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Paragone è quel che è ma i censori sono peggio

Paragone è quel che è ma i censori sono peggio
Ansa

Non so quanti voltagabbana ci siano in Parlamento. A occhio direi molti, come molti sono stati nelle passate legislature. E però i giornali hanno deciso di prenderne di mira uno solo, o per lo meno uno che ritengono tale, ovvero Gianluigi Paragone, reo di essere stato un tempo filo leghista e poi di essersi candidato alle ultime elezioni con i 5 stelle. La scorsa settimana, per essersi discostato dalla linea grillina e aver votato contro la finanziaria, l'ex conduttore della Gabbia è stato espulso dai probiviri del partito. Avrebbe potuto finirla lì e traslocare tranquillamente nel gruppo Misto come hanno fatto in tanti, oppure nella Lega, ma Paragone invece si è permesso di reagire, attaccando il Movimento e di conseguenza (...)

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Le ragioni (reciproche) per ricucire
Un' immagine di archivio della base Usaf di Aviano (Ansa)
Il mercato nordatlantico è prezioso, ma pure noi siamo strategici per Washington: per lo sbocco mediterraneo, per le basi, nonché per la cooperazione su Difesa e spazio.

Le critiche di Donald Trump a Giorgia Meloni rappresentano un terremoto politico notevole: un terremoto che chiama direttamente in causa i rapporti tra Stati Uniti e Italia. Parliamo di una relazione antica, che - al di là delle questioni contingenti - poggia su basi solide.

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Oltre Trump si staglia l’incubo di vincoli Ue e volenterosi. E ora rispunta la «Nato europea». Cioè a trazione tedesca (o di Kiev?).

Diciamoci la verità: l’attacco personale è il primo favore politico che Donald Trump fa a Giorgia Meloni da quando è arrivato alla Casa Bianca. Per quasi un anno e mezzo, la presidente del Consiglio ha dovuto difendersi dall’accusa di essere subalterna all’uomo che prima ha messo a repentaglio le nostre esportazioni con i dazi, poi ha maltrattato gli alleati storici, ha minacciato l’indipendenza della Groenlandia e, infine, ha trascinato il mondo sull’orlo della peggior crisi energetica dagli anni Settanta. La prospettiva di una rottura con l’America, però, non è una buona notizia.

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Il Trump furioso fa bene alla Meloni
Giorgia Meloni (Ansa)
Difendendo il Papa e scaricando Stati Uniti e Israele, il governo si sintonizza di nuovo con l’opinione pubblica. Per Mannheimer il capo dell’esecutivo salirà al 45%.

Il giorno dopo l’attacco di Donald Trump, Giorgia Meloni si sveglia con la piacevole sensazione di essere di nuovo pienamente sintonizzata con l’opinione pubblica italiana.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 16 aprile

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 16 aprile con Carlo Cambi

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