Vacanze pasquali a chilometro zero. O poco ci manca. Tra tensioni geopolitiche e rincari alle stelle, le festività che generalmente aprono alla primavera e a viaggi fuori casa difficilmente porteranno gli italiani a muoversi, soprattutto oltre i confini nazionali. Secondo le previsioni dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, i rincari record del carburante e il caro voli lasciano poco spazio alla fantasia dei 9 milioni di italiani che il prossimo weekend di Pasqua si metteranno in viaggio.
Chi ad esempio sta meditando un last minute Milano-Londra, dovrà svuotare il portafoglio di circa il doppio rispetto al 2025, per un surplus medio del 23% su tutti i voli e dell’11% sui treni. A dare la misura dell’impatto che la guerra in Iran e questa precisa congiuntura storica stanno avendo sui prezzi, però, è soprattutto il confronto con il mese precedente. Rispetto a quello che avrebbe potuto essere il costo di una gita fuori porta in un ordinario weekend di marzo, i viaggi in treno durante i giorni pasquali costeranno il 47% in più, con picchi fino al 65% per le tratte Milano-Bologna. Chi dovrà allungare il viaggio fino a Napoli, rispetto ai 178 euro di marzo ne pagherà quasi 300.
Non va meglio a chi decide di viaggiare in aereo visto che i voli nazionali salgono del 67%, con picchi del 131% in più per la tratta Torino-Palermo. Anche chi per qualche giorno vorrà lasciarsi alle spalle il Belpaese, dovrà vedersela con biglietti maggiorati di circa il 62%. E, da circa 200 euro, un volo Roma-Parigi schizza a 389 euro.
Anche chi vorrebbe affidarsi al buon vecchio pullman non ha scampo. Per quanto resti uno dei mezzi di trasporto più economici, in realtà è quello che registra i rincari più alti, in media del 72%. Particolarmente costosa la tratta Roma-Cosenza che il prossimo weekend balzerà da 32 a quasi 70 euro. Dati a fronte dei quali si prevede che a Pasqua solo una famiglia su sette, pari a circa 3,8 milioni di nuclei familiari, deciderà di trascorrere le festività fuori casa. Soprattutto studenti e lavoratori fuorisede che torneranno a casa per stare con parenti e amici. Tra i pochi che si concederanno un viaggio, il 96% resterà in Italia approfittando dell’ospitalità di qualche conoscente oppure affidandosi a soluzioni low cost come Bed and Breakfast, agriturismi o appartamenti in affitto. Spostamenti che verranno effettuati soprattutto in auto anche se, rispetto all’anno scorso, la benzina è salita del 4% e il diesel del 26%. Questo perché il taglio delle accise deciso dal governo, e che scadrà il prossimo 7 aprile, è di fatto azzerato da aumenti e fenomeni speculativi che continuano a spingere verso l’alto le quotazioni del petrolio nei mercati internazionali.
In questi giorni il Brent è arrivato a 110 dollari al barile raggiungendo i livelli più alti dal 2022. Un’impennata di oltre il 50% nell’ultimo mese proprio a causa della grave interruzione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Oscillazioni straordinarie che si sommano a rincari ormai sistematici. «Ogni anno denunciamo queste maggiorazioni spropositate e ingiustificate ma ancora non si è deciso di porre dei limiti», denuncia Federconsumatori. «Conoscendo queste dinamiche, molti si sono organizzati da tempo, prenotando il biglietto con largo anticipo ma non sempre è possibile. Per questo riteniamo che, in una fase di rincari come quella attuale, è arrivato il momento di porre un faro su questi sovrapprezzi, che spesso si accompagnano a ritardi e disservizi».