
14 nuovi reati e 9 aggravanti in più. Il deputato dell’opposizione Bobo Giachetti riassume il Decreto sicurezza appena approvato alla camera con il tormentone di Giorgio Bracardi: «In galera!». Sottosegretario agli Interni Nicola Molteni, se vuole replicare ne ha facoltà.
«A fine 2023 il governo presenta tre disegni di legge sulla sicurezza dopo un confronto con i rappresentanti sindacali delle forze di polizia. Un mosaico organico e strutturale di proposte che poi diventano decreto e che rivendico con orgoglio. Un risultato storico fondamentale. Potranno ad esempio essere messe bodycam sulle divise dei poliziotti. E se qualcuno di loro andrà a processo, lo Stato li aiuterà anticipando le spese legali fino a 10.000 euro. Altro che galera. C’è tanta tutela e prevenzione».
Una proposta di legge che si arena nel percorso di approvazione fra Camera e Senato causa dissapori nella maggioranza. Quindi il governo la trasforma in decreto legge immediatamente esecutivo. Scelta già azzardata in campo penale. Da approvarsi senza emendamenti e con la fiducia. Altre critiche non infondate dell’opposizione...
«Ho partecipato ad oltre cento sedute di commissione fra Camera e Senato».
E le danno atto di questo…
«E non mi è mai capitato di vedere un testo normativo così approfondito e studiato. La verità? La sinistra è allergica alla sicurezza. Ed alle forze di polizia. Se vivi nei loft delle Ztl non sai più quello che accade in periferia. Affrontare il tema della sicurezza vuol dire difendere i più fragili. Ecco perché alla fine il governo ha accelerato».
Maggioranza accusata anche di non aver di fatto partecipato al dibattito finale. Non sapevate come difendere il provvedimento. Dice l’opposizione.
«Io invece ho visto un’opposizione senza idee ed argomenti. Balbettante e mai dalla parte delle nostre forze dell’ordine, accusate addirittura dal consiglio di Europa di profilare i cittadini in base a motivazioni razziali. Inaccettabile!».
Spedite le madri in galera con i loro bambini: una barbarie! Altra accusa dell’opposizione.
«Io credo che sia vergognoso ciò che fanno alcune borseggiatrici. Le cosiddette Lady Scippo. Usano la gravidanza come scudo per garantirsi l’impunità. È una battaglia della Lega da sempre. Abbiamo casi documentati di donne con 11 figli e 30 reati in fedina. Teoricamente 150 anni di galera. In pratica neppure un giorno di carcere».
Ci sanno fare con le scappatoie legali.
«Col ministro Piantedosi, ci siamo dati l’obiettivo di alzare il livello di sicurezza nelle stazioni e nelle metropolitane. Sono il biglietto da visita di una città. Frequentate da pendolari, lavoratori, turisti, pensionati e studenti. Abbiamo rafforzato i controlli militari - con l’operazione “strade sicure” - ed i presidi Polfer. Per le borseggiatrici in gravidanza il differimento dell’esecuzione della pena prima era obbligatorio. Ora invece il magistrato farà una valutazione. E se ci sarà una recidiva di comportamenti, la donna non va in galera, ma nelle Icam: istituti a custodia attenuata per le detenute madri. Accanto a questo, quello che io chiamo “daspo anti maranza”. Divieto di accesso in stazione per chi si è reso protagonista di condotte violente».
Fissati con quella che viene un po’ altezzosamente definita microcriminalità. Ma quando questa ti tocca è macro-criminalità.
«Per me tutto ciò che attenta alla libertà, alla proprietà ed alla vita è criminalità. La sinistra parla di “percezione di insicurezza”. È ridicolo. C’è la sicurezza e l’insicurezza. Altro che insicurezza percepita!».
Siete un governo autoritario perché impedirete le proteste in strada con la scusa del blocco alla circolazione!
«Falso! Non c’è nessuna repressione del dissenso, ma solo della criminalità. L’anno scorso ci sono state 12.300 manifestazioni, il 20% in più rispetto all’anno prima. Ma in quelle 12.300 manifestazioni abbiamo registrato il 127% in più di atti di violenza e di aggressione nei confronti delle forze di polizia. Il messaggio qual è?».
Qual è?
«Che manifestare, dissentire e protestare è sacrosanto. Ma la manifestazione del pensiero non può diventare guerriglia urbana. Quanto ai blocchi stradali, non c’è un diritto più importante dell’altro. C’è il diritto a manifestare secondo le regole e le prescrizioni di legge. Ma non puoi impedire ad un altro cittadino di arrivare puntuale al lavoro. O addirittura ad un’ambulanza di circolare».
Parliamo di «ladri di case». Per dirla alla Mario Giordano. Decreto timido?
«Io dico invece: “Game over”. La proprietà privata torna sacra con il reato di occupazione abusiva di immobile destinato a domicilio altrui. Articolo 634-bis del Codice penale. Fino a sette anni di carcere. Novità storica e rivoluzionaria. Grazie alla procedura accelerata, la polizia giudiziaria potrà immediatamente intervenire e sgomberare l’immobile in 24 ore. Cosa già avvenuta, peraltro. Io lo chiamo sgombero turbo. Sia chiaro. Si può ulteriormente migliorare la norma? Certo! Estendendo lo sgombero lampo anche alle abitazioni che non sono prima casa. Abbiamo infatti presentato come Lega già un emendamento ed anche una proposta di legge. Il decreto sicurezza non è un punto di arrivo ma di partenza».






