Migranti ai valici usati come pusher. Maxi blitz al Brennero e Ventimiglia

Oltre 300 poliziotti impegnati nell’operazione coordinata dal Servizio centrale operativo, nelle province di Aosta, Bolzano, Como, Cuneo, Imperia, Gorizia, Torino, Trieste e Udine, per il contrasto al fenomeno del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nelle zone di frontiera. Lo sfruttamento dei migranti che tentano di entrare in modo irregolare in Italia o andare in Europa, da parte di bande criminali locali, soprattutto per spaccio di droga, è un fenomeno da sempre denunciato dalle forze dell’ordine e al quale i decreti del governo sull’immigrazione tentato di porre fine. L’operazione condotta dallo Sco e squadre mobili provinciali, con il supporto delle Sisco, dei reparti prevenzione crimine e di alcune unità di elicotteristi, ha evidenziato come le principali piazze di spaccio fossero, oltre ai giardini pubblici, le zone di retro valico, quelle poco distanti dall’uscita delle città di frontiera, ai confini con Austria, Francia e Svizzera.
La piccola criminalità faceva i suoi affari approfittando degli stranieri clandestini ai quali assicurava un sostentamento personale per la sopravvivenza. Infatti, nessuno ha collegamenti con gruppi terroristici. Sono state arrestate per stupefacenti e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina 44 persone, mentre 151 sono state denunciate per vari reati. Sequestrate inoltre 2.000 dosi di hashish e cocaina, più di 100 le sanzioni amministrative al codice della strada e per illeciti in attività commerciali. I controlli, oltre alle principali direttrici di transito lungo i confini, hanno riguardato anche le strutture ricettive e gli appartamenti di solito utilizzati dagli stranieri irregolari.
A Bolzano è stato arrestato un cittadino russo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, perché trasportava illegalmente 4 cittadini siriani senza documenti, mentre in provincia di Torino un arresto e 10 denunciati dopo i controlli di Internet point e market gestiti da stranieri. A Udine, dove particolare attenzione è stata riservata alle comunità che ospitano minori stranieri non accompagnati, è stata scoperta una ex caserma occupata illegalmente da circa 500 richiedenti asilo, molti dei quali già colpiti da provvedimenti di espulsione dall’Italia. E sempre a Udine i carabinieri del Ros hanno arrestato in flagranza un passeur iraniano di 23 anni che, a bordo di un furgone, trasportava in Italia 34 cittadini bengalesi prelevati ai confini con Austria e Repubblica ceca.
Bilancio importante anche dai controlli, ripristinati dallo scorso ottobre, ai valichi tra Trieste e la Slovenia, la porta dell’Europa per chi arriva dalla rotta balcanica. La polizia di frontiera ha arrestato 90 persone, di cui 50 per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In totale, sono invece 362 le persone denunciate per crimini cosiddetti transfrontalieri, cioè importazione di sostanze stupefacenti, possesso di armi e contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Durante i controlli, realizzati ai valichi anche di Gorizia, Cividale del Friuli e Tarvisio, sono state identificate oltre 50.000 persone e sequestrati numerosi veicoli, molti dei quali utilizzati per favorire il passaggio irregolare.
Molte persone sono state denunciate perché hanno tentato di far entrare nel territorio italiano carburante senza il versamento delle accise previste, o preziosi frutto di riciclaggio.






