Manifesti choc abortoPro Vita & Famiglia: «Lucarelli, Parenzo, Saviano incalzano, i teppisti strappano»

Manifesti choc abortoPro Vita & Famiglia: «Lucarelli, Parenzo, Saviano incalzano, i teppisti strappano»

«Gli intolleranti della tolleranza Lucarelli, Parenzo, Saviano chiedono la rimozione... e i teppisti eseguono. Hanno strappato e vandalizzato i manifesti della nostra campagna #dallapartedelledonne contro la pillola abortiva Ru486. D'altronde i guru della comunicazione 'totalitaria-buonista', antidemocratica ce l'hanno messa tutta a fomentare gli animi. Impariamo oggi che gli unici a poter parlare di questi temi sono loro. E il quotidiano Repubblica mente affermando che sia stato il Comune a guida di Beppe Sala a intervenire e rimuovere i nostri cartelloni, quando invece abbiamo risposta scritta del Comune che conferma che "il Comune non ha alcun potere coercitivo né autorizzativo" in tal senso. Siamo di fronte a una Nuova Inquisizione che si batte contro la libertà di espressione, garantita dalla nostra Costituzione» ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«La violenta realtà che ci vede protagonisti racconta che anche a Genova - conclude il vice presidente Jacopo Coghe - i nostri manifesti sono stati imbrattati, a Milano sono stati strappati. A chi, come loro, afferma che sabotare l'aborto significa sabotare la vita delle donne, diciamo di andare lezione e studiare la materia: siamo nel 2020 e la scienza ha confermato che la vita inizia dal concepimento. I progressi dell'embriologia, della biologia e della genetica confermano che l'embrione ha organi funzionanti, prova sensazioni, sogna, soffre. Noi siamo #dallapartedelleDonne che devono essere informate sui gravi danni alla loro salute e alla loro vita a causa dell'aborto. Più informazione, più sostegni economici per la prevenzione, più servizi alle donne: questa è civiltà».

L'appuntamento con Transatlantico: ospiti di Daniele Capezzone, Alex Bazzaro della Lega e Luca Pastorino di Liberi e Uguali. Confronto su manovra e delega fiscale.

Dati contraddittori, pochi test clinici. Però l’Aifa fa politica: «Vaccinate i bimbi»
Ansa
  • Solo 1.300 i pazienti di 5-11 anni testati. I report di Ema e Pfizer sull’efficacia sono difformi. Da noi parte il ricatto della socialità.
  • Con i minori di 12 anni si parte il 16. I pediatri avvisano: «A breve tocca ai più piccoli».

Lo speciale contiene due articoli

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