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Liberata una «mente» del Bataclan
Immagini dell'attentato al Bataclan, del 13 novembre 2015 (Ansa). Nel riquadro, Mohamed Bakkali, uno degli uomini condannati per il massacro
Mohamed Bakkali, condannato a 30 anni per gli attentati del 13 novembre 2015 e a 25 per un altro attacco, godrà di sei permessi della durata di 36 ore ciascuno.

«E quindi hai partecipato al secondo attacco terroristico più mortifero della storia europea?». «Sì, ma niente di serio». Si ride per non piangere, parafrasando una celebre battuta di Tre uomini e una gamba. La notizia che Mohamed Bakkali, uno degli uomini condannati per il massacro del 13 novembre 2015, ha ottenuto il diritto a un permesso di uscita dal carcere in cui è detenuto, in Belgio, lascia in effetti spazio a poche altre reazioni possibili.

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Così il multiculturalismo unilaterale porta la legge della sharia in Europa
«Non si gioca con il genocidio». Le proteste prima della partita di calcio Francia-Israele a Parigi.
L’accoglienza indiscriminata sta trascinando la società a una resa totale all’islam radicale, tanto da tacere su certi fatti di cronaca per paura delle reazioni dei seguaci di Allah. Un deciso passo verso l’autodistruzione.
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Quello che Carrère non capisce del Bataclan glielo spiegò Camus sulla «Verità»
Parigi, commemorazione delle vittime del Bataclan (Ansa)

Nel libro V13, il francese fa un viaggio nell’orrore degli attentati del 2015. Proprio lui che, polemizzando con l’amico scrittore, difese le buone ragioni della «convivenza».

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Effemeridi: dalla morte di Ezra Pound agli attentati di Parigi
Ezra Pound a Venezia (Getty Images)

Dal 31 ottobre al 13 novembre: la morte di Ezra Pound a Venezia e quella di Theo Van Gogh per mano islamica. Armando Diaz annuncia la vittoria italiana nella Grande Guerra. La strage degli Italiani a Nassirya e quella di Parigi del 2015.

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Olivier Latry davanti al grande organo nella Cattedrale di Notre Dame
Il musicista Olivier Latry, titolare dello strumento sopravvissuto al rogo del 15 aprile 2019: «Tornerà nel 2024, ma l’acustica non sarà più la stessa. Il nostro non è un un lavoro, ma servizio: siamo il ponte tra chi ascolta e l’altro mondo».
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