare o promuovere autentiche ed efficaci politiche antirazziste».
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La vittoria di Paolo Ioriatti e Orietta Bertò, in gara contro la Corea del Sud nel doppio misto curling in carrozzina che ha inaugurato il programma delle gare paralimpiche di Milano-Cortina 2026 (Ansa)
- Questa sera alle 20 l’Arena di Verona apre ufficialmente i Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Dopo le Olimpiadi di febbraio, l’Italia torna al centro dello sport mondiale con la cerimonia inaugurale che darà il via a dieci giorni di gare, fino al 15 marzo.
- L’Italia schiera 42 atleti in tutte le sei discipline paralimpiche. Il programma prevede gare tra sci alpino, biathlon, sci di fondo, snowboard, para ice hockey e wheelchair curling, con medaglie in palio ogni giorno.
Lo speciale contiene due articoli.
Questa sera alle 20 l’Arena di Verona apre ufficialmente i Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Dopo le Olimpiadi di febbraio, l’Italia torna al centro dello sport mondiale con la cerimonia inaugurale che darà il via a dieci giorni di gare, fino al 15 marzo.
Lo spettacolo, intitolato Life in Motion, trasformerà l’antico anfiteatro romano in una grande arena paralimpica. Sul palco si alterneranno musica, performance artistiche e tecnologia per raccontare il valore dello sport paralimpico e il percorso degli atleti che arrivano a questi Giochi dopo anni di preparazione. Tra gli ospiti annunciati figurano Stewart Copeland, storico batterista dei Police, il compositore e producer Dardust – autore anche dell’inno ufficiale –, il trio italiano Meduza e la cantante Mimì Caruso, rivelazione di X Factor 2024. In scena anche il dj Miky Bionic, noto per esibirsi utilizzando una protesi mioelettrica.
Per la prima volta una cerimonia di apertura paralimpica si svolge in un sito riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco. L’Arena, che poche settimane fa ha ospitato anche la chiusura delle Olimpiadi invernali, torna così al centro dell’evento. In tribuna sono attesi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al presidente della Camera Lorenzo Fontana, al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e alle autorità locali guidate dal sindaco di Verona Damiano Tommasi.
Nel pomeriggio la città ha accolto anche la Fiamma paralimpica, arrivata in Veneto dopo un percorso che ha toccato diverse località tra cui Castelfranco Veneto, Asolo, Bassano del Grappa, Thiene, Vicenza e Padova. Il passaggio della torcia attraverserà il centro storico prima di concludersi con gli appuntamenti ufficiali legati alla cerimonia.
Quella che si apre oggi è l’edizione paralimpica con il maggior numero di atleti nella storia dei Giochi invernali: saranno 655 i partecipanti provenienti da tutto il mondo, impegnati in 79 gare per l’assegnazione delle medaglie. Le competizioni saranno distribuite in sei discipline, con il para sci nordico e il para sci alpino tra gli sport più rappresentati.
Per il governo e le istituzioni italiane l’evento rappresenta anche un momento simbolico. «I Giochi paralimpici Milano-Cortina 2026 rappresentano un’occasione storica, un momento di straordinaria importanza sportiva, istituzionale e culturale per il nostro Paese», ha dichiarato il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. «È un evento che celebra il talento, la determinazione e la forza di tanti atleti e dimostra quanto lo sport possa essere uno strumento di inclusione e partecipazione». Un messaggio simile arriva anche dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che ha voluto sottolineare il valore umano prima ancora di quello agonistico della manifestazione. «A tutte le ragazze e i ragazzi che renderanno specialissimi questi giorni di gare invio il mio più caloroso benvenuto», ha detto. «Tre medaglie per disciplina finiranno sul podio, ma per noi tutti i 655 atleti sono già campioni».
Le Paralimpiadi non sono soltanto un evento sportivo. Per i territori coinvolti rappresentano anche un’occasione per rafforzare infrastrutture, turismo e accessibilità. Negli ultimi anni il movimento paralimpico ha mostrato una crescita costante, contribuendo a far avvicinare sempre più persone con disabilità alla pratica sportiva. Secondo le stime diffuse in occasione dei Giochi, manifestazioni di questa portata possono aumentare fino al 25% la partecipazione allo sport tra le persone con disabilità nei territori interessati.
Intanto le competizioni sono già iniziate con il wheelchair curling doppio misto. Per l’Italia sono arrivate due partite combattute ma senza vittoria: prima la sconfitta contro la Cina all’extra end e poi quella contro il Giappone per 6-5. «La Cina è una squadra molto forte e abbiamo giocato alla pari», ha commentato l’azzurro Paolo Ioriatti dopo il match. «Siamo rimasti in partita fino alla fine». La cerimonia di questa sera aprirà ufficialmente il programma dei Giochi. Da domani si entrerà nel vivo delle gare, con gli atleti pronti a contendersi le medaglie sulle piste e sul ghiaccio tra Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige.
Il programma e gli atleti azzurri in gara
Ansa
Il conto alla rovescia è finito: Milano e Cortina si preparano ad accogliere il mondo paralimpico. Dal 6 al 15 marzo, le piste, le arene e i centri sportivi del Nord Italia saranno il palcoscenico di sfide e imprese che raccontano talento, fatica e determinazione. Circa 660 atleti da 50 Paesi si confronteranno in sei discipline, dalle discese dello sci alpino al brivido del para ice hockey, dai tracciati del biathlon alle prove di snowboard e curling in carrozzina, in una lunga serie di gare che metteranno in mostra le capacità straordinarie di ogni protagonista.
Le competizioni si articolano su tre cluster principali. A Milano, nell’arena di Santa Giulia, si giocherà il torneo di para ice hockey, mentre a Cortina d’Ampezzo sono previsti sci alpino, snowboard e curling in carrozzina. In Val di Fiemme, al centro del fondo di Tesero, si disputeranno le gare di biathlon e sci di fondo.
Il calendario, come detto, si apre ufficialmente oggi con la cerimonia d’inaugurazione all’Arena di Verona e con le prime prove di sci alpino, biathlon e para ice hockey. Tuttavia, alcune gare, come il wheelchair curling, sono iniziate già mercoledì 4 marzo per consentire di completare tutti i round preliminari e le finali. La maggior parte delle finali sarà concentrata tra l’8 e il 13 marzo, con le ultime medaglie assegnate il 14 e il 15, prima della cerimonia di chiusura a Cortina.
La squadra italiana è presente in tutte e sei le discipline, guidata dai portabandiera Chiara Mazzel e René De Silvestro. In totale, il contingente azzurro comprende 42 atleti e quattro guide per lo sci alpino paralimpico. Tra gli esordienti figurano dodici nomi, pronti a confrontarsi con campioni di tutto il mondo.
Nel para ice hockey, l’Italia è inserita nel Gruppo A con Stati Uniti, Cina e Germania. Le prime due classificate accederanno alle semifinali, mentre le altre disputeranno i playoff per i piazzamenti. La squadra azzurra comprende tra gli altri Alessandro Andreoni, Gabriele Araudo, Nikko Landeros e Santino Stillitano, con la prima partita in programma il 7 marzo contro gli Stati Uniti. Nello sci alpino paralimpico gareggiano sette atleti italiani: Chiara Mazzel e Martina Vozza tra le donne, con Ylenia Sabidussi come guida, e Davide Bendotti, Renè De Silvestro, Federico Pelizzari, Luca Palla e Giacomo Bertagnolli tra gli uomini, affiancati dalla guida Andrea Ravelli. Le gare di discesa libera, super-G, combinata e slalom si svolgeranno tra il 7 e il 15 marzo. Cinque atleti italiani saranno impegnati nello snowboard paralimpico, con Riccardo Cardani, Jacopo Luchini, Davide Epis, Emanuel Perathoner e Paolo Priolo. Le prove di snowboard cross e banked slalom si svolgeranno dal 7 al 14 marzo. Il biathlon vede in gara Cristian Toninelli e Marco Pisani, mentre lo sci di fondo è rappresentato da sei atleti tra cui Michele Biglione e Giuseppe Romele, impegnati in sprint, distanze individuali e staffette. Il wheelchair curling vede sette italiani, tra cui Fabrizio Bich e Orietta Bertò, partecipare sia al torneo a squadre miste sia al doppio misto, quest’ultimo in programma per la prima volta nella storia dei Giochi.
In questa edizione dei Giochi, l’Italia conta su una delegazione completa, pronta a competere in tutte le specialità e a difendere il ruolo del Paese nel panorama paralimpico internazionale. I riflettori saranno puntati non solo sui risultati, ma anche sulla partecipazione record e sull’occasione di far conoscere a un pubblico più ampio lo sport paralimpico.
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