
Sembra la Ferrari, senza neppure avversari che vanno più veloci. Domenico Arcuri gareggia da solo e perde. È uno dei leit motiv più grotteschi di questi mesi difficili, è uno degli effetti più insondabili del virus cinese che in Italia viene approcciato come la legge di Murphy: se qualcosa può andare male, lo farà. Dopo la disfatta sui respiratori e sulle mascherine, ecco che il commissario unico agli approvvigionamenti è riuscito a scendere fino all'ultimo scalino del podio per il flop sui banchi. Come previsto anche dagli ubriaconi nei peggiori bar di Caracas, i due milioni di arredi scolastici non arriveranno per tempo, anzi si prevede di non vederli comparire almeno fino a novembre. I presidi hanno tolto dalle cantine quelli di fòrmica. Arcuri ci aveva messo sopra 45 milioni di euro, aveva sbandierato ai quattro venti la madre di tutte le acquisizioni e si era immediatamente impantanato con la Nexus di Ostia, azienda specializzata nell'organizzazione di eventi, con 4.000 euro di capitale sociale, alla quale aveva affidato la fornitura dei primi 180.000 banchi «ad altezza variabile». Travolto dallo scandalo, ha deciso di revocare il contratto e ripartire. La speranza è che non si comporti allo stesso modo con le altre 10 ditte vincitrici; nel qual caso - rotelle o senza - è prevedibile che i banchi arrivino a Pasqua 2021.
Il commissario sponsorizzato da Massimo D'Alema e considerato un Napoleone da Giuseppe Conte ha questi modi e questi tempi da grand commis ministeriale. Lo sapevano tutti, soprattutto il premier. Stratega disastroso e disastrato, il Rommel caro a palazzo Chigi ha dato ancora una volta il peggio di sé. Ma nonostante sia ormai entrato nella galleria dei personaggi interpretabili da un redivivo Alberto Sordi, l'ennesimo buco nell'acqua non è colpa sua. È di chi, con pervicacia e ostinazione, continua a tenerlo al suo posto affidandogli le missioni più delicate.
«Alla terza fetta chiunque capisce che è polenta», dicono a Bergamo per definire la linea di demarcazione fra l'ingenuità e la sciatteria congenita o la malafede. Ecco, Conte non l'ha capito o ha fatto finta di non capirlo per non aprire contenziosi con gli alleati sulla figura del successore. Quindi la colpa di avere ancora Arcuri al timone, dei banchi con le ruote quadrate, delle mascherine con i fenicotteri rosa, delle società fantasma, dei ritardi da operetta è totalmente sua. Lo dice il buonsenso, ma lo sostiene anche la legge.
L'articolo 8, comma 8 dell'ultimo decreto del premier affida al Commissario straordinario «l'acquisizione e la distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché dei beni strumentali, compresi gli arredi scolastici, per garantire l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2020-2021». Un incarico diretto, del tutto esente dal controllo della Corte dei conti (come specificato nello stesso Dpcm), sburocratizzato al massimo. Lo ha voluto e blindato Conte medesimo. Un accordo fra titani: la mente e il braccio. Frankenstein Junior era venuto meglio.












