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Obiezione di coscienza per i farmacisti: dopo l’aborto spunta il gender

Cvs Pharmacy, la seconda più grande catena farmaceutica degli Stati Uniti, ha licenziato un farmacista che nei mesi scorsi si era rifiutato di vendere un farmaco per il trattamento ormonale finalizzato alla transizione di genere. In seguito ai reclami dell’interessato, la Cvs ha rilasciato pubbliche scuse specificando, in relazione al comportamento del farmacista: «Non riflette i nostri valori e il nostro impegno per l'inclusione, la non discriminazione e la fornitura di un'assistenza eccellente ai pazienti». Pertanto, il sig. «Hilde» Hall non ha intrapreso azioni legali.

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Deficit di attenzione e iperattività, troppe diagnosi frettolose sui bimbi
(IStock)
  • «Gli studi non sponsorizzati da case farmaceutiche mostrano che i casi non sono in aumento», spiega il neuroscienziato Giovanni Serpelloni. Si rischia la stigmatizzazione dei piccoli e l’abuso di farmaci.
  • l neuropsichiatra infantile Leonardo Zoccante: «Un tempo i “Giamburrasca” iniziavano a lavorare presto, mentre oggi le scuole devono seguirli fino a 16-18 anni. Gli smartphone accentuano i problemi».
  • C’è chi attenta alla libertà di giudizio dei ragazzi.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Altro che bus gratis e affitti ridotti. La New York di Mamdani è solo fuffa
Il primo cittadino di New York, Zohran Mamdani (Getty Images)
  • A quattro mesi dall’insediamento, il sindaco dem osannato dalle sinistre di mezzo mondo ha fatto dietrofront su tutte le sue promesse elettorali. Non basta: ha pure annunciato un piano di tagli alla spesa per 1,7 miliardi.
  • Le imposte erano già tra le più alte degli Usa. I nuovi balzelli stanno spostando imprenditori e manager verso la Florida.

Lo speciale contiene due articoli.

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Sara Kelany: «Sui reati la sinistra mente: solo con noi gli sbarchi calano»
Sara Kelany (Imagoeconomica)
La deputata Fdi: «I progressisti ci criticano? Loro stanno coi centri sociali. Mi battezzai dopo essermi convertita al Santo Sepolcro. Mio papà musulmano mi portò all’altare».
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Perché il Pakistan è diventato centrale nella crisi Iran-Usa
Ansa

Dopo il primo round di colloqui che non ha prodotto svolte, la diplomazia tra Stati Uniti e Iran resta in salita. In questo stallo emerge il Pakistan: negli ultimi mesi Islamabad ha rafforzato i rapporti con Washington e ora si propone come snodo decisivo per riaprire il dialogo.

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