{{ subpage.title }}

True

Meglio tardi che mai, ora però si vada fino in fondo

Meglio tardi che mai, ora però si vada fino in fondo
ANSA

«Non dirò una sola parola». Così il Papa aveva commentato il memoriale di Carlo Maria Viganò, con cui l'ex nunzio apostolico negli Stati Uniti lo accusava di aver saputo da tempo delle molestie sessuali del cardinale Theodore Edgar McCarrick. Invece, dopo aver taciuto per un mese e mezzo e invitato i giornalisti a farsi da soli un'idea sulla vicenda, il Pontefice ha deciso di parlare e di rispondere alle accuse dell'arcivescovo, pur senza nominarlo mai.

A scorrere le date e rileggere il comunicato della Santa Sede, le domande vengono spontanee. Ma che cosa è stato fatto dal settembre del 2017 al luglio del 2018? Perché, di fronte alle segnalazioni, il Pontefice ha atteso quasi un anno prima di sospendere McCarrick togliendogli la berretta cardinalizia? Se il 16 luglio non fosse stato pubblicato un articolo sul New York Times, Bergoglio il 27 avrebbe «accettato» le dimissioni dell'arcivescovo o lo avrebbe lasciato al suo posto per altro tempo?

Domande legittime, anche perché su questa vicenda lo stesso comunicato di ieri ammette che non è ancora detta la parola fine. Nella nota si fa riferimento ad altre accuse portate contro McCarrick, al punto che il Santo Padre avrebbe disposto di integrare le informazioni raccolte tramite l'investigazione con un ulteriore, accurato studio dell'intera documentazione presente negli archivi vaticani. In pratica, Bergoglio dice di voler aprire gli armadi per scoprire se - come ha sostenuto Viganò nel memoriale pubblicato in esclusiva mondiale dalla Verità - ci sono scheletri. L'ex nunzio, nel documento, accusava molti prelati di essere a conoscenza dei fatti che riguardavano McCarrick, denunciando l'esistenza di un dossier fatto preparare da Benedetto XVI, il quale avrebbe anche disposto la destituzione di McCarrick.

Che fine hanno fatto quei documenti? Perché il cardinale, nonostante in molti fossero a conoscenza delle molestie ai danni di giovani seminaristi, è stato lasciato libero di agire e di continuare la sua opera di predatore sessuale? Dopo aver cercato di minimizzare le accuse e di screditare lo stesso Viganò, descrivendolo come un uomo avido e rancoroso, con la nota diffusa in rete la Santa Sede fa marcia indietro e si dichiara «consapevole che dall'esame dei fatti e delle circostanze potrebbero emergere delle scelte che non sarebbero coerenti con l'approccio odierno a tali questioni». Tradotto, significa che in Vaticano temono altre sgradevoli sorprese a proposito dell'affaire McCarrick, per esempio sulle coperture di cui il cardinale ha goduto a lungo, coperture che avrebbero consentito per anni l'insabbiamento delle accuse rivolte contro di lui.

Insomma, dopo aver liquidato il dossier dell'ex nunzio come una «comunicazione», evitando di dargli valore e dichiarando di non avere intenzione di dare alcuna risposta, scosso dalle reazioni nel mondo cattolico, papa Francesco ha deciso di cambiare linea, annunciando guerra senza quartiere «alla grave piaga degli abusi dentro e fuori la Chiesa». Tuttavia, se da un lato il Pontefice si è deciso a parlare con una nota, dall'altro tace su due passaggi fondamentali del memoriale di Viganò. Bergoglio, pur riconoscendo che nel settembre di un anno fa il Vaticano ricevette segnalazioni sul comportamento di McCarrick, nulla dice a proposito della testimonianza dell'ex nunzio, il quale asserisce di avergli rivelato su sua richiesta non solo il passato di predatore sessuale di giovani seminaristi, ma anche l'esistenza di un fascicolo a carico del cardinale. L'ex nunzio, dunque, non punta il dito solo contro l'arcivescovo di Washington, ma anche contro lo stesso Pontefice. Viganò, poi, non parla solo di pedofilia, ma sostiene che in Vaticano ci sia una lobby gay che ha consentito a McCarrick e ad altri di operare senza che nessuno intervenisse. Ecco, noi apprezziamo che il Santo Padre abbia deciso di non ignorare il dossier che abbiamo pubblicato, ma ora deve rispondere sul nocciolo della questione sollevata dall'ex nunzio: sapeva o no degli abusi commessi dal cardinale? E in caso affermativo, perché non agì?

Continua a leggereRiduci
L’ultimo schiaffo sui controlli a Crans: «Non effettuati per carenza di fondi»
L'ingresso de Le Constellation a Crans Montana (Ansa)
L’ex responsabile municipale per la sicurezza, interrogato, accampa scuse surreali: scarsità di risorse e guai con i computer avrebbero impedito le verifiche al Le Constellation, in uno dei cantoni più ricchi di Svizzera.

I controlli antincendio non venivano eseguiti perché mancava il personale, i fondi stanziati dal Comune non erano sufficienti e il gestionale che doveva mandare agli impiegati pubblici gli alert per le scadenze delle verifiche, era fuori uso. E lo è rimasto per anni.

Continua a leggereRiduci
La Takaichi conquista anche i mercati. E Trump la chiama in chiave anti-Cina
Il premier giapponese Takaichi Sanae (Ansa)
Record della Borsa di Tokyo dopo la super vittoria della leader conservatrice. Adesso via al taglio delle tasse, ma senza follie.

La super vittoria elettorale di Sanae Takaichi segna una svolta profonda per il Giappone, soprattutto sul terreno economico. Con la conquista della maggioranza dei due terzi alla Camera bassa, il Partito liberal democratico ottiene per la prima volta nella sua storia una «super maggioranza» che consegna alla premier un capitale politico senza precedenti.

Continua a leggereRiduci

Lo ha dichiarato l’europarlamentare di Fratelli d'Italia Alberico Gambino durante la sessione plenaria di Strasburgo.

Il bazooka di Orcel: 30 miliardi di dividendi
Andrea Orcel (Ansa)
Dopo gli stop alle operazioni Bpm e Commerzbank, Unicredit cambia spartito: meno shopping compulsivo, più investimenti in tecnologia. Nel 2026 si prevedono ricavi netti per oltre 25 miliardi e utile intorno a 11 miliardi. Analisti e mercati apprezzano.

Il momento d’oro delle banche non accenna a scolorire. Anzi, luccica sempre di più. Dopo i conti record di Bper e Intesa Sanpaolo, anche Unicredit sale sul podio. Numeri robusti, dividendi muscolari e una strategia che, per una volta, dice una cosa semplice in un mondo complicato: meglio crescere bene che comprare male.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy