True
2023-08-09
Luca Signorelli: Cortona lo celebra con una grande mostra
True
Nato a Cortona nel 1441 e a Cortona morto nel 1523, mentre stava affrescando «Il Palazzone» (villa estiva del Cardinale Passerini, segretario personale di Papa Leone X ), Luca Signorelli – all’anagrafe Luca d'Egidio di Ventura, noto anche come Luca da Cortona - è stata una figura fondamentale nel panorama artistico rinascimentale italiano, anche se (un po’ com’è successo per il Perugino), le ombre di Michelangelo e Raffaello ne hanno in parte oscurato la fama. Amatissimo dal Vasari, che di Michelangelo lo considerava l’ispiratore e «… quella persona che col fondamento del disegno e delli ignudi particolarmente, e con la grazia della invenzione e disposizione delle istorie, aprì alla maggior parte delli artefici la via all’ultima perfezzione dell’arte » - scriveva nel 1568 - Signorelli fu (forse ) allievo di Pier Della Francesca, seguace del Pollaiolo, collaboratore del già nominato Perugino e, a Firenze, uno dei protagonisti della vivace e coltissima corte di Lorenzo il Magnifico. Artista famoso e apprezzato nel suo tempo, con tante ed importanti committenze, nel corso dei secoli pubblico e critica lo hanno relegato, ingiustamente, ad un ruolo quasi secondario. E sottolineo ingiustamente, visto che il Signorelli, per la forza narrativa, la potenza plastica, il colore e l’innegabile carica emotiva che emana da ogni sua opera, andò oltre i suoi contemporanei, divenendo «un faro per i grandi del Rinascimento».
La mostra a Cortona, che lo celebra nel cinquecentenario della morte, vuole restituire al Signorelli il posto e la fama che merita, per consacrarlo, definitivamente, tra i grandi artisti del suo tempo: «Per quanto riguarda le ragioni dell’importanza di Luca da Cortona la risposta breve è che egli merita un posto di rilievo nella storia della pittura del Quattrocento grazie alle sue grandi qualità di colorista, pittore scultoreo e iconografo altamente originale… Per questo riveste un ruolo importante nello sviluppo dell’arte italiana del Rinascimento. L’arte di Raffaello e Michelangelo si sarebbe sviluppata in modo diverso senza lo stimolo di Signorelli; il fascino di una mostra monografica consiste proprio nella possibilità di evidenziare questo dato», ha scritto Tom Henry – curatore dell’esposizione SIGNORELLI500 - nel saggio introduttivo del catalogo.
Le opere e il percorso espositivo
Volutamente concentrato sulla produzione pittorica dell’artista, il percorso espositivo si snoda fra una trentina di opere, tutte provenienti da prestigiosi musei italiani ed internazionali, compresi importanti prestiti da collezioni private e da oltreoceano. Radunarle non è stato facile, considerando l’inamovibilità dei suoi stupefacenti cicli di affreschi (famosi quelli nel Duomo di Orvieto, per esempio) e la dispersione dei lavori del Maestro cortonese in tanti luoghi e siti, ma la visione d’insieme è stupefacente ed offre al visitatore una panoramica completa sulla lunga attività artistica - e di vita - del Signorelli.
Selezionati in base all’altissimo livello qualitativo e rappresentativi di ogni «fase produttiva» di Luca da Cortona, fra i dipinti in mostra, da segnalare i due preziosi pannelli con la Nascita e Il miracolo di San Nicola ( 1508 – 1510 c.), per la prima volta di ritorno in Italia dagli Stati Uniti d’America; il ricongiungimento, mai riuscito in epoca moderna, della tavola centrale del Polittico della chiesa di Santa Lucia a Montepulciano - raffigurante la Madonna e il Bambino in trono - con la relativa predella, composta da tre pannelli in prestito dagli Uffizi di Firenze, in cui Signorelli mostra tutta la sua vena narrativa e, restaurato per l’occasione, il tondo La Vergine e il Bambino con santi dell’Accademia Etrusca di Cortona.
Meravigliosa, per la straordinaria drammaticità delle figure e per quel blu e rosso dominanti, l’imponente Annunciazione di Volterra, firmata e datata 1491, in cui Signorelli si fa ammirare anche per la qualità scultorea del suo angelo Gabriele, forte dell’esperienza con Andrea del Verrocchio a Orsanmichele e con Francesco di Giorgio Martini a Siena.
Gli Itinerari di Signorelli
Oltre ai capolavori esposti a Palazzo Casali, proprio per dare una visione - la più ampia possibile – della figura dell’artista, la mostra prosegue con gli «Itinerari di Signorelli», momento fondamentale di completamento dell’esposizione e percorso di valorizzazione territoriale fra la Toscana e l’Umbria, con fulcro a Cortona.
Cinque i percorsi - il percorso urbano a Cortona, la Valdichiana fino ad Arezzo, la Valtiberina tra Umbria e Toscana, la Via Lauretana Toscana, la direttrice Perugia-Orvieto - alla scoperta (o riscoperta) di quei luoghi in cui il Signorelli, artista peregrino e itinerante , si è recato spesso e volentieri, affidando alle sue opere la testimonianza del suo passaggio.
Continua a leggereRiduci
A 500 anni dalla morte, Luca Signorelli torna protagonista nella sua città natale, Cortona, con una grande mostra che ne ripercorre la parabola umana e artistica. Sino all’8 ottobre 2023, esposte a Palazzo Casali una trentina di opere pittoriche di uno dei più importanti e raffinati Maestri del Rinascimento, pittore di luce e poesia.Nato a Cortona nel 1441 e a Cortona morto nel 1523, mentre stava affrescando «Il Palazzone» (villa estiva del Cardinale Passerini, segretario personale di Papa Leone X ), Luca Signorelli – all’anagrafe Luca d'Egidio di Ventura, noto anche come Luca da Cortona - è stata una figura fondamentale nel panorama artistico rinascimentale italiano, anche se (un po’ com’è successo per il Perugino), le ombre di Michelangelo e Raffaello ne hanno in parte oscurato la fama. Amatissimo dal Vasari, che di Michelangelo lo considerava l’ispiratore e «… quella persona che col fondamento del disegno e delli ignudi particolarmente, e con la grazia della invenzione e disposizione delle istorie, aprì alla maggior parte delli artefici la via all’ultima perfezzione dell’arte » - scriveva nel 1568 - Signorelli fu (forse ) allievo di Pier Della Francesca, seguace del Pollaiolo, collaboratore del già nominato Perugino e, a Firenze, uno dei protagonisti della vivace e coltissima corte di Lorenzo il Magnifico. Artista famoso e apprezzato nel suo tempo, con tante ed importanti committenze, nel corso dei secoli pubblico e critica lo hanno relegato, ingiustamente, ad un ruolo quasi secondario. E sottolineo ingiustamente, visto che il Signorelli, per la forza narrativa, la potenza plastica, il colore e l’innegabile carica emotiva che emana da ogni sua opera, andò oltre i suoi contemporanei, divenendo «un faro per i grandi del Rinascimento».La mostra a Cortona, che lo celebra nel cinquecentenario della morte, vuole restituire al Signorelli il posto e la fama che merita, per consacrarlo, definitivamente, tra i grandi artisti del suo tempo: «Per quanto riguarda le ragioni dell’importanza di Luca da Cortona la risposta breve è che egli merita un posto di rilievo nella storia della pittura del Quattrocento grazie alle sue grandi qualità di colorista, pittore scultoreo e iconografo altamente originale… Per questo riveste un ruolo importante nello sviluppo dell’arte italiana del Rinascimento. L’arte di Raffaello e Michelangelo si sarebbe sviluppata in modo diverso senza lo stimolo di Signorelli; il fascino di una mostra monografica consiste proprio nella possibilità di evidenziare questo dato», ha scritto Tom Henry – curatore dell’esposizione SIGNORELLI500 - nel saggio introduttivo del catalogo.Le opere e il percorso espositivoVolutamente concentrato sulla produzione pittorica dell’artista, il percorso espositivo si snoda fra una trentina di opere, tutte provenienti da prestigiosi musei italiani ed internazionali, compresi importanti prestiti da collezioni private e da oltreoceano. Radunarle non è stato facile, considerando l’inamovibilità dei suoi stupefacenti cicli di affreschi (famosi quelli nel Duomo di Orvieto, per esempio) e la dispersione dei lavori del Maestro cortonese in tanti luoghi e siti, ma la visione d’insieme è stupefacente ed offre al visitatore una panoramica completa sulla lunga attività artistica - e di vita - del Signorelli.Selezionati in base all’altissimo livello qualitativo e rappresentativi di ogni «fase produttiva» di Luca da Cortona, fra i dipinti in mostra, da segnalare i due preziosi pannelli con la Nascita e Il miracolo di San Nicola ( 1508 – 1510 c.), per la prima volta di ritorno in Italia dagli Stati Uniti d’America; il ricongiungimento, mai riuscito in epoca moderna, della tavola centrale del Polittico della chiesa di Santa Lucia a Montepulciano - raffigurante la Madonna e il Bambino in trono - con la relativa predella, composta da tre pannelli in prestito dagli Uffizi di Firenze, in cui Signorelli mostra tutta la sua vena narrativa e, restaurato per l’occasione, il tondo La Vergine e il Bambino con santi dell’Accademia Etrusca di Cortona.Meravigliosa, per la straordinaria drammaticità delle figure e per quel blu e rosso dominanti, l’imponente Annunciazione di Volterra, firmata e datata 1491, in cui Signorelli si fa ammirare anche per la qualità scultorea del suo angelo Gabriele, forte dell’esperienza con Andrea del Verrocchio a Orsanmichele e con Francesco di Giorgio Martini a Siena.Gli Itinerari di SignorelliOltre ai capolavori esposti a Palazzo Casali, proprio per dare una visione - la più ampia possibile – della figura dell’artista, la mostra prosegue con gli «Itinerari di Signorelli», momento fondamentale di completamento dell’esposizione e percorso di valorizzazione territoriale fra la Toscana e l’Umbria, con fulcro a Cortona.Cinque i percorsi - il percorso urbano a Cortona, la Valdichiana fino ad Arezzo, la Valtiberina tra Umbria e Toscana, la Via Lauretana Toscana, la direttrice Perugia-Orvieto - alla scoperta (o riscoperta) di quei luoghi in cui il Signorelli, artista peregrino e itinerante , si è recato spesso e volentieri, affidando alle sue opere la testimonianza del suo passaggio.
Dalle ricerche sul peso dell’esperienza nel valore aziendale al modello di 50yet, che punta sui senior expert: in un’economia in trasformazione, la competenza accumulata nel tempo si conferma una risorsa chiave.
Il valore di un’azienda non sta solo nei bilanci o negli asset finanziari. Sempre più spesso, dicono le ricerche, sta soprattutto nell’esperienza delle persone che ci lavorano. In un’economia in cui la tecnologia accelera tutto, il vero vantaggio competitivo resta ciò che non si può replicare con un algoritmo: l’esperienza accumulata nel tempo.
I numeri raccontano un cambiamento profondo. La fascia over 50, che rappresenta circa il 24% della popolazione mondiale, nel 2020 ha generato il 34% del Pil globale, pari a circa 45 trilioni di dollari. Entro il 2050 questa quota è destinata a salire fino a circa 118 trilioni. È una trasformazione strutturale dell’economia, non una tendenza passeggera.
Secondo McKinsey, tra il 40% e il 46% del valore del capitale umano di un’azienda deriva direttamente dall’esperienza. Un dato che sposta il dibattito su innovazione e competitività: non si tratta solo di investire in tecnologie, ma anche di saper valorizzare chi ha già attraversato cicli, crisi e cambiamenti.
Il contributo dei senior non è soltanto qualitativo. Studi citati da OCSE e Harvard Business Review mostrano che le aziende in cui collaborano generazioni diverse sono il 70% più propense ad aumentare la quota di mercato e il 45% più inclini a entrare in nuovi mercati. Anche l’ambiente di lavoro conta: la ricerca Best Workplaces for Senior 2025 di Great Place To Work Italia sottolinea che trattenere e motivare i profili più esperti significa investire nella sostenibilità e nella memoria organizzativa delle imprese. L’esperienza, inoltre, ha effetti concreti sulle decisioni. Riduce i rischi, accelera i processi e accorcia i tempi di arrivo sul mercato. Secondo l’AARP, i team con una forte presenza di senior garantiscono maggiore stabilità operativa e scelte strategiche più rapide. In questo scenario, la competenza diventa una vera e propria «valuta»: un capitale che produce un impatto misurabile.
Il tema pesa anche nei passaggi generazionali delle imprese familiari. Alcuni studi, tra cui quelli dell’Università Bocconi, indicano che l’ingresso di manager esterni qualificati può essere decisivo per assicurare continuità e crescita nelle fasi di transizione. È in questo contesto che si inserisce l’esperienza di 50yet, una piattaforma dedicata all’inserimento di senior expert nei settori fashion, luxury, beauty, sport e lifestyle. Nel suo primo anno di attività, la startup ha registrato un customer success rate superiore al 98%, chiudendo con un EBIT positivo e una crescita interamente autofinanziata, senza capitali esterni. Un percorso controcorrente rispetto a un ecosistema spesso segnato da valutazioni gonfiate e burn-rate elevati.
A gennaio 2026 la community conta oltre 700 esperti qualificati, tutti con almeno 20 anni di esperienza e un track record verificabile. Il modello non è quello del classico head hunting: si basa su una soluzione «fractional», on-demand e flessibile, attivabile per missioni a termine o per obiettivi, con attenzione all’impatto misurabile e all’allineamento strategico con l’azienda cliente. Dopo la selezione, i candidati vengono suddivisi tra Marketplace e Club, dove entra solo il top 2% di ogni settore. Pesano la reputazione e le referenze, ma prima di ogni proposta viene valutata anche la coerenza con i valori e la cultura dell’azienda che richiede la collaborazione. L’accesso è solo su invito. Finora, più di un esperto su quattro ha già ricevuto una o più offerte di missione.
L’idea di fondo è semplice quanto radicale: l’esperienza senior non è un costo da ridurre, ma un asset produttivo subito utilizzabile. In altre parole, una vera e propria moneta dell’economia reale.
Continua a leggereRiduci
Ecco #DimmiLaVerità del 4 febbraio 2026. Il capogruppo di Avs al Senato, Giuseppe De Cristofaro, parla di Gaza, dei fatti di Torino e del pacchetto sicurezza.
La nuova Giulia Quadrifoglio dei Carabinieri presentata in Val Gardena (Arma dei Carabinieri)
Il sodalizio tra Alfa Romeo e l’Arma dei Carabinieri ha origine nel secondo dopoguerra; la prima Alfa Romeo dell’Arma fu la 1900 M «Matta» del 1951. Con la Giulia degli Anni ‘60, impiegata dal 1963 al 1968, nasce la Gazzella del Nucleo Radiomobile, simbolo del pronto intervento. Da allora il legame tra l’Arma e Alfa Romeo è proseguito negli anni: Alfetta, 90, 75, 155, 156 e 159, Giulietta, Giulia, Tonale, arrivando fino alla Giulia Quadrifoglio. Molte di queste auto sono in mostra oggi presso il Museo Alfa Romeo, nella sezione «Alfa Romeo in Divisa» realizzata in collaborazione con l’Arma e inaugurata il 24 giugno 2020 in occasione del 110° anniversario del Biscione.
Il Ceo di Alfa Romeo Santo Ficili ha dichiarato in occasione dell'anniversario: «75 anni di unione con l’Arma dei Carabinieri rappresentano un legame che va oltre la semplice collaborazione. Alfa Romeo e l’Arma dei Carabinieri condividono da sempre gli stessi valori: dedizione, coraggio, eccellenza italiana. Questo anniversario rappresenta per noi un orgoglio profondo e un impegno rinnovato nel mettere il meglio della nostra tecnologia e della nostra passione al servizio di chi protegge il Paese ogni giorno.»
Il Generale di C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha poi sottolineato che: «Il legame indissolubile con Alfa Romeo rappresenta non solo un’alleanza tra l’eccellenza automobilistica italiana e l’efficienza operativa istituzionale, ma un sodalizio tecnico e valoriale che garantisce una presenza vigile e sempre più efficace sul territorio. Le autovetture Alfa Romeo contribuiscono infatti al rafforzamento della capacità operativa dell’Arma, assicurando mezzi affidabili, performanti e tecnologicamente avanzati, supporto essenziale per lo svolgimento dei quotidiani servizi d’Istituto, e che, in 75 anni di storia insieme, sono divenuti simbolo del Pronto intervento offrendo ai cittadini la certezza che i Carabinieri sono costantemente presenti a tutela della collettività».
A testimonianza della vicinanza e collaborazione tra il brand e l’Arma, spettatori e atleti dell’evento «Arma 1814 Ski Challenge» hanno potuto ammirare la Giulia Quadrifoglio in livrea istituzionale che ha preso parte, insieme alle autorità istituzionali, alle attività addestrative tra cui il lancio dei paracadutisti sportivi, la gara tiratori scelti, la simulazione di un salvataggio con cani ed elicotteri e il concerto della fanfara.
Massima espressione del Dna del Biscione in termini di prestazioni, design e innovazione meccanica, la berlina sportiva è stata da poco consegnata da Alfa Romeo all’ Arma dei Carabinieri dotata di un equipaggiamento speciale per il trasporto rapido e sicuro di organi e sangue, per assicurare la massima efficienza nelle missioni sanitarie.
La grintosa Giulia Quadrifoglio è il risultato di una centenaria ricerca dell’eccellenza tecnica applicata alle competizioni e alle vetture di produzione. Contraddistinto dal leggendario logo Quadrifoglio Verde, il modello si posiziona al vertice del proprio segmento per handling e rapporto peso-potenza, assicurando un’esperienza di guida unica, diretta e coinvolgente da vera Alfa Romeo. Sotto il cofano della Giulia Quadrifoglio ruggisce il potente 2.9 V6 da 520 Cv, che incarna tutta la tradizione sportiva Alfa Romeo e restituisce alla guida quella connessione istintiva tipica del marchio. La fibra di carbonio, simbolo dell’anima racing delle Quadrifoglio, riveste lo scudetto nel frontale, le calotte degli specchietti e le finiture del tunnel centrale e della plancia. Infine, l’impianto frenante carboceramico che garantisce massime prestazioni in frenata.
Continua a leggereRiduci