L’Italia pianta la bandiera a Bengasi ma scoppia una grana con il Qatar - La Verità
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L’Italia pianta la bandiera a Bengasi ma scoppia una grana con il Qatar

ANSA

  • Il summit di Palermo riconosce un ruolo centrale al nostro Paese. Però la Turchia si irrita perché Khalifa Haftar salta il multilaterale, in rotta con Ankara e l'emirato islamico. Col quale, invece, il nostro governo ha molti interessi.
  • Trump ride di esercito Ue e Macron: «Senza di noi, sareste Germania». Il leader americano tira altre bordate all'Eliseo: «A Parigi stavate già imparando il tedesco, poi sono arrivati gli Usa. Pagate la Nato». La Casa Bianca annuncia anche dazi sui vini transalpini.
  • Un aereo di 007 francesi abbattuto a Malta: procurava armi ai libici. Jet esplose in volo, tutti morti gli occupanti. La versione ufficiale parlava di controllori dei flussi migratori, ma ora un giornale dell'isola rivela: «Monitoravano i rifornimenti».
  • Per la pace serve il patto petrolifero. L'accordo sull'ente nazionale, con sede e giacimenti divisi fra le parti in conflitto, è la base da cui partire per arrivare alle elezioni. Ma ci sono anche i fondi congelati.

Lo speciale comprende quattro articoli.

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Francesco riscende in campo per la Siria

Ansa

Il Papa chiede a Bashar Al Assad di «mettere fine alle sofferenze del popolo». Pietro Parolin: «Nessun intento politico, solo urgenza di soluzioni praticabili per la pace». Voci dall'Argentina: Ratzinger offrì all'«avversario» Bergoglio la Segreteria di Stato. Ma sono «fantasie».
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Pure l’Abi smentisce i profeti di sventura: lo spread non incide sui mutui per la casa

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Gli ultimi dati: il costo del credito per le famiglie è ai minimi. Ma il vero nodo resta l'accesso: serve la fiducia nel futuro.
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Depositate le intercettazioni su Siri. Incredibile: gli «omissis» si leggono

Ansa

  • Nei nuovi dialoghi, Paolo Arata millanta pressioni su Silvio Berlusconi, Enrico Letta e il cardinal Raymond Leo Burke per piazzare il leghista. Ma nelle carte spunta la beffa: le parti da secretare, perché riguardano un senatore, si possono consultare.
  • E sui 30.000 euro avevamo ragione. Anche nel materiale diffuso ieri non c'è traccia del virgolettato del boss dell'eolico riportato più volte dai media. Restano invece le solite vanterie dell'imprenditore.

Lo speciale comprende due articli.

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Barcellona è la città più pericolosa ma Ada Colau si occupa solo di Lgbt

Ansa

Da quando si è insediata la sindaca, furti ed episodi di violenza saliti da 153.063 a 194.212. L'insicurezza è diventata la prima preoccupazione degli abitanti, ma lei destina 1,7 milioni a un centro per gay e lesbiche.
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Lega e M5s, lite pure sull’Italia in tilt. Salvini: «Inaccettabili i no sulla Tav»

Ansa

  • Il vicepremier attacca Danilo Toninelli, «ministro ai blocchi stradali»: «Ci sono troppe infrastrutture ferme al Mit». Luigi Di Maio: «Non ci si provi a strumentalizzare quanto accaduto per fare il tifo pro o contro la Torino-Lione».
  • Caos in tutto il Paese per il rogo doloso di una cabina elettrica dell'alta velocità vicino a Firenze. Pista anarchica: ieri in città 26 condanne per attività sovversive.

Lo speciale contiene due articoli

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Pronto il ribaltone per far fuori Salvini

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Paolo Mieli sul Corriere indica la via: imbrigliare il leader della Lega e riciclare l'attuale presidente del Consiglio con una maggioranza composta da democratici, M5s e Forza Italia. Accontenterebbe tutti, meno gli elettori.
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Le truppe leghiste sono pronte: «Se Salvini dà l’ordine si va tutti a casa»

Ansa

  • Domani il premier riferirà in aula sui russi. Il Carroccio non esclude di calare il sipario e ripresentarsi alle elezioni da solo.
  • Le amministrative portano novità: un giro in più agli eletti e apertura alle civiche.
  • La stampa progressista lo ha sempre sbeffeggiato. Poi però lui ha aperto a sinistra, diventando uno statista.

Lo speciale contiene tre articoli

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I gialloblù traballano, il Pd sa fare di peggio

Ansa

L'opposizione ha l'occasione d'oro di dividere la maggioranza, eppure anche stavolta si scatena la faida interna. Da una parte Dario Franceschini spinge verso i grillini, dall'altra Matteo Renzi si mette di traverso perché teme il voto e preferisce logorare Nicola Zingaretti.