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Occhio: Berlino si mette contro i blitz della Bce sui soldi a Kiev

L’indebitamento comune è indigeribile per Friederich Merz, che intende escludere dai giochi la Bce, esponendo Euroclear al rischio crac.

Emergono particolari sempre più interessanti e preoccupanti sul tema del prestito all’Ucraina, coinvolgendo in qualche modo gli asset russi sequestrati in Belgio, le finanze pubbliche degli Stati membri e la Bce, in un abbraccio che ogni giorno si fa sempre più rischioso. Ieri vi abbiamo riferito che il complesso schema finanziario con cui la Ue preleverebbe 90 miliardi dalla liquidità russa presso i conti di Euroclear in Belgio, contro il rilascio di un «pagherò» infruttifero ai belgi, consentendo così a Bruxelles di erogare il prestito a Kiev, e si concluderebbe con il «pagherò» che finisce in portafoglio alla Bce, sarebbe un finanziamento monetario, di fatto, degli Stati membri vietato dai Trattati.

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Lucio Malan: «La guerra non ci ha favoriti»
Lucio Malan (Imagoeconomica)
Il presidente dei senatori di Fdi: «Il popolo ha deciso. Alla sinistra non basterà per vincere le elezioni. La necessità di riforme rimane, a partire dalla legge elettorale».

Lucio Malan, da presidente dei senatori di Fdi si aspettava un risultato del genere?

«Speravo in un risultato diverso ma ne prendiamo atto. Il popolo italiano ha deciso».

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Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 24 marzo con Francesco Borgonovo

Netanyahu (per ora) si accoda a Trump: «La pace tutelerà i nostri interessi»
Benjamin Netanyahu (Ansa)
Tel Aviv sconta i buchi nelle difese. Netanyahu sente anche Vance sui negoziati e avverte: «Intanto andiamo avanti a bombardare». Il suo scopo è trasformare il Paese in hub energetico. L’Egitto già gli fa concorrenza.

Non si sa ancora se la pace sia a portata di mano o se sia un bluff di Donald Trump «per manipolare i mercati», come sostiene il suo presunto interlocutore, Esmaeil Baqaei, presidente del Parlamento iraniano. La testata israeliana Ynet news, ieri, affermava che Washington si darebbe 21 giorni per ulteriori incursioni militari e per negoziare con il nemico: la guerra dovrebbe finire il 9 aprile.

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Trump: «Accordo vicino, l’Iran non avrà l’atomica». Ma il regime lo smentisce
Donald Trump (Getty Images)
  • Il tycoon: «Tregua di 5 giorni, intesa in 15 punti». Teheran: «Manipola i mercati». I funzionari però confermano: colloqui in corso. Obiettivo fine guerra il 9 aprile.
  • Raid Idf contro il comando centrale dei pasdaran. Ancora esplosioni in Barhein.

Lo speciale contiene due articoli.

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