Domenico Arcuri (Imagoeconomica). Nel riquadro la copertina del numero di «Panorama» in edicola domani
L’anticipazione di «Panorama», domani in edicola: spesi 1,2 miliardi per dispositivi finiti quasi tutti al macero. L’uomo chiave è l’ex banchiere Daniele Guidi, condannato in via definitiva a San Marino. Ma in Italia l’hanno assolto e rimborsato.
C’è chi, fuori dai nostri confini, è riuscito a condannare in via definitiva un ex banchiere che da anni ha lasciato l’Europa e che, al tempo della pandemia, è stato uno dei principali artefici (se non il principale) della fornitura da 800 milioni di dispositivi cinesi arrivati dal Paese del Dragone e finiti, dopo un pagamento di 1,25 miliardi di euro, in gran parte al macero.
Stiamo parlando di Daniele Guidi, classe 1966, il cui passaporto è scaduto, e che adesso vive all’estero non si sa bene con quali documenti. Forse con quelli di uno staterello africano.
Per alcune fonti del quotidiano La Verità lui, l’ex moglie Maria Stefania Lazzari e il figlio Tommaso si sarebbero trasferiti a Dubai. L’ex banchiere risiederebbe nel Paese del Golfo grazie alla sponsorizzazione di una società di tecnologia finanziaria e di telecomunicazioni.
Prima di spostarsi negli Emirati, secondo la Guardia di finanza, «Guidi, con la collaborazione della moglie e di Ivano Poma, avrebbe trasferito le proprie attività e i propri interessi economici da San Marino a Hong Kong (dove avrebbe ottenuto il permesso di soggiorno, ndr) mediante la costituzione della Chenxing management consulting limited».
Dalle investigazioni è anche emerso che Guidi avrebbe reinvestito una parte significativa delle provvigioni percepite dal governo italiano in bond emessi da società localizzate in paradisi fiscali (Isole Vergini britanniche, Cayman, etc...).
Nel Belpaese, Guidi, insieme con altri indagati, era accusato dalla Procura di Roma di traffico di influenze e frode in pubbliche forniture. Nei mesi scorsi, lui e la sua squadra, a partire dall’amico Andrea Tommasi, imprenditore con ottimi contatti all’interno del mondo della Difesa e dei servizi segreti, hanno ottenuto il dissequestro di quasi 72 milioni di euro.
Lo Stato italiano dopo sei anni di inchiesta ha restituito tutto con tante scuse e adesso gli ex imputati potranno godersi il frutto delle commissioni milionarie ottenute per la più grande fornitura di mascherine del 2020 […].
Così va la giustizia in Italia. Ma mentre la maggior parte degli ex imputati si può adesso godere il denaro ricavato con la vendita delle mascherine cinesi, uno di loro non dorme sonni tranquilli, inseguito come è dai giudici sammarinesi.
Stiamo parlando del già nominato Guidi. Che sul Monte Titano sta collezionando condanne. Nel dicembre 2020 la Procura di Roma aveva ordinato, come detto, il sequestro di 72 milioni di euro di provvigioni incassati dai mediatori, 12,5 dei quali sarebbero stati destinati al «Gruppo Daniele».
In realtà, secondo una mail rinvenuta durante le perquisizioni, la somma riservata all’ex banchiere sarebbe stata ben più cospicua: 44,7 milioni su un totale di 203,8 di «fee».
Somme che, però, non sono mai state rintracciate dagli inquirenti.
L’avvocato di Guidi, Fabio Federico, non ha memoria dell’effettivo sequestro di denaro al suo cliente. Forse perché l’esperto banchiere potrebbe aver preferito mettere al sicuro le proprie sostanze fuori dall’Italia.
Il suo ruolo centrale nell’affaire era già chiaro nei primi atti dell’inchiesta, dove si diceva di lui: «Unitamente a Tommasi, ha curato l’aspetto organizzativo e, in particolare, i numerosi voli aerei per convogliare in Italia un quantitativo così ingente» di mascherine, «compiendo i necessari investimenti».
Ma l’importanza della sua figura risulta ancora più evidente dalle chat analizzate dalla Gdf. «Nel corso dei mesi di marzo e aprile 2020, periodo nel quale sono state affidate le sei commesse milionarie ai noti consorzi cinesi», per le Fiamme gialle Guidi sarebbe stato l’interlocutore privilegiato di Zhongkai Cai, il collegamento del gruppo con la Cina. «Dalla messaggistica si comprende il ruolo rivestito da Guidi nell’impartire a Cai le istruzioni per la predisposizione dei contratti e delle mail da inoltrare verosimilmente alla struttura commissariale. Le istruzioni così ricevute appaiono essere state condivise con i responsabili di diritto dei tre consorzi cinesi per gli adempimenti di competenza». Consorzi che erano guidati da persone di diretta conoscenza di Cai, cittadino italo-cinese, oggi sparito dal nostro Paese.
Dunque l’ex banchiere di San Marino avrebbe preparato i contratti che, poi, sono stati firmati dal commissario Domenico Arcuri, in quel momento uomo di stretta fiducia dell’allora premier Conte. Ma il regista che dirigeva le operazioni con discrezione e su cui i media italiani non hanno mai acceso un vero faro, intanto collezionava procedimenti sul Monte Titano proprio con l’accusa di depredare le casse dello Stato.
Però a San Marino hanno avuto la forza di perseguirlo, contrariamente a quanto accaduto con la nostra magistratura. Guidi è stato processato e punito più volte per reati collegati al dissesto di Banca Cis (Credito industriale sammarinese), di cui è stato amministratore delegato e direttore generale.
Per esempio è stato condannato in via definitiva a cinque anni e dieci mesi per truffa continuata ai danni dell’Istituto per la sicurezza sociale. Guidi avrebbe distratto e utilizzato indebitamente oltre 60 milioni di euro appartenenti ai fondi pensione dei lavoratori dell’Iss e circa 15 milioni di euro del fondo complementare Fondiss.
Il 14 giugno scorso, Giacomo Fumu, il giudice della terza istanza (la nostra Cassazione), prima di morire all’improvviso (il 24 giugno, all’età di 74 anni), ha dichiarato inammissibili i nove motivi d’appello della difesa di Guidi, rendendo definitiva la condanna.
Adesso il ministero della Giustizia sammarinese è pronto a procedere con la richiesta del mandato di cattura internazionale (provvedimento che dovrà essere emesso da una toga). Il nome di Guidi finirà così nel circuito dell’Interpol, a cui San Marino ha aderito nel 2006, con la cosiddetta «red notice», una segnalazione globale che invita le polizie di tutto il mondo ad arrestare provvisoriamente il ricercato in attesa di estradizione.
Ma i guai per Guidi non sono finiti: ad aprile del 2025 è stato condannato in primo grado a quattro anni e otto mesi di prigionia per amministrazione infedele e ostacolo alla vigilanza. A dicembre, sempre in primo grado, si è preso quattro anni per l’utilizzo indebito di titoli della clientela che sarebbero stati dati in pegno senza autorizzazione.
In un maxi processo, Guidi è alla sbarra con l’accusa di associazione per delinquere e, in un ulteriore procedimento, è sospettato di concorso in amministrazione infedele continuata.
Un elenco di contestazioni che non gli ha impedito di fare affari con l’Italia durante la pandemia. Grazie ai buoni rapporti con il governo di allora o, quanto meno, con la struttura commissariale […].
Il Gruppo interforze della Polizia giudiziaria di San Marino ha sequestrato al manager un audio (il file numero 50) in cui questi parla proprio di 007. La registrazione è stata effettuata mentre l’uomo si stava recando con una coppia di conoscenti presso il casello autostradale di Riccione. Nell’occasione avrebbe incontrato due sedicenti appartenenti ai servizi segreti italiani che sostenevano di poter impedire o procrastinare l’esecuzione di un non meglio precisato mandato di cattura emesso da San Marino nei confronti di Guidi. Uno dei presenti, il riminese F. P., puntualizza: «I miei che sono di Bologna, non di Roma […] mi hanno informato di questo procedimento, di questo deposito».
Al termine del colloquio che Guidi avrebbe avuto con le suddette barbe finte, si comprende che l’aiuto promesso non era gratuito: «Loro si aspettavano che gli dessi dei soldi adesso... metà prima dell’operazione, perché domani c’è questo mandato d’arresto, e metà dopo», commenta Guidi. Che aggiunge: «I capi di quelli che sono venuti qua erano a Roma, non erano qui».
Si trattava di millantatori? O erano davvero 007? Quel che sappiamo per certo è che, in quel momento, la comitiva, nonostante i guai giudiziari di Guidi, ha una sete incredibile di affari e, a un certo punto, mette gli occhi non solo sul business delle mascherine, ma anche sul grande affare della sanificazione dei palazzi istituzionali, a partire dagli uffici di Invitalia, di cui Arcuri era ad.
Purtroppo dalle chat degli indagati sono stati cancellati mesi di messaggi e non è facile capire se i piani siano stati realizzati e attraverso quali società. Ma mentre i servizi segreti italiani e la Procura di Roma sembravano non cogliere l’importanza della vicenda, a San Marino la magistratura e la Banca centrale aggredivano gli affari illeciti di Guidi.
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Gabriel Martinelli festeggia dopo aver segnato il gol del 2-1 durante la partita dei sedicesimi di finale della Coppa del Mondo Fifa 2026 tra Brasile e Giappone, a Houston (Ansa)
La Seleção va sotto contro il Giappone per il gol di Sano, ma nella ripresa reagisce. Casemiro firma l'1-1 di testa, poi al 96' Martinelli decide la sfida con la rete che vale gli ottavi di finale e stabilisce un nuovo record nella storia dei Mondiali. Per Ancelotti ora una tra Norvegia e Costa d'Avorio.
Per una buona mezz'ora il Brasile se l'è vista brutta. Sotto 1-0 contro il Giappone, gol di Sano al 29', la Seleção di Carlo Ancelotti ha trovato prima il pareggio con un colpo di testa al 56' di Casemiro e poi è riuscita a evitare i tempi supplementari con un colpo da biliardo di Gabriel Martinelli in pieno recupero, al 96'. Una vittoria affatto scontata e più complicata del previsto per i cinque volte campioni del mondo, ottenuto contro un avversario ostico e che può dare al Brasile lo slancio necessario per guardare con ottimismo alla sua parte di tabellone.
La squadra di Ancelotti ha però dovuto sudarsi fino all'ultimo il passaggio del turno. Il Giappone ha confermato anche contro una delle grandi favorite del torneo di essere una nazionale organizzata, compatta e capace di colpire appena si apre uno spiraglio. È successo al 29', quando un errore in impostazione di Danilo ha spalancato la strada a Kaishu Sano, bravo a recuperare il pallone e a battere Alisson con un preciso diagonale. Un gol che ha premiato la concretezza dei nipponici, fino a quel momento quasi sempre chiusi nella propria metà campo ma impeccabili nel difendere il vantaggio. Il Brasile, pur mantenendo a lungo il possesso del pallone, aveva infatti faticato a trovare spazi. La manovra verdeoro era sembrata lenta e prevedibile, con Suzuki impegnato soltanto in un paio di interventi senza particolari difficoltà. Nell'intervallo Ancelotti ha perso anche Paquetá, costretto ad alzare bandiera bianca per un problema fisico e sostituito da Endrick, modificando l'assetto offensivo della squadra.
La ripresa ha raccontato un'altra partita. I verdeoro hanno aumentato ritmo e intensità, affidandosi soprattutto al gioco sulle corsie laterali e ai cross in area. Dopo un colpo di testa di Bruno Guimarães respinto da Suzuki e una conclusione di Casemiro salvata sulla linea da Tomiyasu, il pareggio è arrivato al 56': perfetto traversone di Gabriel Magalhães e incornata vincente dello stesso Casemiro. Due minuti più tardi il Brasile è andato vicinissimo al sorpasso con una straordinaria iniziativa personale di Vinicius Junior, fermato soltanto dal palo dopo la deviazione del portiere giapponese. Con il passare dei minuti il copione è diventato sempre più chiaro. Il Giappone si è abbassato a difesa della propria area, mentre il Brasile ha continuato ad attaccare con pazienza, senza però riuscire a trovare il varco decisivo. Quando i tempi supplementari sembravano ormai inevitabili, al sesto minuto di recupero è arrivata la giocata che ha deciso la sfida: Bruno Guimarães ha trovato con un filtrante perfetto Gabriel Martinelli, entrato dalla panchina, che ha controllato il pallone e con un preciso destro ha battuto Suzuki per il definitivo 2-1.
Una rete pesantissima non solo perché vale gli ottavi di finale, dove il Brasile affronterà la vincente di Costa d'Avorio-Norvegia, ma anche perché entra nella storia del torneo. Il gol di Martinelli, realizzato al 96', è infatti il più tardivo mai segnato nei tempi regolamentari di una partita della fase finale di un Mondiale, superando il primato che apparteneva dal 2006 a Francesco Totti, autore del rigore decisivo contro l'Australia al 95'. Per Ancelotti, al di là del record, conta soprattutto il carattere mostrato dalla sua squadra: per continuare a inseguire il sesto titolo mondiale serviranno anche vittorie sofferte come questa.
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L’ex bomber protagonista al Summer Fancy Food 2026: inaugurato il Padiglione Italia e celebrato l’ingresso della cucina italiana nel patrimonio Unesco. «Orgoglioso di rappresentare le nostre eccellenze», ha detto Vieri.
Christian Vieri è stato tra i volti simbolo della presenza italiana al Summer Fancy Food 2026 di New York, una delle principali fiere mondiali dedicate al settore specialty food e beverage. L’ex attaccante, oggi Ambassador della Lega Calcio Serie A, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del Padiglione Italia al Javits Center, nell’ambito delle attività di promozione del Made in Italy portate avanti insieme all’Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).
All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il consigliere del MAECI Nicola Caputo, il presidente dell’Ice Matteo Zoppas, l’ambasciatore d’Italia a Washington Marco Peronaci, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il presidente del Summer Fancy Food Bill Lynch.
A seguire, in occasione delle celebrazioni per l’ingresso della cucina italiana nei patrimoni immateriali dell’Unesco, si è tenuto l’Authentic Italian Aperitivo, momento conclusivo della giornata con i saluti istituzionali dello stesso ministro Lollobrigida, dell’ambasciatore Peronaci, del presidente Zoppas e di Vieri.
Nel suo intervento, l’ex bomber ha sottolineato il legame personale con la cucina italiana e il valore dei prodotti nazionali: «Ringrazio tutte le istituzioni che sono intervenute oggi in questa giornata così prestigiosa e importante per il Made in Italy – ha detto – e tengo in particolar modo a dare un grande abbraccio a tutti gli italiani che sono qua a New York. Il nostro cibo è il migliore al mondo, la qualità dei nostri prodotti è impareggiabile. Chi mi segue sa che mi diletto anche in cucina e vado a comprare solo prodotti italiani, quindi sono fiero di essere ancora una volta qui a rappresentare le eccellenze del Made in Italy».
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di collaborazione tra Lega Calcio Serie A, Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) per promuovere le eccellenze italiane nei principali appuntamenti fieristici internazionali, anche attraverso la presenza di testimonial dello sport.
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Nel riquadro, il dottor Emanuele De Nobili (iStock)
Il medico Emanuele De Nobili: «Il cortisolo dev’essere alto al risveglio e basso a fine giornata. Io consiglio bagni di sole al mattino, attività fisica di ogni tipo, niente smartphone a letto. E del buon cioccolato fondente».
Emanuele De Nobili, specialista di medicina preventiva e autore di successo, ha appena pubblicato un nuovo libro dedicato a un tema che negli ultimi tempi è molto discusso: il cortisolo, l’ormone dello stress che fa dormire male e ingrassare. Per Giunti esce Il reset del cortisolo. Il metodo per controllare l’ormone dello stress e riequilibrare corpo e mente, che offre un programma di quattro settimane utile a tenere sotto controllo il cortisolo.
Dottore, cominciamo dalla definizione. Che cos’è il cortisolo?
«Ora questo ormone, il cortisolo, è sulla bocca di tutti, non dimentichiamo che sono però anni che noi specialisti ne parliamo. Il cortisolo è un ormone chiave, pivot, nel metabolismo del nostro corpo. È un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, soprattutto dopo l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). Dal cervello parte un segnale che arriva all’ipofisi, a livello centrale, e poi a livello periferico le surreni producono questo ormone, un glucocorticoide».
Noto anche come ormone dello stress.
«Sì, spesso è chiamato ormone dello stress e alle volte anche con accezione negativa, sembra il cattivo di turno. Io spiego invece nel mio libro che ha una funzione molto più ampia, è un regolatore dell’energia, dell’adattamento e dei ritmi biologici, i cosiddetti ritmi circadiani».
A che cosa serve questo ormone?
«Al mattino è quello che ci dà quella spinta ad alzarci dal letto e ad affrontare la giornata. È quello che mobilizza lo zucchero nel sangue per farci avere energia a livello sia fisico, muscolare, sia livello anche cerebrale. È importante per le funzioni cerebrali: memoria, concentrazione, attenzione».
Quindi questo è ormone estremamente utile perché è una sorta di attivatore. Ma quali sono gli effetti negativi che può avere sul nostro corpo?
«Il cortisolo generalmente dovrebbe essere alto al mattino quando ci svegliamo e poi man mano durante la giornata andare a decadere. Ma quanto il ritmo è alterato per prima cosa va a influire sul sonno. Alterna il ritmo sonno-veglia, causa difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti durante la notte, soprattutto tra le 2 e le 4 di mattina. Può influire come dicevo prima sulla mente, sia sulle funzioni cognitive ma anche sull’umore, tende a dare una sorta di sindrome depressiva quando è alterato in maniera abnorme. E poi può andare a lavorare anche sull’appetito e sul metabolismo, è una delle cause principali della cosiddetta fame nervosa. Chiaramente quando abbiamo la fame nervosa di sotto siamo attirati verso cibi densamente calorici, ecco che allora il sovrappeso è dietro l’angolo. Poi può comportare delle tensioni a livello muscolare. E poiché è un regolatore del sistema immunitario può favorire, quando è alterato, infezioni ricorrenti».
Insomma quando è in eccesso causa tantissimi guai.
«Non solo. Bisogna fare attenzione: così come può essere perennemente alto, c’è anche il rischio che rimanga perennemente basso e questo è un segno di esaurimento, quello che viene definito in genere burnout, quando la persona ha, come dire, le batterie scariche».
Nel senso comune il cortisolo è associato allo stress e pure a un senso di pesantezza, al gonfiore, all’aumento di peso. Può procurare tutto questo?
«Ha anche questo tipo di effetti soprattutto quando è in eccesso. Abbiamo detto che il cortisolo dovrebbe avere un ritmo circadiano, cioè nell’arco delle 24 ore è più alto al mattino, verso le 6-7 di mattina, poi verso mezzodì dovrebbe diminuire fino ad arrivare ai valori minimi nelle ore serali. Se invece questo ritmo rimane alterato tutto il giorno e tende sempre verso l’alto, ecco che abbiamo questi sintomi di gonfiore, perché va a interferire anche con la digestione. Poi va a interferire anche con la flora batterica intestinale, in questo caso chiaramente siamo più soggetti ad avere gonfiore anche tardivo legato a una disbiosi, un’alterata funzione dei batteri buoni e cattivi nell’intestino. C’è una fermentazione che produce gas. E si accumula più grasso a livello soprattutto viscerale».
Quindi possiamo dire che è vero che il cortisolo fa ingrassare.
«Esatto, questi sono i sintomi: ritenzione, accumulo di grasso, gonfiore».
Prima abbiamo parlato di stress, ma così sembra un po’ generico. Quali sono gli indicatori, i segnali che ci avvertono che abbiamo davvero superato la soglia?
«Soprattutto il sonno. Se il cortisolo è alto alla sera impedisce al nostro corpo e in particolare alla ghiandola pineale, all’epifisi, di produrre la melatonina, di conseguenza avremo insonnia. Poi la stanchezza fisica, legata anche al fatto che dormiamo male. Il sonno è uno dei primi campanelli d’allarme assieme alla stanchezza cronica. Poi vanno valutate anche altre situazioni ma questi sono i due sintomi principali».
Altro?
«La difficoltà di perdere peso o l’aumento di peso che si verifica in maniera sconsiderata anche se non si modificano le proprie abitudini alimentari. Poi c’è il danno alla prestazioni mentali. Chiunque abbia un lavoro intellettuale fa molta più fatica a portare a termine i propri obiettivi giornalieri».
C’è una prova che si può fare in casa per capire se effettivamente si ha un problema legato al cortisolo in eccesso? C’è un test che si possa fare semplicemente?
«Sa che cosa faccio fare ai miei pazienti per essere certo che ci sia una problematica del cortisolo? Un esame che si può fare in parte a casa. Basta recuperare delle provette, 4 generalmente, e fare la raccolta salivare del cortisolo alle ore 8, alle 12, alle 16 e alle 22. A quale punto si porta tutto in laboratorio ad analizzare».
Perché questi orari?
«Perché dagli esami dovremmo trovare che alle 8 il cortisolo è alto, a mezzogiorno un pochino più basso, circa a metà, alle 16 inizia ad arrivare a valori bassi e alle 22 dovrebbe essere al minimo per favorire poi la melatonina. Quando si fanno questi test, il più delle volte nel soggetto che hai i sintomi che abbiamo definito prima il cortisolo è perennemente alto. Cioè non ha la curva a picco e poi decade, ma è sempre alto. Un’altra cosa che si può fare a casa è tenere un diario. Con diverse colonne dove segnare come va il sonno, il tipo di attività fisica che si fa, le abitudini ai pasti, l’ora in cui ci si corica, la stanchezza. Si segna tutto attribuendo dei valori che vanno da 0 10. Si tiene questo diario per un paio di settimane e poi si va a vedere dove sono i voti più bassi. Lì ci saranno le priorità su cui agire. Se trovate che avete il sonno disturbato, che fate poca attività fisica e che mangiate male, non andrete a modificare tutto e subito: questo diventerebbe fonte di stress».
Come si può fare rapidamente per abbassare i livelli di cortisolo? Qual è la cosa più efficace da fare nell’immediatezza?
«Di solito io faccio lavorare su una cosa banale: sull’esposizione alla luce, ovvero un bel bagno di sole al mattino. Non il sole dell’alba ma quello delle prime ore del mattino, e alla sera, di contro, invito a tenere tutto molto più sobrio, luci soffuse... La luce blu del mattino attiva il cortisolo e lo fa elevare nel momento corretto. Alla sera invece deve prevalere la luce arancione del tramonto».
Cosa che raramente succede.
«Certo, perché abbiamo la luce artificiale di casa, la rete di illuminazione blu di computer, telefonini e quant’altro... In questo modo si dà un continuo segnale ai nostri fotorecettori retinici che sono collegati all’ipotalamo. Si segnala in sostanza che è giorno o anche di notte, per cui si va ad alterare il ritmo circadiano. La cosa più semplice da fare per prima è dunque cercare di rispettare un po’ il ritmo luce/buio».
Quindi chi si mette a letto e comincia a scrollare sullo smartphone fa la cosa peggiore possibile.
«Esatto. Lo scrolling è la cosa più sbagliata perché non ti permette il recupero, non ti fa raggiungere il sonno di qualità di cui hai bisogno. Non è solo una questione di quantità: un sonno disturbato non ti permette di raggiungere la profondità necessaria, la cosiddetta fase 3 del sonno o la fase Rem, che è quella che ti fa recuperare energie. Rimani sempre in un sonno leggero, di dormiveglia, e questo non è un sonno riposante e ristoratore. Per cui: vietato alla sera fare lo scrolling sul telefonino, mandare i saluti agli amici e quant’altro».
Facile immaginare che anche l’esercizio fisico sia fondamentale e curativo.
«Sì, ai miei pazienti dico sempre che il movimento è medicina. Ho tanti pazienti con sindromi metaboliche, ipertesi, col colesterolo alto, col diabete... Dico a tutti di fare movimento ogni giorno. Non mi riferisco nello specifico alla camminata o alla palestra o all’aerobica o allo yoga e al pilates. Serve un po’ di tutto questo. Il nostro corpo ha bisogno della aerobica leggera, del sollevamento pesi, degli esercizi di flessibilità e di equilibrio. Ma non serve necessariamente iscriversi in palestra o in piscina, adesso che è estate, mettete scarpette, pantaloncini e maglietta e camminate in mezzo alla natura. Cosa che ha un doppio effetto: fa fare attività fisica e aiuta a rallentare un po’. Se poi sì va in compagnia c’è anche la parte sociale».
E dal punto di vista della dieta che cosa consiglia?
«Il vecchio adagio: colazione da re, pranzo da principe e cena da povero. Poi dipende dalle persone. Le divido in due categorie relativamente allo stress: lo stressato ipoattivo e lo stressato iperattivo. Allo stressato ipoattivo tendo a dare principalmente alla sera le classiche verdure e delle proteine ad alta digeribilità. Nello stressato iperattivo aggiungo anche un po’ di carboidrato che ha effetto calmante. Il carboidrato un po’ appaga, fa produrre più serotonina e dopamina che sono gli ormoni della felicità. Chiaro, per carboidrato non intendo il dolce, semmai del riso integrale, della pasta integrale, delle patate lesse in piccole quantità».
Esistono superfood che possano aiutare ad abbassare il cortisolo?
«Ci sono dei superfood, sono cibi che contengono un aminoacido, il triptofano, ad esempio la banana e il cioccolato fondente. Presi nel tardo pomeriggio, aiutano. Il triptofano è un precursore della serotonina, che a volta è un precursore della melatonina. Sono sostanze, come il magnesio delle mandorle, che ci aiutano a rilassarci sia a livello muscolare sia a livello cerebrale».
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