2023-04-13
Quando l’«antimoderno» Pound influenzò l’analisi dei nuovi media di McLuhan
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Marshall McLuhan (Getty Images)
Il celebre sociologo americano, creatore del concetto di «villaggio globale», intrattenne un lungo rapporto epistolare col poeta, mutuando da lui concetti chiave per le sue teorie.Pochi pensatori hanno anticipato e messo a fuoco i temi portanti di questa epoca quanto il sociologo e massmediologo canadese Marshall McLuhan. Anche chi non ne ha mai sentito parlare deve sapere che, ogni volta che usa l’espressione, ormai colloquiale, di «villaggio globale» sta, in qualche modo, citando McLuhan, dato che fu lui a coniare quel concetto apparentemente ossimorico in un libro del 1989. Un altro tema caro allo studioso nordamericano, definito talvolta il «metafisico dei mass media», è quello sintetizzato nella arcinota formula «il medium è il messaggio»: McLuhan, cioè, è stato il primo a comprendere che il mondo dell’informazione si impone come un sistema, in cui il contenuto veicolato è meno importante del contenitore, dato che i mass media non comunicano dati informativi precostituiti, ma li costituiscono, diventando così una parte essenziale del messaggio. È il motivo per cui l’atto di «guardare il televisore» o di «navigare in Internet» è più significativo dei programmi che guardiamo o dei siti che visitiamo.Su tutto questo esiste ovviamente una letteratura sterminata. Meno nota è la determinante influenza che su McLuhan ebbe Ezra Pound. Il che è significativo: uno degli studiosi che con più profondità ha capito la contemporaneità e ha anticipato la globalizzazione dovrebbe molte delle sue categorie all’«antimoderno» e al «fascista» Pound. Al rapporto tra i due è dedicato un saggio di Manlio Della Marca incluso nella recente pubblicazione La libertà dell’intelligenza. Ezra Pound, un intellettuale tra intellettuali, a cura di Roberta Cappelli e Alice Ducati (Ares edizioni).Pound e McLuhan si incontrano il 4 giugno 1948, nel manicomio criminale di St. Elizabeth di Washington, dove il poeta era stato rinchiuso subito dopo la guerra. Tra i due nascerà un rapporto epistolare che durerà fino al 1957. Basti pensare che il primo libro di McLuhan, La sposa meccanica, del 1951, si sarebbe dovuto inizialmente chiamare Guide to Chaos, un esplicito omaggio al poundiano Guide to Kulchur. Secondo Manlio Della Marca, le lettere e i materiali d’archivio «mostrano in modo inequivocabile l’influenza che lo stile e le idee di Pound ebbero sulla concezione del primo libro di McLuhan». Lo studioso canadese era per esempio convinto che film, radio, giornali, pubblicità, fumetti, etc potessero essere studiati come altrettanti «ideogrammi», esattamente secondo il metodo ideogrammatico teorizzato da Pound. Partendo da questo presupposto, spiega Della Marca, «la presenza di Pound emerge come una costante, a volte più esplicita a volte meno, dell’intera opera mcluhaniana».Il metodo ideogrammatico teorizzato da Pound, partendo da una interpretazione geniale quanto controversa della scrittura cinese, puntava a individuare una nuova forma di comunicazione che bypassasse la razionalità e la consequenzialità del «metodo logico». Quest’ultimo, diceva il poeta, «non è sufficiente per l’età di Marconi». L’epoca inaugurata dall’invenzione della radio, cioè, accelerava e destrutturava le categorie logiche cui eravamo abituati. Serviva – e serve – un metodo nuovo. Non stupirà tuttavia leggere in McLuhan, nel 1969, che «la galassia Gutenberg sta per essere eclissata dalla costellazione di Marconi».McLuhan parlò più volte in modo esplicito del suo debito nei confronti di Pound. Nel 1972, per esempio, scrisse: «Pound si rese conto che i giornali che utilizzavano la tecnologia del telegrafo, con la loro copertura a mosaico di eventi provenienti da varie parti del mondo raggruppati sotto un’unica data, offrivano una risposta al problema di creare una nuova poetica in sintonia con la nostra epoca […]. Pound intuì anche che la disposizione delle varie notizie sulla pagina dei giornali creava un mosaico telegrafico, una modalità di organizzazione dell’esperienza percettiva caratterizzata dall’incontro di antiche forme orientali e occidentali».