Meloni da Atreju: «Non lasceremo l'Ue a chi la trasforma in Unione sovietica»

Meloni è un fume in piena e ne ha per tutti, viene toccato quasi ogni argomento, ma è soprattutto di Europa che si parla. Quel «sogno europeo del quale noi ci nutriamo dal secolo scorso: qui a Roma 66 anni fa il sogno di pochi diventò la speranza di molti, fu qui a Roma che tra le righe di un trattato si definì il concetto di comunità d'Europa», ma «comunisti e socialisti votarono contro preferendo l'adesione all'internazionale socialista. I loro discendenti non vengano a darci lezioni sull'Europa». Oggi, aggiunge: «la difendiamo da chi ne vorrebbe fare un surrogato dell’Unione sovietica». È alle prossime elezioni europee che pensa Meloni dal palco di Atreju definendole: «Un memorabile appuntamento con la storia». Torna a parlare anche dell’accordo firmato con il premier albanese Edi Rama sulla gestione della crisi migratoria: «Voglio ringraziare Ursula von der Leyen (presidente della commissione europea, ndr)», perché ha definito l'accordo italiano con l'Albania un «caso di 'thinking out of the box': è importante» perché «La risposta che abbiamo ottenuto è che questo accordo è un caso di persone che cercano soluzioni nuove a un problema antico».
Ricorda che «Atreju è un appuntamento unico nel suo genere, luogo per eccellenza dove le idee si incontrano e si scontrano» e attacca il leader del partito democratico Elly Schlein per non aver accettato l’invito a partecipare: «Mi ha ricordato 'Ecce Bombo' di Nanni Moretti. 'Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?' Faccio una citazione di sinistra...» sorride Meloni.
Poi si rivolge ai giovani, e tira una stoccata agli influencer, nello specifico a Chiara Ferragni: «Il modello da seguire non sono gli influencer» che sui social promuovono «carissimi panettoni il cui ricavato servirà solo ad arricchire cachet. Il modello da seguire è l'eccellenza italiana, dire ai giovani che creare quei prodotti è più straordinario che limitarsi a mostrarli».
Sul reddito di cittadinanza ribadisce la sua posizione: L'abolizione del reddito di cittadinanza? «Lo rifarei mille volte. Occorre distinguere tra chi può lavorare e chi no, si chiama giustizia. Io non intendo comprare il consenso della gente» spiega.
«Alle donne italiane dico: 'denunciate, siete libere'. Le leggi ci sono» ma «siamo ancora lontani dallo sradicare il cancro» dei femminicidi. «L'amore è incompatibile con il possesso, se amiamo qualcuno vogliamo rafforzare la sua libertà. Faremo tutto il possibile» non solo «per le donne italiane». Continuando a parlare di donne, torna sulla maternità surrogata: «I bambini non sono un oggetto, non si comprano e non si vendono. La maternità non è un business. Per questo sono fiera che grazie ai nostri parlamentari la maternità surrogata diventerà presto un reato universale».
Parte del suo intervento è dedicato a Caivano. «In Italia non ci devono più essere zone franche, nelle quali lo Stato indietreggia, sparisce e a Caivano noi vogliamo dimostrare che le cose possono cambiare, che piegarsi alla Camorra non è l'unica opzione. Noi abbiamo riportato le forze dell'ordine per dire ai criminali che, con noi al governo, non vi conviene sfidare lo Stato perchè, non ci facciamo intimidire e risponderemo colpo su colpo», ha proseguito. «Vogliamo fare di Caivano un modello da esportare poi in tutte le altre Caivano d'Italia. Non è una cosa facile, ma sono convinta che noi non siamo stati scelti per fare cose facili e che dobbiamo mettere la faccia su cose su cui gli altri non l'avevano messa». E aggiunge: «Caivano è un territorio che era stato abbandonato dallo Stato. Voglio ringraziare di cuore le forze dell'ordine che presidiano quel territorio, uomini e donne talvolta figli e figlie di quei territori che hanno scelto la libertà e la legge che difende quella libertà. Storie da raccontare che nessuno scrittore racconta, forse perché i camorristi fanno vendere molto di più, ci si fanno le serie televisive, regalano celebrità, ricchezza e magari un pulpito da New York da cui dare lezioni di legalità agli italiani, sempre si intende a pagamento». Dice riferendosi chiaramente allo scrittore Roberto Saviano.
Meloni rivendica la bontà dell’operato del suo governo, dai risultati economici ai dati sul lavoro, parla del centrodestra e non dimentica di ringraziare anche chi non c’è più: «Grazie a Silvio Berlusconi». Non mancano le note di colore. «Grazie tesò» risponde il premier a una persona del pubblico che la incoraggia. Al termine dell’evento si commuove mentre abbraccia i volontari di Fratelli d’Italia e il pubblico canta «Oh mamma mamma sai perché mi batte il corazon? Ho visto la Meloni, ho visto la Meloni».






