
La longevità non è più soltanto una questione anagrafica. Oggi il dibattito scientifico si concentra sempre di più su come vivere più a lungo mantenendo energia, autonomia e qualità della vita. Un tema che intreccia ricerca, prevenzione, nutrizione, salute mentale e nuovi modelli di assistenza di prossimità.
In occasione del Milan longevity summit, Unifarco presenta il progetto GenAge® e il modello delle Farmacie specializzate in longevità: un approccio che punta a trasformare la farmacia in un vero «Longevity hub», dove il farmacista diventa guida multidisciplinare in un percorso costruito su evidenze scientifiche, analisi dello stile di vita e prevenzione personalizzata. Ne parliamo con il dottor Gianni Baratto, direttore scientifico e vicepresidente (Ricerca e sviluppo) di Unifarco, per capire quale ruolo potranno avere le farmacie nella diffusione di una cultura della longevità sana e consapevole.
Oggi si parla moltissimo di longevità. Secondo lei qual è il rischio più grande: trasformarla in una moda o riuscire davvero a renderla prevenzione quotidiana?
«Sicuramente oggi il termine “longevity” è ampiamente utilizzato e strumentalizzato anche fuori dai giusti contesti. È diventato un termine spendibile in svariati ambiti, dalla comunicazione sanitaria a quella finanziaria e assicurativa. Tuttavia è utile ricordare che, sebbene questo termine sia oggi sulla bocca di tutti e possa sembrare una trovata commerciale per vendere più beni e servizi, non è un tema così recente. Longevità si può tradurre anche con “salute nel tempo”, e ogni prodotto nasce per far star bene le persone. È esplosa questa meravigliosa bolla, finalmente ora parlare di longevità non è più fantascienza ma scienza, e questo ha reso più motivati brand come GenAge® a fornire a tutte le persone gli strumenti più concreti che la scienza oggi offre».
A che punto è la conoscenza?
«In questo campo non si ferma mai, nascono ogni giorno startup e aziende dedicate, vengono investiti sempre più capitali per lo studio di come accompagnare l’allungamento della durata media della vita con un parallelo aumento degli anni in salute. A chi è scettico suggeriamo di trovare i giusti referenti, interlocutori formati e competenti con cui differenziare ciò che è longevity solo per moda e convenienza da ciò che è realmente longevity, per una salute ora e nel tempo tramite un lavoro di squadra sulle proprie abitudini e sulla propria biologia. Così da esprimere al meglio le potenzialità genetiche che abbiamo ricevuto e vivere più a lungo e in salute, con partecipazione attiva alla vita sociale, autonomia e soddisfazione di noi stessi a qualsiasi età. Perché è davvero possibile».
Che cosa significa «manutenzione della salute» nella vita di una persona di 40, 50 o 60 anni?
«Quando parliamo di meccanismi biologici malleabili, di azioni sul nostro stile di vita, di cambiamenti che devono diventare sane routine mantenute nel tempo, ecco che si evidenzia chiaramente come sia necessario cominciare a occuparsi della propria longevità (in salute) prima che tutto sia visibile e manifesto. In realtà, a partire dai 35-40 anni, nel nostro corpo, i meccanismi biologici, la vitalità delle cellule, l’accumulo di danni, le compensazioni che prima erano altamente efficienti, cominciano ad alterarsi innescando la curva dell’invecchiamento. È nel momento in cui siamo al massimo della nostra vitalità che dobbiamo sostenerla e “revisionarla” (quasi fosse la nostra automobile), per darle l’energia e la carica per durare più a lungo nel tempo e in modo più performante».
Nel vostro approccio i farmacisti diventano una sorta di «guida della longevità». Come cambia il ruolo della farmacia rispetto al passato?
«Il farmacista è depositario di una solida esperienza formulativa e analitica di stampo multidisciplinare e ha le competenze necessarie per mettere la persona al centro, prendersene cura a 360 gradi, accompagnarla in modo personalizzato e sostenerne la motivazione. Possiede tutte le caratteristiche per essere il primo punto di riferimento e l’anello di congiunzione per un percorso multidisciplinare che include anche altri professionisti della salute. Oltre a questo, la farmacia è un presidio accessibile, diffuso capillarmente in tutto il territorio e intercetta tutte le fasce della popolazione. In farmacia, con la presenza di un farmacista preparatore formato nell’approccio pro-longevity promosso da GenAge®, potrà così concretizzarsi un percorso di manutenzione della salute fatto di analisi genetiche, analisi dei principali parametri ematici e dei marker infiammatori, test del microbiota e valutazione della composizione corporea. Approcci concreti, facilmente accessibili ed estremamente scientifici e personalizzati. Per rendere il tutto più approfondito e oggettivo, abbiamo creato il Programma yougevity, in cui alla figura del farmacista si affianca un team multidisciplinare composto da medico, nutrizionista, personal trainer e mental coach, per un’esperienza completa che integra ogni aspetto essenziale alla nostra longevità in salute».
Parlate di geroscienze e «hallmarks of aging». Quanto siamo vicini a una medicina che non cura solo le malattie, ma rallenta i meccanismi dell’invecchiamento?
«Negli ultimi anni la scienza dell’invecchiamento ha registrato un progresso senza precedenti. Ad oggi, è in grado di dare una risposta, seppur complessa e forse ancora incompleta, a questa domanda. La scienza si è concentrata soprattutto nell’analisi dei meccanismi chiave responsabili del progressivo declino dei sistemi di regolazione ed equilibrio (omeostasi) cellulare, identificando 12 “hallmarks of aging”, cioè 12 pilastri dell’invecchiamento».
Quali sono?
«Biomarker distintivi e responsabili della senescenza che si manifestano durante il normale invecchiamento, che lo accelerano se esacerbati e, viceversa, lo rallentano se gestiti correttamente. Metabolismo, funzioni cognitive, ossa, articolazioni, muscoli, pelle e intestino possono incontrare qualche ostacolo lungo il percorso degli anni anagrafici, spesso con segnali sottili, difficili da riconoscere e sensazioni che emergono nella routine quotidiana. Se siamo consapevoli dei nostri punti di forza e riconosciamo le nostre aree più vulnerabili, grazie a genetica e azione epigenetica con lo stile di vita pro-longevity, facciamo il primo fondamentale passo per lavorare sulla nostra biologia, rendendola più vitale, più funzionale, più ottimizzata e longeva».






