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2025-06-15
Miami apre il nuovo Mondiale per Club
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La cerimonia d'apertura del Mondiale per Club all'Hard Rock Stadium (Ansa)
La prima edizione del ricchissimo torneo organizzato dalla Fifa ha preso il via negli Stati Uniti con uno spettacolo in perfetto stile americano, tra musica, leggende del calcio e show. Nel match d’esordio l’Inter Miami di Messi e Suarez non va oltre lo 0-0 con gli egiziani dell’Al Ahly. Martedì 17, alle 3 italiane, tocca all’Inter, in campo a Los Angeles contro i messicani del Monterrey. La Juventus, invece, è attesa il giorno dopo a Washington dagli emiratini dell’Al-Ain.
Non è (ancora) il Super Bowl, ma l’ambizione e l’atmosfera puntano dritte in quella direzione. Il calcio mondiale apre a Miami una nuova era, e lo fa in perfetto stile americano: musica, spettacolo, luci, bandiere, fuochi d’artificio, spalti pieni di colori e persino un tocco di leggenda con icone del pallone sedute fianco a fianco in tribuna, da Roberto Baggio a Ronaldo il Fenomeno accanto al presidente della Fifa Gianni Infantino. Solo il campo, alla fine, resta a bocca asciutta: lo 0-0 tra Inter Miami e Al Ahly, in realtà avrebbe potuto regalare ben più di un gol, ma a negarlo sono stati due portieri in stato di grazia.
Tra rapper internazionali e un pubblico in festa l’inaugurazione del primo Mondiale per club a 32 squadre si è trasformata in uno show che ha ricalcato in tutto e per tutto lo sport made in Usa, dallo stile Nfl con coreografie, luci, musica e brandizzazione come elementi portanti, all'intrattenimento che fa da cornice a una qualsiasi partita Nba, con l’ingresso in campo dei calciatori personalizzato - non più le due squadre che entrano in fila indiana accompagnate dai bambini e precedute dalla terna arbitrale, ma l’ingresso uno a uno, chiamati per nome dallo speaker, quasi fosse una sfilata - e l’half time show affidato a una sfida a ostacoli tra leggende del calcio e volti iconici del web. Sotto gli occhi divertiti di Messi e Suarez - che al rientro in campo si abbracciano con Pepe, Youri Djorkaeff e Alessandro Del Piero - si esibiscono in una gara improvvisata anche Kakà, il Kun Agüero e lo youtuber iShowSpeed, trascinatore del pubblico. Un mix tra calcio e intrattenimento che sintetizza alla perfezione il dna di questo nuovo Mondiale per club: un evento globale costruito per unire sport, spettacolo e racconto social.
«Il calcio unisce il mondo» è lo slogan che campeggia un po’ ovunque e con cui la Fifa ha deciso di dare il via a questo nuovo torneo. Nel prepartita è toccato a Swae Lee e French Montana infiammare il prato dell’Hard Rock Stadium di Miami con Unforgettable, tra ballerini, coriandoli, luci stroboscopiche ed effetti speciali. Poi un gruppo di performer è entrato in campo portando gli stemmi dei 32 club qualificati e li ha incollati uno a uno su un enorme cartellone dorato con il logo Fifa, mentre gli speaker ricordavano in diffusione che questa è per il calcio mondiale «l’alba di una nuova era». Il pubblico, 60.927 spettatori, ha risposto con entusiasmo: il colpo d’occhio è forte, tra il rosso acceso dei tifosi egiziani dell’Al Ahly - molto più «rumorosi» e «caldi» del pubblico di casa - e il rosa iconico delle magliette dell’Inter Miami, con il 10 di Messi stampato dietro come fosse una reliquia e il trofeo ben posizionato a bordocampo, a ricordare che si gioca per qualcosa. Ma la partita, almeno questa prima, per quanto riguarda lo spettacolo e i gol si è fermata all’apparenza. L’Inter Miami e l’Al Ahly non si sono fatti male. Il match è finito 0-0 ma avrebbe potuto regalare più di una festa sugli spalti. L'Al Ahly ha messo in seria difficoltà la squadra di Messi, salvata nel primo tempo da un insuperabile Ustari. Nella ripresa, invece, il campione argentino ha preso per mano la formazione americana guidata da Mascherano, e ha provato a vincere la partita, ma la traversa e il portiere El Shenawy gli hanno negato il gol.
Il primo tempo si apre con l’Al Ahly subito aggressivo. Al 5’, Abou Ali si presenta solo davanti a Ustari, ha tutto il tempo per scegliere dove piazzare il pallone, ma si perde sul più bello e il portiere argentino si oppone con sicurezza, salvando la sua squadra dall’immediato svantaggio. L’Al Ahly gioca con una solida organizzazione difensiva, pronta a ripartire in velocità, mentre l’Inter Miami tenta timidamente di prendere in mano il gioco senza però riuscirci con continuità. Le occasioni per gli egiziani continuano a susseguirsi, con Trezeguet e Ashour che si rendono pericolosi più volte, ma Ustari risponde presente ogni volta, diventando il vero protagonista della prima frazione. Al 41’, un rigore concesso all’Al Ahly, battuto da Trezeguet, viene parato da Ustari con un doppio intervento prodigioso. Il primo tempo si chiude dunque sullo 0-0, con l’Inter Miami che deve molto alle prodezze del suo portiere. Nella ripresa, la squadra di casa cambia marcia. Messi si fa trovare pronto, tenta tiri da fuori area e punizioni velenose che sfiorano il gol, mentre El Shenawy diventa un muro invalicabile dall’altra parte. L’Inter Miami sembra avere più convinzione e spinge con maggior decisione, mentre l’Al Ahly accusa il calo di ritmo dopo l’intenso primo tempo. Al 65’, la punizione di Messi sfiora il palo, accendendo l’entusiasmo dello stadio. Nel finale, è proprio il numero 10 argentino a sfiorare il gol con un sinistro velenoso che centra la traversa, seguito da una grande parata di El Shenawy su un colpo di testa di Falcon. Nonostante l’assedio finale, il risultato non si schioda: 0-0, con i due portieri a fare da protagonisti assoluti in una partita ricca di occasioni ma priva di gol. Nessun gol nel match d’esordio, ma è solo il primo passo. Questo Mondiale per club, nella versione ambiziosa voluta da Infantino, è un torneo-laboratorio, un palcoscenico che serve a testare la portata globale del nuovo calcio pensato dalla Fifa. In campo non si è vista la rivoluzione, almeno non ancora. Ma fuori, tra le luci di Miami, l’atmosfera era già quella del grande evento. E questo, per ora, è quel che basta alla regia. Ai tifosi e al pubblico, è ancora presto per dirlo.
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La prima edizione del ricchissimo torneo organizzato dalla Fifa ha preso il via negli Stati Uniti con uno spettacolo in perfetto stile americano, tra musica, leggende del calcio e show. Nel match d’esordio l’Inter Miami di Messi e Suarez non va oltre lo 0-0 con gli egiziani dell’Al Ahly. Martedì 17, alle 3 italiane, tocca all’Inter, in campo a Los Angeles contro i messicani del Monterrey. La Juventus, invece, è attesa il giorno dopo a Washington dagli emiratini dell’Al-Ain.Non è (ancora) il Super Bowl, ma l’ambizione e l’atmosfera puntano dritte in quella direzione. Il calcio mondiale apre a Miami una nuova era, e lo fa in perfetto stile americano: musica, spettacolo, luci, bandiere, fuochi d’artificio, spalti pieni di colori e persino un tocco di leggenda con icone del pallone sedute fianco a fianco in tribuna, da Roberto Baggio a Ronaldo il Fenomeno accanto al presidente della Fifa Gianni Infantino. Solo il campo, alla fine, resta a bocca asciutta: lo 0-0 tra Inter Miami e Al Ahly, in realtà avrebbe potuto regalare ben più di un gol, ma a negarlo sono stati due portieri in stato di grazia.Tra rapper internazionali e un pubblico in festa l’inaugurazione del primo Mondiale per club a 32 squadre si è trasformata in uno show che ha ricalcato in tutto e per tutto lo sport made in Usa, dallo stile Nfl con coreografie, luci, musica e brandizzazione come elementi portanti, all'intrattenimento che fa da cornice a una qualsiasi partita Nba, con l’ingresso in campo dei calciatori personalizzato - non più le due squadre che entrano in fila indiana accompagnate dai bambini e precedute dalla terna arbitrale, ma l’ingresso uno a uno, chiamati per nome dallo speaker, quasi fosse una sfilata - e l’half time show affidato a una sfida a ostacoli tra leggende del calcio e volti iconici del web. Sotto gli occhi divertiti di Messi e Suarez - che al rientro in campo si abbracciano con Pepe, Youri Djorkaeff e Alessandro Del Piero - si esibiscono in una gara improvvisata anche Kakà, il Kun Agüero e lo youtuber iShowSpeed, trascinatore del pubblico. Un mix tra calcio e intrattenimento che sintetizza alla perfezione il dna di questo nuovo Mondiale per club: un evento globale costruito per unire sport, spettacolo e racconto social.«Il calcio unisce il mondo» è lo slogan che campeggia un po’ ovunque e con cui la Fifa ha deciso di dare il via a questo nuovo torneo. Nel prepartita è toccato a Swae Lee e French Montana infiammare il prato dell’Hard Rock Stadium di Miami con Unforgettable, tra ballerini, coriandoli, luci stroboscopiche ed effetti speciali. Poi un gruppo di performer è entrato in campo portando gli stemmi dei 32 club qualificati e li ha incollati uno a uno su un enorme cartellone dorato con il logo Fifa, mentre gli speaker ricordavano in diffusione che questa è per il calcio mondiale «l’alba di una nuova era». Il pubblico, 60.927 spettatori, ha risposto con entusiasmo: il colpo d’occhio è forte, tra il rosso acceso dei tifosi egiziani dell’Al Ahly - molto più «rumorosi» e «caldi» del pubblico di casa - e il rosa iconico delle magliette dell’Inter Miami, con il 10 di Messi stampato dietro come fosse una reliquia e il trofeo ben posizionato a bordocampo, a ricordare che si gioca per qualcosa. Ma la partita, almeno questa prima, per quanto riguarda lo spettacolo e i gol si è fermata all’apparenza. L’Inter Miami e l’Al Ahly non si sono fatti male. Il match è finito 0-0 ma avrebbe potuto regalare più di una festa sugli spalti. L'Al Ahly ha messo in seria difficoltà la squadra di Messi, salvata nel primo tempo da un insuperabile Ustari. Nella ripresa, invece, il campione argentino ha preso per mano la formazione americana guidata da Mascherano, e ha provato a vincere la partita, ma la traversa e il portiere El Shenawy gli hanno negato il gol.Il primo tempo si apre con l’Al Ahly subito aggressivo. Al 5’, Abou Ali si presenta solo davanti a Ustari, ha tutto il tempo per scegliere dove piazzare il pallone, ma si perde sul più bello e il portiere argentino si oppone con sicurezza, salvando la sua squadra dall’immediato svantaggio. L’Al Ahly gioca con una solida organizzazione difensiva, pronta a ripartire in velocità, mentre l’Inter Miami tenta timidamente di prendere in mano il gioco senza però riuscirci con continuità. Le occasioni per gli egiziani continuano a susseguirsi, con Trezeguet e Ashour che si rendono pericolosi più volte, ma Ustari risponde presente ogni volta, diventando il vero protagonista della prima frazione. Al 41’, un rigore concesso all’Al Ahly, battuto da Trezeguet, viene parato da Ustari con un doppio intervento prodigioso. Il primo tempo si chiude dunque sullo 0-0, con l’Inter Miami che deve molto alle prodezze del suo portiere. Nella ripresa, la squadra di casa cambia marcia. Messi si fa trovare pronto, tenta tiri da fuori area e punizioni velenose che sfiorano il gol, mentre El Shenawy diventa un muro invalicabile dall’altra parte. L’Inter Miami sembra avere più convinzione e spinge con maggior decisione, mentre l’Al Ahly accusa il calo di ritmo dopo l’intenso primo tempo. Al 65’, la punizione di Messi sfiora il palo, accendendo l’entusiasmo dello stadio. Nel finale, è proprio il numero 10 argentino a sfiorare il gol con un sinistro velenoso che centra la traversa, seguito da una grande parata di El Shenawy su un colpo di testa di Falcon. Nonostante l’assedio finale, il risultato non si schioda: 0-0, con i due portieri a fare da protagonisti assoluti in una partita ricca di occasioni ma priva di gol. Nessun gol nel match d’esordio, ma è solo il primo passo. Questo Mondiale per club, nella versione ambiziosa voluta da Infantino, è un torneo-laboratorio, un palcoscenico che serve a testare la portata globale del nuovo calcio pensato dalla Fifa. In campo non si è vista la rivoluzione, almeno non ancora. Ma fuori, tra le luci di Miami, l’atmosfera era già quella del grande evento. E questo, per ora, è quel che basta alla regia. Ai tifosi e al pubblico, è ancora presto per dirlo.
«Gina Lollobrigida - Diva Contesa» (HBO Max)
Soprattutto, è un tentativo di capire cos'abbia segnato gli ultimi momenti della sua esistenza e cosa abbia portato all'esplosione mediatica di quel che, poi, è stato ribattezzato come vero «caso». La serie televisiva, tre episodi disponibili online a partire da venerdì 3 aprile, percorre veloce l'epoca dei fasti, quasi ad averne bisogno come contrappunto. Come alibi, come a dire che non è sempre stato così, che un'alternativa, una finestra in cui la Lollo sia stato altro, c'è stata, splendida e ampia. Gli esordi, il cinema, la consacrazione a diva. Poi, verso la fine, l'involuzione. E, nel mezzo, una riflessione sulla fama, gioie e dolori.
Gina Lollobrigida - Diva Contesa, pur restituendo un'immagine vivida dell'attrice, corre veloce fino agli anni precedenti la sua morte. Quelli in cui Javier Rigau, imprenditore spagnolo che si dice abbia frequentato la Lollo sin dal 1976, dai suoi quindici anni contro i quarantanove di lei, ha provato a vendersi come marito dell'attrice, cercando parimenti di allungare le mani sul suo patrimonio. Lo spagnolo, la cui esistenza è stata tenuta segreta fino al 2006, quando la diva ha reso nota l'intenzione di voler convolare a nozze, avrebbe sposato l'attrice per procura, il 29 novembre 2011. Avrebbe, perché la Lollobrigida in seguito ha dichiarato di non aver mai delegato le proprie funzioni.
Dunque, l'intervento di Papa Francesco, che nel 2019 ha chiesto alla Sacra Rota di annullare il matrimonio, definito inesistente. Rigau non avrebbe mai ricoperto il ruolo di marito. Eppure, negli anni, sarebbe riuscito a instaurare un ottimo rapporto con il figlio dell'attrice, Milko Skofic. Ed è con lui che, alla morte dell'amata, avvenuta il 16 gennaio 2023, ha polemizzato. La ripartizione dei beni della diva, stimati tra i dieci e i venti milioni di valore, sarebbe stata ingiusta. Di qui, la richiesta di avere oltre un milione di euro di eredità. Una richiesta giudicata folle e sconsiderata da Andrea Piazzolla, assistente di Gina Lollobrigida. Sono stati questi tre uomini, Rigau, Piazzolla e Skofic, a mettere in piedi il gran caso della diva contesa, ciascuno promettendo e strepitando di conoscerla meglio degli altri e di loro amarla. Sono stati loro ad accusarsi, reciprocamente, di plagio e ruberie, di truffa, senza però arrivare ad un dunque. Rigau, che da quel gennaio 2023 reclama il ruolo di vedovo ufficiale, è stato escluso dal testamento della Lollo, la quale ha deciso, invece, di lasciare metà del suo patrimonio al figlio, metà all'assistente.
Nulla di sindacabile, sulla carta. Peccato, però, che negli anni i beni dell'attrice si siano notevolmente ridotti. Quel tesoretto di dieci-venti milioni di euro, comprensivo dell'arcinota e magnifica villa sull'Appia Antica, è stato eroso, lasciando spazio a debiti e ombre. Piazzolla, nel frattempo, è stato condannato per aver sottratto alla diva parti consistenti del suo patrimonio, negli anni compresi fra il 2013 e il 2018. Ma la condanna non lo ha portato a perdere i propri diritti sul lascito della Lollobrigida, conteso come da titolo dello show.
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