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L’Italia rischia le spalle scoperte su credito, immigrati e manovra

L’Italia rischia le spalle scoperte su credito, immigrati e manovra
ANSA
  • Nel prossimi 5 mesi il Paese affronterà tavoli decisivi: dalla revisione del trattato di Dublino alle trattative sulla cessione della sovranità fiscale. Si comincia a giugno con il summit cruciale sull'unione bancaria.
  • Carlo Cottarelli è a corto di voti in Aula. Così il presidente Sergio Mattarella torna sui gialloblù. Luigi Di Maio ci sta e rilancia: «Paolo Savona al governo ma un altro a via XX Settembre». Matteo Salvini frena: «Ci penso, ma i ministri non sono delle figurine»
  • Il Colle spinge il M5s a ritentare l'accordo politico, ma il leader leghista non cede. Parla con Silvio Berlusconi e riavvicina anche Giorgia Meloni.
  • In assenza di accordi e se Mister Forbici mollasse, l'ipotesi più probabile è una volata per aprire i seggi il 29 luglio (oppure il 5 agosto). Nel caso della non sfiducia, l'esecutivo dell'ex Fmi fisserebbe la data a inizio autunno. Quasi impossibile l'opzione 2019.

Lo speciale contiene quattro articoli

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Vannacci: «Il centrodestra deve tornare alle origini. C’è chi è in linea col Pd»
Roberto Vannacci (Ansa)
Il capo di Futuro nazionale: «Non chiudo a un’intesa, ma voglio superare la Lega. Non mi piace il Donald gendarme del mondo».
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Toni Capuozzo: «Trump cerca un accordo con la Cina»
Toni Capuozzo (Ansa)
Il giornalista: «Il presidente Usa vuole una nuova Yalta, non la guerra mondiale. Gli europei si limitano a fare i notai della crisi. Qualcuno spera che l’America si impantani in Iran, ma noi avremmo solo da rimetterci».

Toni Capuozzo, inviato di guerra che nel 2005 durante il conflitto in Iraq fu anche sequestrato dalle forze paramilitari sciite dell’esercito del Mahdi, ha una grande esperienza in Medio Oriente. Ma lo scrittore e giornalista non ricorda in tutti questi anni una gestione simile della guerra da parte degli Usa.

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L’Iran apre all’intesa su guerra e Hormuz, ma non sul nucleare. Trump: «Risposta inaccettabile»
Donald Trump (Ansa)

Teheran invia agli Usa la replica alla bozza d’intesa: disponibilità a riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz e a fermare le ostilità, ma nessun impegno preliminare sull’uranio arricchito. Il tycoon attacca: «Prima o poi lo prenderemo».

L’Iran ha inviato la propria risposta all’ultima bozza di accordo proposta dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra in Medio Oriente. A riferirlo è stata l’agenzia statale iraniana Irna, secondo cui il piano negoziale si concentra in questa fase esclusivamente sulla cessazione delle ostilità nella regione e la sicurezza marittima.

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Edicola Verità | la rassegna stampa dell'11 maggio

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