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Merz abbatte il prezzo dell’energia per legge

Merz abbatte il prezzo dell’energia per legge
Friedrich Merz (Ansa)
Con l’ok di Ursula, il governo tedesco approva un massiccio intervento sul settore elettrico che prevede una tariffa industriale bloccata a 50 euro al Megawattora per tre anni, a partire dal prossimo gennaio. Antonio Gozzi (Federacciai): «Si spiazza la concorrenza».

Ci risiamo. La Germania decide di giocare da sola e sussidia la propria industria energivora, mettendo in difficoltà gli altri Paesi dell’Unione. Sempre pronta a invocare l’unità di intenti quando le fa comodo, ora Berlino fa da sé e fissa un prezzo politico dell’elettricità, distorcendo la concorrenza e mettendo in difficoltà i partner che non possono permettersi sussidi. Avvantaggiata sarà l’industria energivora tedesca (acciaio, chimica, vetro, automobile).

Il governo tedesco ha approvato giovedì sera un massiccio intervento sul mercato elettrico che prevede un prezzo industriale fissato a 50 euro a Megawattora per tre anni, a partire dal prossimo gennaio, accompagnato da un nuovo programma di centrali «a capacità controllabile», cioè centrali a gas mascherate da neutralità tecnologica, da realizzare entro il 2031. Il sistema convivrebbe con l’attuale attuale meccanismo di compensazione dei prezzi dell’energia, già in vigore, come ha confermato il ministro delle finanze Lars Klingbeil. La misura dovrebbe costare attorno ai 10 miliardi di euro, anche se il governo parla di 3-5 miliardi finanziati dal Fondo per il clima e la trasformazione. Vi sono già proteste da parte delle piccole e medie imprese tedesche, che non godranno del vantaggio.

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«Se l’Europa resta con queste regole finirà per disgregarsi»
Giovanni Tria (Ansa)
L’ex ministro Giovanni Tria: «I Volenterosi sono stati un punto di svolta, ora ogni Stato va per conto suo. L’asse italo-tedesco rafforzerà le imprese».

I capi di Stato e di governo europei si sono riuniti nelle stesse stanze del castello di Alden Biesen, lì dove nel Seicento sedevano i membri dell’ordine teutonico. Oggi i Paesi europei hanno scelto le Fiandre per provare a costruire una nuova Europa, perché il tempo è scaduto e l’economia del continente ha necessità di rialzarsi: il rischio è quello di soccombere. Lo sa bene Giovanni Tria, economista ed ex ministro dell’Economia del primo governo Conte.

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Nino Di Matteo (Imagoeconomica)

Bufera per le parole del ministro. Però gli ultrà del No dimenticano che perfino la toga (oggi contro la Riforma) paragonò il sistema correntizio alla criminalità organizzata.

Clicca qui per guardare il video dell'intervento del pm Nino Di Matteo all'assemblea dell'Anm del 2019.

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«Molti dem nell’urna voteranno Sì»
Stefano Ceccanti (Ansa)
Il costituzionalista Stefano Ceccanti, ex parlamentare Pd: «La riforma è la logica conseguenza della modifica alla Costituzione del 1999, votata dalla sinistra. Mi preoccupa l’Anm schierata: i cittadini vedranno i magistrati come una parte».
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Edicola Verità | la rassegna stampa del 16 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 16 febbraio con Flaminia Camilletti

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